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Dipendenza da alcol: arriva in Italia il farmaco per curarla

La dipendenza da alcol, comunemente nota come alcolismo, è una vera e propria sindrome patologica caratterizzata dall’assunzione cronica di grandi quantità di alcol; rientra nel gruppo dei cosiddetti disturbi alcool-correlati e nella sua dipendenza il paziente vive un legame con l’alcol praticamente inscindibile.
È una patologia piuttosto diffusa se si pensa che, in Italia, sono all’incirca 1 milione le persone che possono dirsi affette da alcol-dipendenza e di questi, secondo i dati del Ministero della Salute, solo 58.000 circa si rivolgono ai Servizi deputati alla cura e riabilitazione dell’alcol-dipendenza.  
Una problematica tangibile che porta con sé conseguenze dirette non soltanto sulla persona affetta dalla dipendenza, ma anche nelle famiglie coinvolte e, finanche, nella società tutta. Da sempre si dibatte su eventuali rimedi per uscire dall’alcolismo; modi per curare la dipendenza basati sull’approccio psicologico, comunità di recupero che aiutano a venirne fuori e quant’altro.
Dal 1 ottobre 2013 sarà disponibile un nuovo potenziale rimedio contro la dipendenza; sarà infatti commercializzato in Italia il primo farmaco contro la dipendenza da alcol.
Tecnicamente si tratta del primo farmaco autorizzato e finalizzato alla riduzione del consumo di alcol in soggetti con alcol – dipendenza provata. Nalmefene, questo il nome del farmaco che agisce sui recettori degli oppioidi riducendo gli effetti di rinforzo dell’alcol, e susseguentemente il consumo, e che è già stato testato su 2mila pazienti durante un periodo temporale di due anni.

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Il farmaco per curare la dipendenza da alcol: 

Proprio da questi studi clinici sarebbero arrivate indicazioni confortanti circa la capacità del farmaco di diminuire la dipendenza da alcol; i pazienti trattati con Nalmefene avrebbero diminuito, in due distinti studi, il proprio consumo di alcol di  oltre il 40% durante il primo mese di trattamento; e di circa il 60% dopo 6 mesi di assunzione del farmaco. Dopo 6 mesi tra l’altro, sarebbe diminuito di circa 55% il numero mensile di giorni con forte consumo di alcol mentre nei pazienti ‘testati’ per la durata temporale di 1 anno, la riduzione totale del consumo di alcol è stata pari al 67%.  
Se così fosse si tratterebbe di un risultato importante. Il Nalmefene è un farmaco che agisce andando a modulare il sistema degli oppioidi endogeni, quindi andando a diminuire gli effetti di rinforzo dell’alcol. Tecnicamente infatti, l’etanolo (l’alcol) provoca l’inibizione di alcuni recettori e produce un rinforzo sia positivo (per la sua azione euforizzante), che negativo (per l’azione ansiolitica).
Ebbene andando a diminuire gli effetti di rinforzo causati dall’ alcol, il nuovo farmaco permetterebbe di interrompere il circolo vizioso che spinge le persone alcol-dipendenti a continuare ad assumere alcol. In sostanza una diminuzione del consumo che, è bene precisare, non porta ad uscire immediatamente dalla dipendenza; il Nalmefene non è infatti un farmaco miracoloso ma, da come è stato presentato, permetterebbe di diminuire sensibilmente il consumo senza tuttavia interromperlo del tutto.

 

Come utilizzare il farmaco Nalmefene:

Per questo il farmaco da solo non basta ad uscire dall’alcol–dipendenza ma deve comunque essere accompagnato da un percorso di sostegno psicologico e psico–sociale. Aspetto che potrebbe essere, secondo gli esperti del settore, un punto di forza del farmaco; avendo come effetto soltanto quello di ridurre il consumo potrebbe rappresentare un compromesso accettabile più di buon grado dagli alcolisti; che invece, attualmente, vengono spesso sottoposti ad astinenza forzata per uscire dalla dipendenza da alcol senza passare prima per alcuno step intermedio.
Dai prossimi giorni il Nalmefene sarà acquistabile in Italia ed il suo utilizzo sarà rivolto esclusivamente a pazienti  che a due settimane dalla valutazione iniziale continuino ad avere un livello di consumo di alcol ad alto rischio. D’altra parte si tratta pur sempre di un farmaco con tutti i crismi del caso e deve essere utilizzato con le dovute precauzioni.
Non come nel caso di pillole post-sbronza (il cui effetto era naturalmente diverso) ed altri rimedi simili che non erano catalogati come farmaci e che, in passato hanno generato solo equivoci e confusione.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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