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Come comportarsi quando ci scrive l’Agenzia delle Entrate

Negli ultimi giorni l’Agenzia delle Entrate sta inviando una discreta quantità di lettere di compliance, una “nuova” tipologia di comunicazione che – contrariamente agli accertamenti – dovrebbe determinare minori patemi d’animo ai destinatari.
Ovviamente questa è la speranza di tutti gli utenti perché ricevere lettere dall’Agenzia delle Entrate è sempre un qualcosa di poco piacevole visti i risvolti che ci potrebbero essere.
Tonando quindi alla stretta attualità e alle cosiddette lettere di compliance, siamo sicuri che sia realmente come annunciato, ovvero che sia un provvedimento finalizzato ad andare incontro all’utente?
Che cosa sono queste lettere di compliance? Quali altre comunicazioni l’Agenzia delle Entrate può inviarci? E, soprattutto, come comportarsi quando si riceve una lettera dal Fisco?

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Perché l’Agenzia delle Entrate ci scrive?

La prima cosa che dobbiamo capire è che se il Fisco ci scrive, può farlo principalmente per quattro distinti motivi. Considerato che del quarto – il più recente – parleremo nel prossimo paragrafo, possiamo ora concentrarci sui primi tre.

  1. Controllo automatico: i controlli automatici vengono periodicamente effettuati dall’Agenzia delle Entrate al fine di accertare o meno la correttezza delle dichiarazioni. Nel caso in cui la nostra dichiarazione non abbia “anomalie”, il processo si concluderà con una comunicazione di regolarità; nel caso sventurato in cui vi siano degli errori, verrà emessa una comunicazione di irregolarità, con conseguente invito a pagare le somme indicate (con eventuale riduzione delle sanzioni) oppure a segnalare al Fisco le ragioni per cui si ritiene il pagamento non dovuto.
    2. Controllo formale: il controllo formale è un controllo più specifico effettuato sulla nostra dichiarazione, finalizzato in particolar modo a verificare la corrispondenza della stessa con la documentazione che avremo (si spera) conservato, o con i dati che sono desunti dal contenuto delle dichiarazioni presentate da altri soggetti (come le banche, i sostituti di imposta, e così via). Anche in questo caso il controllo è finalizzato a comprendere se vi siano delle differenze tra i dati in possesso dell’Agenzia e quelli dichiarati e, ove vi siano discordanze, invitare il contribuente a procedere al pagamento delle somme dovute.
    3. Liquidazione delle imposte su redditi a tassazione separata: una terza modalità “tipica” di comunicazione è legata alla liquidazione delle imposte sui redditi a tassazione separata, un’operazione con la quale l’Agenzia determina l’imposta che è dovuta su alcuni determinati redditi, per i quali sono già state versate delle somme a titolo di acconto. Qualora emergano – da tali controlli – delle somme da versare, verrà inviata direttamente al contribuente una comunicazione che contiene richiesta di pagamento.

Le lettere di compliance

Ai tre motivi di cui sopra, recentemente l’Agenzia delle Entrate ha aggiunto anche un quarto spunto motivazionale che potrebbe spingerla a contattarci: l’invio delle lettere di compliance.
Contrariamente alle comunicazioni di cui sopra, le lettere di compliance hanno come unico obiettivo quello di fornire informazioni su presunte irregolarità compiute negli anni dal 2013 in poi, per le quali sarà possibile fornire le informazioni non in possesso dell’Agenzia delle Entrate e accertare o meno eventuali irregolarità in modo condiviso.
Il panorama delle sub-motivazioni che potrebbe esser determinante per la formulazione di una lettera di compliance è ricchissimo e molto eterogeneo: pensate alla compilazione non corretta di un modello F24 (indicando un anno sbagliato), o ancora a un codice tributo indicato in maniera non idonea.

Cosa fare se l’Agenzia delle Entrate ci scrive

Come intuibile, i comportamenti che dovremmo porre in essere dinanzi alla comunicazione dell’Agenzia delle Entrate dipenderanno dalla natura stessa della missiva che il Fisco avrà piacere di inviarci.
In linea di massima, la consegna di inviti di regolarizzazione / pagamenti dovrebbe indurvi a effettuare una verifica coerente con il vostro commercialista di riferimento o, se lo ritenete opportuno, fissando un appuntamento direttamente con gli uffici di competenza dell’Agenzia delle Entrate.
Più sereno potrà essere l’atteggiamento se ad essere stata consegnata è una lettera di compliance.

Le lettere possono evolversi in qualcosa di più grave

Tuttavia, attenzione a sottovalutare la ricezione delle lettere di compliance che, sebbene non abbiano alcun effetto immediato, possono condurre a un effetto meno “bonario” se vengono trascurate, “evolvendosi” in vere e proprie comunicazioni di irregolarità, con conseguente addebitato di sanzioni e di interessi, e con l’avvio del termine perentorio entro il quale poter eseguire il versamento.
Una volta ricevuta la comunicazione di irregolarità successiva alla lettera di compliance, inoltre, non sarà più possibile ricorrere al ravvedimento, con possibilità di versare ridotte sanzioni e interessi.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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