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“I giovani e la droga”: Massimo Barra

Affrontiamo il tema dei giovani e della droga e lo facciamo con uno dei massimi esperti in materia: Massimo Barra, tra i primi medici in Italia a prendersi cura dei tossicomani fin dal 1974 al Centro delle Malattie Sociali del Comune di Roma e poi fondando nel 1976 Villa Maraini, la comunità di recupero di cui è stato Direttore per più di 30 anni.
Volontario della Croce Rossa fin dall’eta’ di 8 anni, Barra è stato per 8 anni Presidente Nazionale di Pionieri della C.R.I. e, dal 2005 al 2008, presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana. All’attivo anche diversi manuali sulla tossicodipendenza giovanile e su altri argomenti legati al mondo della droga.

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Droga: giovani e non solo

Dott. Barra, parliamo di giovani e droga. E’ un binomio così diffuso ?
“La droga è un fenomeno che colpisce tutte le fasce d’età, naturalmente quanto più uno è giovane tanto più è vulnerabile, ribelle, innamorato o innamorabile; le passioni da giovani sono più forti che da vecchi e quella della droga è una folle passione, un folle innamoramento di una persona nei confronti di una sostanza che diventa poi più importante di qualsiasi altra cosa. Tutte le epoche hanno avuto un consumo di sostanze sin dai tempi di Noè e tutte le epoche continueranno ad averlo. La ricerca del piacere è innata nell’uomo che, come tutti gli animali, insegue il piacere e sfugge il dolore. Inoltre l’uomo è mortale quindi è sempre alla ricerca della pillola dell’ immortalità o della felicità.”
Il fenomeno droga riguarda tutte le fasce d’età quindi: ma si può sostenere che in alcuni contesti sociali l’accostamento con i giovani sia maggiormente sentito?
“Certamente è così; questo discorso nasce dalla constatazione che il divertimento alcune volte è abbinato allo sballo dato da sostanze. E siccome i giovani hanno più voglia di divertirsi statisticamente rispetto ai vecchi ne fanno maggior uso. Però, ripeto, il consumo di droga non è limitato al mondo giovanile.”
Si può fare una distinzione tra vari tipi di sostanze?
“Ogni epoca ha i suoi tipi di consumo: in genere le sostanze possiamo dividerle in eccitanti e sedative. Ora va di moda l’eccitante, quando questo sarà troppo arriverà un nuovo consumo di sedativi perchè molti, non reggendo l’ eccitamento troppo alto, avranno bisogno di un buon sedativo. E cosi si alternano in modo ciclico periodi in cui predomina il consumo di eroina ad altri in cui predomina quello di cocaina. Molti cercano il consumo compatibile, che con la cocaina si è scoperto di poter avere; con l’eroina è impossibile, non si può fare, diventa sin dall’inizio incompatibile con altre attività mentre con la coca il periodo di compatibilità è molto più lungo e può durare anche tutta la vita.”

Quali rimedi al fenomeno della droga?

E una distinzione sociale tra chi fa uso di droga e chi no?
“La droga è trasversale. Riguarda tutte le classi sociali perche uno può essere vulnerabile pur avendo i miliardi in banca; di fronte al piacere l’uomo è nudo, sia che abbia i soldi sia che non li abbia. In questo senso la droga non fa distinzioni.”
La droga produce in qualche modo disuguaglianza?
“Diciamo che produce drammi nel senso che la  persona rischia di entrare in un vortice di debiti, incapacità di analizzare la realtà criticamente, quindi la sua vita e quella dei suoi familiari viene sconvolta dal vortice in cui li ha portati la droga stessa. In questo modo possiamo quindi affermare  che la droga è un grosso modificatore sociale, nel senso che gente ricca si rovina, altri ne approfittano e ovviamente ci guadagnano.”
Quali sono i rimedi più efficaci al fenomeno della droga?
“Il miglior ammortizzatore è la terapia, renderla disponibile a tutti i livelli. L’ investimento più fruttuoso che si può fare è quello di curare chi si droga, quindi render facile l’ accesso ad un servizio che possa aiutare in maniera competente e corretta, facendo perno sull’ evidenza e non sui pregiudizi. Chi si cura  è meno infelice di chi non si cura e, sicuramente, guarisce prima.”
La nostra società riesce a garantire questi servizi?
“Bene o male l’ Italia ha saputo mettere in piedi negli ultimi 30 anni un sistema misto pubblico –  privato caratterizzato dai SERT e dalle comunità terapeutiche per cui, chi si droga, quantomeno sa dove andare se gli viene la voglia di smettere. Qualche anno fa non sapevano dove andare a sbattere.”

Prevenzione: cosa fare

Questo a livello di cura. E per quanto riguarda la prevenzione è possibile intervenire in qualche modo?
“Io credo poco alla prevenzione specifica: il messaggio del tipo ‘non ti drogare perche fa male’ è assolutamente banale, non serve a niente. I manifesti con i quali il governo avvisa i giovani per strada sono assolutamente patetici e molte volte controproducenti. Le campagne anti droga servono solo a  chi le fa  e magari ne trae un importante ritorno di immagine. Ma se qualcuno pensa che con una campagna antidroga o con il calciatore di turno che ti dice ‘non ti drogare’, uno che ha i suoi buoni motivi per drogarsi e frequenta un gruppo dove tutti lo fanno possa essere persuaso, ci facciamo pie illusioni.”
Qual è allora la vera prevenzione?
“La più grande prevenzione che si può fare è sempre la terapia. La liberalizzazione delle terapie.”
Chi fa uso di droga è ancora oggi oggetto di pregiudizi forti?
“E’ oggetto in tutto mondo di stigmatizzazione e discriminazione per i suoi comportamenti considerati colpevoli. E lo stigma, io dico, uccide più delle sostanze. Stessa cosa vale per il proibizionismo; io non sono un anti proibizionista, anzi penso che in una certa maniera questo serva a qualcosa dato che il maggior numero di morti si ha per droghe legali, non per quelle illegali. Questo è un buon motivo per essere a favore del proibizionismo. Pero c’è modo e modo di proibire; c’ è ne è uno violento e cieco che crea più danni che altro, e ve ne è uno illuminato ed umanitario, una sorta di terza via tra proibizionisti ed anti proibizionisti. Io sono un proibizionista illuminato, contro chi lo è in maniera ottusa che altro non fa se non rinforzare la discriminazione verso i drogati.”
Perchè i giovani si drogano?
“Perchè cercano il piacere e fuggono il dolore, ed il piacere uno più lo ha e più lo ricerca. Poi sicuramente c’ è anche un altro aspetto, vale a dire la pressione del gruppo, perche se sto in un gruppo dove se ne fa uso abituale è chiaro che avrò un motivo in più che mi spinge. Fin quando la risposta sarà data solo da queste patetiche campagne governative in tutto mondo, ridicole, inutili, il fenomeno si autoalimenta. Mi sembra che la classe politica del mondo non si sia resa conto completamente, talvolta per ignoranza talvolta per interesse, di che mina vagante sia il fenomeno droga a livello mondiale; e soprattutto non si è resa conto che, dietro alla violenza urbana che caratterizza in questa fase storica tutti gli ambienti, c’ è quasi sempre il problema della droga.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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