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Broncomalacia e tosse persistente nel cane: l’importanza della conoscenza

Tra le possibili cause della tosse nel cane, la broncomalacia è la meno conosciuta e la più sottodiagnosticata. Le diagnosi più comuni, infatti, associate al riflesso tussivo, generalmente riguardano cardiopatie, bronchiti, tumori polmonari, parassitosi e collassi tracheali.
La frequente difficoltà di diagnosticare la broncomalacia, o collasso bronchiale, potrebbe essere giustificata, forse, dal fatto che questa disfunzione è stata riconosciuta in medicina veterinaria non da molto.
Superando la giustificazione, però, resta impellente la necessità di riuscire a identificare questa condizione patologica invalidante, e spesso frustrante dal punto di vista terapeutico, più facilmente, affinché entri in tempi brevi a far parte delle ‘diagnosi comuni’, alla stregua di quelle altre patologie più conosciute associate al riflesso tussivo, per essere curata adeguatamente, così da migliorare la vita dei pets che ne soffrono e di coloro che se ne prendono cura.

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Cos’è la broncomalcia?

Il Dott. Davide De Lorenzi è uno dei maggiori specialisti in malattie dell’apparato respiratorio nel cane e nel gatto. Specializzato in Clinica e Patologia degli Animali da Compagnia, diplomato al College Europeo di Patologia Clinica, è responsabile della U.O. di Pneumologia interventistica, Otorinolaringoiatria ed Endoscopia diagnostica, presso l’Ospedale Veterinario ‘I Portoni Rossi’, a Bologna. E’ lui che ci spiega la broncomalacia, questa sconosciuta.

Dott. De Lorenzi, la tosse persistente, nel cane e nel gatto, è spesso associata a delle condizioni patologiche precise. Nella specie canina, ad esempio, c’è una stretta correlazione tra la tosse stizzosa e l’insufficienza cardiaca congestizia sinistra. La tosse stizzosa, però, è anche strettamente correlata a un’altra patologia, sottodiagnostica rispetto alla prima, quella della parete della trachea e dei bronchi, la Tracheo – broncomalacia. Di cosa si tratta e quali sono le differenze tra collasso tracheale e collasso bronchiale?
“Le vie aeree inferiori sono strutture tubulari che mantengono costante il loro diametro durante le varie fasi della respirazione grazie ad una impalcatura fatta da anelli e placche di cartilagine elastica. Per motivi non ancora perfettamente inquadrati, la cartilagine di sostegno perde la sua elasticità, per cui trachea e bronchi gradualmente tendono a schiacciarsi, favorendo così l’infiammazione della mucosa tracheobronchiale, con conseguente attivazione del riflesso difensivo della tosse. A sua volta la tosse è un elemento peggiorativo il collasso perché, nel tempo, trachea e bronchi tenderanno a collassare ulteriormente peggiorando la sintomatologia. Il collasso può interessare solamente la trachea, addirittura solamente un tratto della trachea e in questo caso si parla di collasso tracheale (cervicale, toracico o completo) oppure una o più diramazioni bronchiali e in questo caso si parla di collasso bronchiale. Non di rado i due quadri patologici coesistono e in questo caso si parla di collasso tracheo-bronchiale.”

Sintomi della broncomalacia e metodo diagnostico

Ci sono altri sintomi, specifici della broncomalacia, che si accompagnano alla tosse stizzosa e rumorosa? Quali sono i soggetti più colpiti?
“La tosse secca, spesso parossistica, diurna e notturna che si accentua durante l’eccitazione o l’attività fisica, è il segno tipico della broncomalacia. I cani più tipicamente affetti da collasso bronchiale sono animali di piccola taglia, adulti anziani, anche se più raramente possono essere colpiti cani giovani adulti.”
Qual è il corretto metodo diagnostico per riconoscere la broncomalacia?
“Per arrivare a una diagnosi conclusiva di collasso bronchiale è necessaria una broncoscopia, un esame veloce, privo di rischi, anche se è necessaria una breve endoscopia. “
Cosa s’intende per collasso bronchiale statico e dinamico? Esistono diversi gradi di collasso che ne definiscono la gravità e il possibile, differente, percorso terapeutico?
“Uno schiacciamento del bronco che rimane invariato durante le varie fasi della respirazione viene definito “statico” mentre quando il bronco collassa in espirazione mentre si apre in inspirazione viene definito “dinamico”. Quest’ultima variante è molto più frequente di quella statica. Non esiste una classificazione universalmente accettata per il collasso bronchiale, a differenza di quanto è noto per il collasso tracheale. In genere si ritiene che un collasso statico sia più difficile da controllare farmacologicamente di un collasso dinamico.”

