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Metodo Stamina: il caos regna sovrano

La vicenda relativa al Metodo Stamina del professor Vannoni è sempre più nel caos e, dopo bocciature, ricorsi, denunce, sentenze ribaltate, si arricchisce di un ulteriore capitolo. Poco edificante, che altro non fa che alimentare le polemiche e generare confusione.
Nelle scorse ore tre scienziati hanno espresso pareri negativi e di biasimo sull’operato della trasmissione televisiva Le Iene; il programma di denuncia che va in onda su Italia 1 aveva, nell’aprile del 2013, mandato in onda un servizio nel quale si raccontava la vicenda della piccola Sofia De Barros, bimba affetta da una grave malattia neurodegenerativa per la quale la medicina ufficiale non prevede alcuna cura.

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Miglioramenti grazie alle cure del prof. Vannoni?

Sempre nel corso di quel servizio televisivo l’inviato Giulio Golia aveva raccolto le testimonianze del padre e della madre di Sofia i quali raccontavano di aver registrato miglioramenti, seppur lievi e sensibili, della salute della figlia.
Il tutto, si diceva, grazie all’utilizzo del metodo Stamina. Che in sintesi è un trattamento terapeutico a base di cellule staminali, importato in Italia dal professore di psicologia generale presso l’Università di Udine Davide Vannoni, basato sull’estrazione per l’appunto di queste cellule dal midollo osseo con successivo reinserimento nel paziente.

Cosa prevede il Metodo Stamina

Il Metodo Stamina era stato introdotto nel 2011 a seguito di un accordo tra Spedali civili di Brescia e lo stesso Vannoni e, da allora, si è assistito ad un lungo iter fatto di polemiche, accuse reciproche, inchieste giudiziarie ecc… In molti, soprattutto dal mondo scientifico, accusano Vannoni ed il suo metodo, indicandolo come del tutto inefficace; il professore si difende respingendo accuse al mittente e portando a suo vantaggio le testimonianze di molti parenti di malati affetti da patologie neurodegenerative incurabili i quali dichiarano di aver assistito a lievi miglioramenti sui propri cari a seguito dell’infusione del Metodo Stamina.
In sostanza, l’opinione pubblica spaccata sulla vicenda; e ad alimentare la spaccatura era stata proprio la trasmissione televisiva Le Iene che, a seguito del servizio del’aprile 2013, aveva generato una vera e propria mobilitazione della rete a difesa del Metodo Stamina e della piccola Sofia che da quel metodo sembra trarre giovamento.

Il Metodo Stamina negli Spedali Civili di Brescia

Ebbene proprio in riferimento all’operato de Le Iene, dopo che negli scorsi giorni la vicenda ha avuto altri risvolti giudiziari con la Procura di Torino che ha indagato venti persone tra medici e manager colpevoli di aver facilitato l’ingresso della terapia “ad uso compassionevole” negli Spedali Civili di Brescia (che è una struttura pubblica), in queste ore la lunga querelle Stamina si arricchisce di un altro episodio: tre scienziati, Michele De Luca, Gilberto Corbellini ed Elena Cattaneo (quest’ultima anche senatrice a vita) si scagliano contro Le Iene affermando che “l’inganno Stamina è anche colpa loro”.
I tre scienziati sostengono i servizi relativi al Metodo Stamina andati in onda in questi mesi siano un esempio di informazione-spettacolo: un’ “eclatante irresponsabilità nella pratica della libertà di informazione” che, secondo i tre scienziati, avrebbe portato a danni irreparabili subiti dalle persone e dalla sanità pubblica. Nei servizi andati in onda, accusano ancora i tre, si percepiva che il trattamento Stamina producesse effettivi e visibili miglioramenti.

Vannono vuole spostare il Metodo Stamina all’estero

Accuse nette, per niente velate, quelle contenute nella lettera dei tre scienziati rivolta al direttore de La Stampa Mario Calabresi: si parla del Metodo Stamina come di “Inganno Stamina” e di “eclatante irresponsabilità” della trasmissione televisiva Le Iene nell’aver mandato in onda i servizi relativi al metodo. Accuse che lasciano pensare che, come già avevamo detto in passato, la vicenda relativa al Metodo Stamina di certo non si chiuderà qui ma avrà ulteriori strascichi.
A riguardo, nelle scorse ore si è fatta concreta la possibilità di ‘trasferire’ il Metodo Stamina all’estero: lo stesso prof Vannoni lo aveva affermato di recente durante la trasmissione televisiva Presa Diretta. Ebbene nelle ultime ore l’ipotesi ha preso piede e si parla di Capo Verde come possibile destinazione per i pazienti che vogliono accedere alle cure del prof Vannoni secondo il Metodo Stamina. Un gruppo di malati avrebbe già formato una cooperativa e sarebbero circa 200 le famiglie che già avrebbero aderito.

 

*la notte tra il 30 e il 31 Dicembre 2017 la piccola Sofia De Barros, bimba simbolo della battaglia per l’accesso al metodo Stamina ideato da Davide Vannoni, è morta.

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Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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