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Le ragioni dell’astensionismo in Italia

In questi ultimi giorni che precedono la tenzone politica del 28-29 marzo, all’interno dei vari partiti politici si dibatte sulla seria possibilità di un notevole incremento dell’astensionismo e delle sue possibili conseguenze.
Se è vero infatti il dato che i vari governi regionali avrebbero comunque vita lo stesso, è altrettanto vero che l’allontanamento dalle urne di milioni di cittadini, soprattutto per protesta contro una classe politica portata alla deriva dalla sensazione di una corruzione generale aggiunta alla manifesta incapacità di trovare soluzioni efficaci ad una crisi che sta impoverendo sempre più il Paese dopo avervi provocato spaccature sociali profonde, renderebbe molto debole la legittimità a governare scaturita dalle urne.

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Astensionismo e scioperi del voto:

Gli ultimi scandali che hanno travolto le amministrazioni pubbliche e private più diverse, i  ricorsi e decreti su liste e listini elettorali, potrebbero insomma avere un notevole peso, incalcolabile al momento, nella decisione di masse di elettori di disertare delle urne da cui non vedono emergere alcuna prospettiva di miglioramento per le proprie condizioni di vita materiali e sociali, nel contesto di una competizione elettorale da cui non emerge programma alcuno, ma vede soltanto risse ed attacchi diffamatori senza più controllo.
Ci sono dei paesi, come quello di Bocchigliero, un centro montano in provincia di Cosenza, dove gli abitanti, sentendosi completamente abbandonati dalle istituzioni, hanno già preannunciato lo sciopero del voto.
Dopo il caso di Bocchigliero, anche a Longobucco, a qualche chilometro di distanza, è partita la mobilitazione degli abitanti più giovani, che hanno raccolto dalle famiglie le schede elettorali per restituirle allo Stato che reputano latitante rispetto ai drammatici problemi del loro territorio. Ad Acerra il vescovo monsignor Antonio Riboldi, ipotizza minacciosamente uno sciopero elettorale affinche’ al sud ci sia un profondo cambiamento.

La rabbia degli elettori:

Ma di elettori incazzatissimi con la classe politica in questo momento, in Italia, ce ne sono tanti, e disposti lungo tuttala rete regionale: il clima di degenerazione sociale che scaturisce quotidianamente dalle cronache non favorisce assolutamente il rientro di questo stato d’animo popolare.
Nei giorni scorsi in Liguria era stata pubblicata un’indagine della società di sondaggi Opimedia, da cui risultava che su oltre mille e cento elettori intervistati andrà probabilmente a votare per le prossime regionali il 60%, coloro che valutano quello  del  voto un dovere inderogabile.
Nel restante 40% non si conosce ancora bene il numero di coloro che decideranno di presentarsi alle urne all’ultimo momento. A pochi giorni dalla scadenza elettorale dunque gli italiani ritengono che il tipo di offerta politica presente nei quadri regionali sia scadente o non propozionalmente adeguata alla soluzione dei problemi.

Identikit dell’astenuto:

Malgrado ciò, comunque, la percentuale di votanti non dovrebbe andare sotto il 65%,cosa che ci metterebbe in qualche modo ancora al di sopra della media europea e non ci accosterebbe minimamente ai dati delle ultime elezioni  in Francia, dato che da noi la partecipazione al voto è sempre stata tradizionalmente più alta.
Riguardo la conformazione sociale ed elettorale degli astensionisti è opinione diffusa che l’incremento dell’astensionismo riguarderebbe di più il centrodestra, nel momento i cui gli elettori di centrosinistra si sono sempre contraddistinti per il particolare senso civico di cui sono dotati: ciò non vuol dire che siano assenti in questa categoria i delusi, anzi.
Nel contesto attuale, in cui tra la classe politica ed i cittadini si è aperta una voragine comunicativa, diviene logico che questi non credano più ai propri rappresentanti e questa  mancanza di credibilità a sua volta diviene la grande generatrice della delusione dell’elettorato (se sono tutti ugualmente ladri e corrotti  per quale motivo si deve   andare a votare).
Come si vede, ci vorrà moltissimo tempo a riconvincere gli elettori che i loro rappresentanti politici non mirano soltanto al proprio arricchimento personale.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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