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Nuove professioni: Tagesmutter, mamme di giorno

Con il mondo del lavoro in continua evoluzione (o mobilità, come è più di moda) e che ci costringe sempre più a ritmi forsennati cui adeguarci, variano anche le figure professionali che ne fanno parte; nuovi mestieri spesso stravaganti o, in altri casi, riletture di antiche professioni cadute in disuso. Talvolta ad influire sono anche mode e tendenze mutuate dall’estero e che portano con sè nomi di non immediata comprensione.
Da un mix di tutti questi fattori possiamo far risalire la nascita di una nuova figura professionale che sta prendendo sempre più piede all’interno del nostro paese: si tratta della Tagesmutter, o mamma di giorno. Cos’è una Tagesmutter?
Il termine come si deduce deriva dal tedesco essendo una professione nata nel centro-nord Europa e che, in Italia, si è sviluppata partendo dalla Provincia Autonoma di Trento (dove è ben radicata la cultura tedesca).
Letteralmente vuol dire “mamma di giorno” e si riferisce ad una figura professionale di sesso femminile che offre come servizio quello di prendersi cura, presso il proprio domicilio, di più bambini. Una sorta di baby sitter multipla e che ospita in casa propria.

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Lavoro di Tagesmutter in Italia:

In Italia il fenomeno si sta diffondendo soprattutto nelle grandi città (principalmente del nord) anche per ovviare alla carenza di posti negli asili nido comunali; una sorta di scuola in miniatura che al tempo stesso offre al bambino la possibilità di un distacco più graduale e meno traumatico dalla famiglia, oltre ad una maggiore comodità poiché offre un servizio più flessibile e differenziato in base alle esigenze dei singoli genitori.
Le Tagesmutter sono operatrici appositamente formate che professionalmente, in collegamento con organismi della cooperazione sociale o di utilità non lucrativi, forniscono educazione e cura a uno o più bambini presso il proprio domicilio o altro ambiente adeguato ad offrire cure familiari.
I bambini sono affidati in modo stabile e continuativo alle Tagesmutter; è necessaria infatti, la presenza di un piano educativo da portare avanti per un tot di mesi oltre al fatto di creare un gruppo piuttosto ristretto (non più di 5 o 6 bambini) e di possedere determinati requisiti da un punto di vista logistico (la casa della  Tagesmutter deve rispettare parametri stabiliti).
Questo naturalmente in via generale; perché poi, nello specifico, ogni regione agisce in modo indipendente. In Italia il fenomeno Tagesmutter ha toccato solo alcune regioni (considerando anche quelle che ne hanno fatto uso solamente a livello sperimentale); si parte dal Trentino Alto Adige (Donne e lavoro: benvenuti a Bolzano, la provincia dei miracoli) dove il servizio è presente da oltre 10 anni, e si prosegue con  Piemonte,  Lazio,  Veneto,  Emilia Romagna, Calabria e Lombardia.

Regioni e normative diverse:

Non ovunque, come detto, l’esito è stato il medesimo; nel Lazio ad esempio, la sperimentazione partita, nel 2009, si è arenata nel 2011 per mancanza di fondi ed attualmente non ci sono normative a regolamentare l’attività di Tagesmutter.
In Emilia Romagna
dopo una fase di sperimentazione il fenomeno Tagesmutter è stato messo in soffitta nel 2012 dalla nuova giunta regionale poiché ritenuto non funzionante; non è mai decollato del tutto, dicono, dato che le famiglie preferiscono affidare i propri bambini ai nidi. Un problema culturale probabilmente, tanto che l’attività di Tagesmutter sembra funzionare perfettamente solo in Trentino- Alto-Adige, notoriamente una regione non del tutto affine alla cultura ed al modo di vivere italiano.

L’esempio di Trento e Bolzano:

Le province autonome di Trento e Bolzano hanno fatto da apripista al servizio e sono a tutt’oggi un esempio di funzionalità dello stesso; lì, come detto, vi sono stati i primi esempi di Tagesmutter all’italiana. È il 2002 quando entra in vigore una legge provinciale che va a definire e regolamentare il servizio andando inoltre ad identificare la Tagesmutter come figura professionale riconosciuta e abilitata a fornire il servizio in collegamento con un ente gestore.
In quella regione la Tagesmutter è un lavoro regolato previo corso di formazione e certificazione oltre che controllato; non vi è lavoro nero poiché le Tagersmutter sono pagate in parte dalla provincia ed in parte dalla famiglia fruitrice del servizio.
Tutto insomma sembra funzionare in maniera perfetta e secondo meccanismi impeccabili; ma solo in Trentino-Alto-Adige. Il resto di Italia, come sempre, è più restio ai cambiamenti e presenta meccanismi più farraginosi e maggiormente inclini ad incepparsi.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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