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Dai laghi della Masuria a Cracovia: cresce l’interesse degli italiani per la Polonia

Dimenticate i soliti cliché sull’Europa dell’Est. La Polonia oggi è un mix esplosivo di natura selvaggia e centri urbani che fanno invidia alle capitali scandinave. Questo itinerario targato Guiness Travel, operatore specializzato in viaggi di gruppo con accompagnatore dall’Italia, è una vera traversata: partiamo dai confini con l’enclave di Kaliningrad per arrivare fino alle montagne del sud, toccando porti anseatici, castelli da record e città universitarie piene di vita.

La Masuria e i mille laghi

Il Gran Tour Polonia e Masuria comincia a Mragowo, nel cuore della Masuria. Questa è la zona dei laghi, un labirinto di canali e specchi d’acqua circondati da foreste fittissime. È il posto dove i polacchi scappano quando vogliono sparire dal mondo.

La navigazione sul lago Mamry  si traduce in un’immersione in un ecosistema intatto dove è facile avvistare cicogne (il simbolo nazionale) e aquile pescatrici. Anche la visita a Gierloz, alla famigerata “Tana del Lupo”, oggi ha un sapore particolare: la natura si sta letteralmente invadendo il cemento dei bunker della Seconda Guerra Mondiale, trasformando un luogo di guerra in un parco archeologico silenzioso dove la natura ha l’ultima parola sulla storia.

Malbork e Danzica: l’oro del Baltico

Lasciando i laghi ci si imbatte in un colosso di mattoni: il Castello di Malbork. Le sue dimensioni ne fanno il castello gotico più grande del mondo. Fu la sede dei Cavalieri Teutonici, monaci-guerrieri che crearono un vero e proprio stato monastico. Entrare nelle loro cucine o vedere i sistemi di riscaldamento a pavimento del 1300 fa capire quanto fossero ingegnosi già a quel tempo.

Poi si arriva a Danzica, una città in cui molti viaggiatori lasciano il cuore. Danzica profuma di mare e di resina, oltre ad essere la capitale mondiale dell’ambra. Lungo via Mariacka troverete botteghe di artigiani che lavorano questa “pietra” da generazioni. Se volete sentirvi come un locale, dopo la cena tipica al birrificio Brovarnia (dove la bionda è premiata a livello internazionale), fate una passeggiata sul molo. Il riflesso delle case mercantili della via Lunga sul fiume Motława è uno degli scorci più belli d’Europa.

Torun e Poznan: spezie e piazze da fiaba

Scendendo verso il cuore del Paese, facciamo tappa a Torun. È una delle poche città polacche rimaste completamente intatte dai tempi del Medioevo. Qui è nato Copernico, ma la vera star è il pan di zenzero. Al Museo del Pan di Zenzero, dove il tour fa tappa, si impasta, si usano gli stampi in legno antico e si impara che questa prelibatezza era preziosa quanto l’oro, perché le spezie arrivavano da lontanissimo.

Poco dopo troviamo Poznan. La sua piazza del mercato è un’esplosione di colori. Se capitate lì a mezzogiorno, unitevi alla folla che guarda le due caprette meccaniche sulla torre del Municipio: è un rito collettivo che fa sorridere chiunque. Poznan è anche la città del croissant di San Martino, un dolce iper-calorico ma delizioso, ripieno di semi di papavero bianco, noci e uvetta.

Breslavia: la città dei cento ponti e degli gnomi

Breslavia (Wrocław) , dalla storia metà tedesca e metà polacca, è costruita su un arcipelago e ogni isola ha la sua fisionomia. C’è l’Isola della Cattedrale (Ostrów Tumski), dove alla sera passa ancora il lampionaio ad accendere manualmente i lampioni a gas, e poi c’è il centro moderno con la maestosa Sala del Centenario, una cupola di cemento armato che quando fu costruita sembrava un’astronave. Ma Breslavia è famosa soprattutto per essere la città gli gnomi. Ce ne sono più di 400. Nacquero come simbolo di protesta politica contro il comunismo, ma oggi sono i padroni della città. C’è lo gnomo che mangia il gelato, quello che dorme e quello che guida il tram. Cercarli diventa una vera e propria caccia al tesoro.

Wieliczka e la maestosità di Cracovia

Il viaggio punta poi verso sud. Prima di arrivare a Cracovia, ci fermiamo a Wadowice, un paesino tranquillo che ha dato i natali a Giovanni Paolo II, e poi scendiamo nel sottosuolo a Wieliczka. La miniera di sale è come un mondo parallelo costruito sottoterra La Cappella di Santa Kinga è una cattedrale sotterranea con lampadari di cristalli di sale che brillano nell’oscurità.

E infine, Cracovia. È la città regina della Polonia, il luogo dove batte il cuore della nazione. Si tratta, insieme a Danzica, della città più bella che si possa visitare nei viaggi organizzati in Polonia. Il Colle del Wavel è un compendio di architettura dal gotico al rinascimentale. La Piazza del Mercato è la più grande d’Europa e vederla dai tavolini di un caffè mentre il trombettiere suona dalla torre è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. Il quartiere di Kazimierz, poi, è il posto perfetto per la cena finale: un mix di cultura locale e locali bohémien dove si respira un’aria di libertà incredibile.

Czestochowa e Varsavia: fede e rinascita

Prima di chiudere l’anello, visitiamo Czestochowa. Anche per chi non è religioso, il monastero di Jasna Gora è impressionante. La devozione dei polacchi verso la Madonna Nera è palpabile, un’energia silenziosa che riempie le navate della fortezza-santuario.

Il gran finale è a Varsavia. È una città che non si è fatta abbattere da nulla. Il centro storico, ricostruito da zero, è un miracolo d’amore. Il Parco Lazienki con il suo Palazzo sull’Acqua è il posto dove i residenti vanno a cercare la pace tra i pavoni, mentre il quartiere del ghetto e i nuovi grattacieli raccontano di una città che ha saputo elaborare il passato per diventare una delle metropoli più dinamiche d’Europa.

Perché visitare la Polonia?

La Polonia sta cambiando velocemente. È pulita, sicura, le città sono vivaci ed efficienti, la gente è ospitale e orgogliosa di mostrare quanto è diventato bello il proprio Paese. È un viaggio perfetto per gli amanti della storia del Novecento, ma anche per chi è affascinato dai paesaggi naturali e da chi cerca atmosfere sospese tra passato e futuro.

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