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NCC: cosa prevede la legge e come è regolamentato il lavoro

Recentemente a Roma sono riprese le contestazioni per il decreto Milleproroghe approvato lo scorso 20 febbraio che rischia di lasciare senza lavoro moltissime famiglie nel Lazio e in altre regioni italiane che si basano sul lavoro con il servizio di noleggio con conducente.
Alla base della protesta l’ulteriore proroga di un altro anno del decreto-Legge del 31 dicembre 2014 che doveva porre fine ai numerosi contenziosi fra i servizi di trasporti non di linea. Così denuncia L’Associazione nazionale imprese trasporto viaggiatori secondo cui la delibera penalizza fortemente gli NCC.
La delibera infatti vieta l’accesso alla capitale da parte di NCC con autorizzazioni di altre amministrazioni pubbliche locali previste solo dietro oneri amministrativi e burocratici non regolamentati dalla normativa.
A difendere questa posizione si evidenzia anche l’Associazione Nazionale Imprese Trasporto Viaggiatori (A.N.I.Tra.V.) è l’istituto che si occupa a livello italiano di informazione e formazione per tutti coloro che vogliono entrare a far parte della categoria degli NCC o che vogliono avviare un’attività che ha a che fare col trasporto di persone.
L’associazione tutela la categoria NCC e vanta numerose vittorie sui ricorsi presentati ai Tar regionali per difendere la legalità e i principi sanciti dalla Costituzione in merito alle delibere successive alla legge del 1992.

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Servizio taxi e Ncc: differenze

I servizi di Taxi (art.2 L. 21/92) e il servizio NCC (art. 3 L. 21/92) erano originariamente divisi con oneri e obblighi diversi. I taxi essendo un servizio pubblico hanno obblighi di garanzia del servizio offerto, tariffe regolamentate e una licenza per poter operare. Ncc e taxi differenze
Il servizio NCC invece è un servizio a prenotazione che non ha nessun obbligo di garanzia ed è soggetto alle regole del mercato e per esercitare basta un’autorizzazione del Comune.
Altra differenza consiste nel fatto che il taxi non può uscire dai confini comunali se non è previsto un diverso accordo fra gli enti mentre gli NCC possono avere l’autorizzazione di un comune ed esercitare in un altro, pur dovendo di norma partire sempre dalla rimessa del comune di appartenenza. Rimessa che deve essere obbligatoriamente situata nel comune che rilascia l’autorizzazione
In linea generale il servizio NCC. è regolamentato dall’ art. 85 del codice della strada italiano. Negli ultimi anni inoltre, ad aumentare i dissidi, si sono evidenziati i servizi di condivisione come Car pooling e Car sharing che non sono espressamente regolamentati e che potrebbero mettere in ulteriore crisi il settore.

La legge che disciplina taxi e Ncc:

La legge quadro è del 15/01/1992 n.21 e disciplina sia l’attività esercitata con i taxi che quella di Ncc, categorie considerate come servizio di trasporto pubblico non di linea. La legge disciplina anche le competenze regionali in materia e le regioni delegano ai Comuni la regolamentazione dell’attività.
In particolare i Comuni intervengono sul numero e il tipo di veicoli da adibire ad ogni singolo servizio, la modalità per lo svolgimento dello stesso, i criteri per determinare le tariffe del servizio taxi, i requisiti per il rilascio della licenza taxi e dell’autorizzazione per l’esercizio di noleggio con conducente.
Per operare nel settore NCC sono previsti dei requisiti morali economici e tecnici. Per svolgere bene il lavoro di noleggio è importante avere principi morali come l’educazione e la puntualità e avere anche uno stile di guida rispettoso del codice della strada, requisiti previsti dalla legge 21 del 1992 e delle successive direttive regionali.

Ncc: come prendere la licenza ed esercitare la professione

Per chi desidera acquistare un’autorizzazione viene suggerito di possedere una quota significativa della spesa da sostenere in modo da alleggerire eventuali mutui.
Deve essere in possesso della patente di guida per la conduzione di autovetture, del Certificato di Abilitazione Professionale, deve essere iscritto al ruolo di conducenti dei veicoli adibiti ad autoservizi pubblici non di linea in Camera di Commercio. Per esercitare l’attività di Ncc occorre essere in possesso di un’autorizzazione rilasciata dal Comune di competenza.
Per richiederla va effettuata l’iscrizione al ruolo presso la Camera di Commercio dopo il superamento di un esame specifico e essere in possesso di un certificato di abilitazione professionale. Una volta soddisfatti questi requisiti è possibile iscriversi all’Albo delle imprese artigiane oppure associarsi in cooperative o consorzi. In alternativa è possibile anche operare come imprenditori privati.

La app Uber e la polemica con i tassisti

Attualmente oltre alle modalità descritte precedentemente è anche possibile avvalersi della app Uber che sta rivoluzionando il mondo degli Ncc. Grazie Uberalla sua semplicità e velocità di utilizzo e grazie ai servizi di tracciabilità del veicolo in arrivo, si sta facendo larga strada fra gli operanti nel settore.
E’ sufficiente possedere qualsiasi smartphone per trasmettere la richiesta del servizio all’autista più vicino che fa parte del network Uber. L’importo del trasporto viene addebitato direttamente sulla carta di credito del cliente.
Questa introduzione ha suscitato non poche polemiche da parte dei tassisti per il mancato rispetto della legge che regola l’attività del noleggio con conducente che pone gli NCC in concorrenza rispetto al servizio taxi.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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