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Arriva la riforma del Terzo Settore

Via libera definitivo dalla Camera per la riforma del terzo settore a due anni di distanza da quelle che erano stato le linee guida dettate per modificare il comparto.
Con 239 favorevoli e 78 contrari il ddl è stato approvato così come era, senza alcuna modifica; si andrà quindi a modificare il volontariato e il no profit. Una mini rivoluzione che riguarda circa 6,6 milioni di italiani che in questo comparto operano in vari modi.
In Italia si contano ad oggi oltre 44mila associazioni identificabili nel terzo settore, per un totale di 1,7 milioni di persone organizzate per farle funzionare. Un mondo che nel nostro paese ha da sempre avuto grande riscontro. Ma a cosa si fa riferimento quando si parla di terzo settore?

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Cos’è il Terzo Settore?

Con il termine ‘terzo settore’ si fa riferimento, in Italia, al mondo degli enti che operano nel settore del no profit, ovvero senza finalità di lucro. Soggetti non riconducibili ad ambiti governativi nè imprenditoriali in sostanza, a metà strada tra Stato e mercato.
Il termine ‘terzo settore’ ha iniziato a diffondersi in Italia a partire dalla fine degli anni ’80 attirando da subito grande interesse. Rientrano nel terzo settore tutte quelle organizzazioni non riconducibili ad ambiti governativi nè imprenditoriali, di natura privata, la cui finalità è quella do produrre beni e servizi per l’utilità pubblica.
Un modello virtuoso che ha trovato terreno fertile non solo in Italia ma un po’ in tutti i paesi avanzati anche a causa della crisi del cosiddetto welfare state che ha costretto gli stati a rivedere la metodologia di erogazione dei servizi sociali.

 

Le realtà del Terzo Settore:

Rientrano nel terzo settore soggetti organizzati in fondazioni, comitati, associazioni identificabili in cooperative sociali, organizzazioni di volontariato, società di mutuo soccorso. Associazioni di promozione sociale, onlus ecc…
Tutte realtà che hanno in comune l’assenza del fine di lucro del loro operato che, da un punto di vista materiale, significa essere obbligati a reinvestire eventuali utili perseguiti nelle attività previste dallo statuto e di utilità sociale. Quindi tutto ciò che apporta giovamento alla comunità e crea solidarietà tramite forme di azione volontaria e gratuita.
Le organizzazioni del terzo settore operano oggi nei settori più disparati; dalla cultura allo sport passando per sanità, sociale, cooperazione internazionale, ambiente, istruzione. Un mondo variegato che vede oggi l’impiego a livello lavorativo di moltissimi soggetti.

 

Come cambia il Terzo Settore con la riforma?

Veniamo ora al ddl approvato dalla Camera. Quali modifiche apporta al terzo settore? Si parte dall’istituzione di un registro nazionale unico per evitare la frammentazione del settore e garantire trasparenza.
Viene poi creato un fondo ad hoc destinato alle attività di interesse generale promosse da associazioni operanti nel volontariato e nella promozione sociale. Il fondo farà capo al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e prevede una dotazione di 17,3 milioni di euro nel 2016 e di 20 milioni di euro a decorrere dal 2017.
Si va poi ad allargare la platea dei settori di attività di imprese sociali consentendo a queste organizzazioni senza scopo di lucro di distribuire utili con l’obbligo di destinarli in misura ‘prevalente’ allo svolgimento di attività previste dallo statuto.

La fondazione Italia Sociale:

E veniamo ad uno degli aspetti che ha suscitato le maggiori polemiche: la nascita della fondazione Italia Sociale promossa dal finanziere Vincenzo Manes, persona vicina al premier Matteo Renzi.
Una fondazione di diritto privato con finalità pubbliche il cui compito sarà quello di sostenere, attrarre e organizzare iniziative filantropiche e strumenti innovativi di finanza sociale. La fondazione avrà una dotazione di 1 milione di euro di soldi pubblici e potrà ovviamente contare su altre risorse provenienti da soggetti privati.
La nascita di questa fondazione, come facilmente intuibile, ha suscitato molteplici perplessità e polemiche anche dal Forum del Terzo Settore, che sul proprio sito ha parlato di “dubbi e perplessità che già avevamo espresso sulla Fondazione Italia Sociale. Auspichiamo possano essere fugati in un secondo tempo, nella fase di definizione delle funzioni e del suo statuto.”

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Marco Cherubini

Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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