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Il ruolo dei sociologi: la nuova politica ambientale

(di Giulio D’Orazio) – Il 19 febbraio del 1996 a Nemi (Roma) l’associazione nazionale sociologi-Ans svolse un convegno dal tema I sociologi e la nuova politica ambientale” sostenendo l’interdipendenza tra il territorio (montano, lacustre, residenziale, ecc.), la popolazione (giovani, anziani, lavoratori, disabili, ecc.) che vive su quel frattale (porzione di territorio) e le risorse umane (dell’ingegno e del lavoro) e naturali (acqua, flora, fauna, ecc.); ove il mutare di un parametro influisce sugli altri due.
Secondo Paul Davies “il più semplice esempio di variazione di una popolazione è [.] quella osservata in una piccola colonia di insetti su una grande isola, o fra i pesci [.] Il numero N di individui raddoppia [.] Esiste anche il caso contrario di una diminuzione esponenziale che si verifica qualora l’ambiente contenga risorse inadeguate per l’intera popolazione.

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Le oscillazioni della popolazione:

Esistono delle situazioni intermedie nelle quali la popolazione si espande o si contrae verso un valore ottimale dove si stabilizza. In alternativa può oscillare ciclicamente. Per comprendere il modo in cui le oscillazioni insorgono consideriamo un’isola con una popolazione di insetti che nell’anno 1 sia piccola. Vi è cibo in quantità per tutti, gli individui si riproducono velocemente e la popolazione aumenta rapidamente.
Nell’anno 2 l’isola è invasa da insetti e la limitata riserva di cibo non è più sufficiente per tutti. Risultato: un alto tasso di mortalità per inedia, seguito da un basso tasso di riproduzione.
Nell’anno 3 la popolazione di insetti è nuovamente piccola.” Una riprova che nell’Universo esistono processi autoadattanti tra popolazione, territorio e risorse. (Il Cosmo intelligente, Mondadori 1999)
Del resto Aristotele già ipotizzava un disegno cosmico ove i singoli oggetti o sistemi subordinassero il loro comportamento ad un piano globale o destino, in modo particolare per i sistemi viventi, ove le varie parti che li compongono funzionano in maniera cooperativa al fine di conseguire un determinato scopo.

Il metodo di Michael Lipton:

Per il principio di causalità dello scienziato inglese David Hume (1711-1776) l’evento A è causa di B quando entrambi si verificano congiuntamente, A prima di B e tra A e B dovrà esserci un legame causale costante (Opere filosofiche, volume primo Trattato sulla natura umana, Laterza 2008).
Orbene l'”uniformità della natura” di Hume può essere applicata ai parametri Territorio-Popolazione-Risorse quando al variare di un parametro si modificano gli altri due. Esplicitiamo il concetto utilizzando il metodo di Michael Lipton (Che cosa sono le scienze sociali, Etas Kompass 1967) per capire la connessione attraverso gli esempi seguenti:

 

  • la bonifica dalla malaria nel territorio della Pianura Pontina influì sul clima meteorologico con l’innalzamento della temperatura e la diminuzione delle nevicate anche nei vicini Castelli Romani oltre che  sulle risorse alimentari (aumento della fertilità e del terreno coltivabile nella Pianura Pontina e dismissione delle culture di verza e olivo ai Castelli Romani), sulla modifica dell’economia locale (con insediamenti abitativi nella zona bonificata e passaggio dall’agricoltura alla manovalanza e commercio ai Castelli), fino a coinvolgere anche i rapporti sociali (innesto dei veneti nella pianura, seguiti dai campani e afflusso dei romani ai castelli) con la modifica delle tradizioni locali.
  • una grandinata distrugge i raccolti, per conseguenza il prodotto rincarerà sul mercato scontentando massaie e consumatori, spingendo i lavoratori a chiedere aumenti di salario e i contadini sovvenzioni governative; quindi tensioni sociali innestate da un evento naturale.
  • l’insediamento di una nuova fabbrica in una zona sviluppata (alti redditi e consumi) produrrà ricchezza (profitti all’azienda e salari ai dipendenti) spingendo verso ulteriori consumi che metteranno in moto altri insediamenti industriali, commerciali, finanziari e di manodopera. In un ambiente sottosviluppato e con una forte incidenza malavitosa una nuova fabbrica, oltre a generare illusorie aspettative, sarà vista come una fonte da cui trarre benefici anche con mezzi non leciti (racket, rapine, ecc.) aggravando la situazione sociale; pertanto l’intervento dovrà essere accompagnato da misure di legalità e risanamento culturale-ambientale.

Un futuro con tecnologie rispettose dell’ambiente

Ha scritto David S. Landes: “La rivoluzione industriale […] rappresenta l’apice di millenni di progresso intellettuale […] capace di produrre tanto il bene che il male; e ci sono stati momenti che il male ha superato di gran lunga il bene” (Prometeo liberato, Einaudi 1969).
Possiamo pertanto concludere confidando in un futuro di resipiscenza e di speranza fondato su un uso della tecnologia rispettoso dell’ambiente e sullo sviluppo civico e culturale dei cittadini.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Giulio D'Orazio

Sociologo, già vicepresidente nazionale della Associazione Nazionale Sociologi (ANS)

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