Perché molti veterinari non sono a conoscenza di questa patologia

Un animale colpito da broncomalacia che aspettativa, speranza di vita ha? E un animale colpito da collasso tracheale?
“In genere la durata e la qualità della vita di un cane con collasso bronchiale sono molto simili a quelle di un cane non affetto da questa patologia, a patto di controllare la tosse, individuare precocemente eventuali evoluzioni in senso negativo e trattare patologie concomitanti come eventuali cardiopatie e scompensi endocrini non rari in cani anziani. Per il collasso tracheale il discorso è un po’ diverso e la gravita del quadro dipende dal tratto tracheale collassato. Se il problema è nel tratto intratoracico, la malattia viene trattata analogamente al collasso bronchiale mentre se il tratto collassato è quello cervicale e il collasso è grave allora sono necessarie procedure chirurgiche o interventistiche più complesse che abbiano lo scopo di permettere al cane di respirare, visto che il problema principale del collasso tracheale cervicale è il soffocamento e non la tosse.”
Perché la tosse stizzosa, come sintomo di broncomalacia, è sovente considerata e trattata, terapeuticamente, come sola conseguenza di una cardiopatia? Come si spiega che molti veterinari non sono a conoscenza di questa patologia?
“Sono stati recentemente pubblicati ottimi lavori scientifici che dimostrano come solo raramente le cardiopatie possono causare tosse e chiunque partecipi a congressi, corsi, seminari che abbiano come argomento le malattie bronchiali o le cardiopatie viene a conoscenza di questo dato. Certo, se il medico non si aggiorna e resta fermo a quello che gli è stato insegnato all’Università, magari 20 anni fa, può facilmente cadere nell’errore di ritenere un soffio mitralico come causa di insufficienza cardiaca e trattare questo sintomo, spesso innocuo.”

Cure e farmaci per la broncomalacia

La broncomalacia è una condizione patologica non reversibile, esistono comunque delle cure che assicurino al paziente una qualità di vita dignitosa? Quali sono i farmaci adeguati e come agiscono?
“Come molte malattie croniche, la broncomalacia non può essere guarita ma può essere curata. L’obiettivo del medico è quello di ridurre la tosse a livelli accettabili raggiungendo così il duplice intento di migliorare la qualità di vita del cane (e del suo proprietario) e di rallentare la progressione della malattia. A seconda della gravità del quadro clinico e dei rilievi di diagnostica per immagini e strumentale la terapia varia notevolmente. La base farmacologica è costituita da anti-infiammatori steroidei che possono essere somministrati per via sistemica o, meglio, per aerosol. Quest’ultima via di somministrazione ha il grande vantaggio di agire localmente sulla mucosa respiratoria infiammata senza alterare il metabolismo surrenalico come farebbe se somministrato cronicamente per bocca. In casi selezionati a questi farmaci si possono associare princìpi attivi in grado di bloccare la tosse in modo molto efficace, come gli oppioidi derivati dalla morfina.”

Perché il farmaco più efficace non viene mai prescritto?

Perché il Butorfanolo, come antitussivo d’eccellenza e di sicuro effetto, necessario per pazienti con broncomalacia, che non devono tossire, è prescritto raramente o quasi mai?
“In realtà è uno dei farmaci in assoluto più efficaci per il controllo della tosse. Va usato con cautela e solo dopo essersi accertati che la tosse non è associata a una aumentata produzione di catarro perché in questo caso si otterrebbe un effetto opposto, ovvero causare l’ostruzione dei bronchi da parte dell’essudato. Il farmaco ha un costo non trascurabile e deve essere prescritto con particolari formalismi perché è inserito in tabelle ministeriali per farmaci stupefacenti. Ciononostante rappresenta un caposaldo nella terapia del collasso tracheale e bronchiale.”
L’eziologia di questa patologia è poco conosciuta. Se tra le possibili cause della malattia ammettiamo i processi infiammatori, potrebbe essere corretto dire che una bronchite cronica, mal curata, possa trasformarsi in broncomalacia?
“La bronchite cronica ha come sintomo principale la tosse. Come ho detto in precedenza, la tosse cronica è in grado di indebolire l’impalcatura cartilaginea e quindi causare il collasso delle vie aeree inferiori. Quindi la sequela “bronchite acuta-bronchite cronica-collasso bronchiale” è senza dubbio possibile e frequente.”

Perché la pneumologia è poco considerata in veterinaria

A che punto sono gli studi sulla Tracheo – broncomalacia? La tosse canina potrà un giorno essere finalmente sedata?
“In questi ultimi anni sono stati pubblicati su riviste internazionali alcuni interessanti lavori sulle malattie bronchiali del cane e un gruppo di lavoro del quale ho fatto parte ha descritto le relazioni fra collasso bronchiale statico, collasso bronchiale dinamico e collasso tracheale nella più ampia casistica mai studiata. Anche se molte cose sono oggi meglio conosciute, ancora tanto resta da imparare.”
E’ difficile, se non impossibile, trovare nei centri veterinari italiani, un medico che si occupi, specificatamente, di pneumologia. Si trovano facilmente neurologi, ortopedici, oftalmologi, cardiologi, dermatologi ma pneumologi no. Come se lo spiega? Com’è nato l’interesse per lo studio dei problemi respiratori negli animali da compagnia?
“La pneumologia è una specialità riconosciuta da decine e decine di anni in medicina umana, ma non ha mai avuto una dignità di specialità propria in medicina veterinaria, venendo considerata una branca della medicina interna. Il mio interesse deriva dalla frequentazione prima con la D.ssa Venker Van-Haagen all’Università di Utrecht, una pioniera delle malattie bronchiali e otorinolaringoiatriche e poi con il Prof. Venerino Poletti, responsabile del reparto di Pneumologia Interventistica dell’Ospedale di Forlì … Ho passato tre anni in questo reparto per il mio dottorato di ricerca conseguito nel 2010 con uno studio originale sulla standardizzazione del lavaggio bronco-alveolare del cane… Queste due figure sono state davvero ispiratrici come lo sono solo i grandi maestri e mi hanno fatto immaginare la possibilità di potersi dedicare sia dal punto di vista della ricerca che dell’attività clinica alle malattie respiratorie del cane e del gatto.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Alessandra Verducci

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