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Stabilimenti balneari e regolamentazione

Piove sul bagnato: la tassa di Scopo è un balzello per risanare le casse del Comune, contributo in atto in alcune città d’arte Europee! E’ giusto adeguare l’IVA degli Stabilimenti balneari alle strutture alberghiere equiparandole tutte a quelle Europee. In alcune Nazioni l’IVA per l’ospitalità è al 4 %.
Legittimo è dare stelle marine ai Bagni, per meglio qualificarli e adeguare le tariffe alla struttura, alla qualità, al servizio reso. Dov’è “il percorso perpendicolare alla battigia, ogni 150 metri, presso il quale è predisposta una piazzola di sosta all’ombra per la fruizione dell’arenile da parte delle persone diversamente abili?”
Dove sono le pedane, dispositivi per accostare al bagnasciuga chi non deambula? Queste disposizioni sono incluse nei requisiti per ottenere una sola stella.
Vado per due ore al mare, una scappata, mi rinfresco, dopo un tuffo, piccolo lunch, poi torno al lavoro. Utopie…hanno inventato: “la piscina è chiusa dalle 13 alle 14 pausa pranzo!” Voglio fare partitella a beach tennis o confrontarmi nei campi di Pallavolo: ”euro 6 l’ora”, si arriva per una sdraio a 16 euro! Neanche uno straccio di sabbia ad uso e consumo del villeggiante se non a pagamento! 

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Quanto costa andare al mare in Italia:

Vado al ristorante o nell’hotel nel prezzo totale, nascosta tra le pieghe, è compresa la tassa per la televisione, pagata già a casa; la tassa per la mondezza, anch’essa corrisposta nella propria abitazione…Tributi pagati due volte? Tutti balzelli che contribuiscono alla lievitazione dei costi dell’ospitalità. A tutto ciò si aggiunga che gli abbonamenti nei Bagni sono personalizzati, tessera con fotografia personale. Si arriverà al D.N.A. Dopo essere passati alle impronte digitali.
La tessera nominativa, a detta dei gestori che la attuano, rende selettiva la Clientela. Solo chi può permettersela, economicamente, avrà accesso agli ”Stabilimenti In” che l’adottano. Non è detto, per questo, che il vaglio sia qualitativo. Questo per dire che una cabina non è sfruttata appieno da una famiglia, costretta, suo malgrado, a locarla, non potendo certo permettersi di stare quattro mesi in continuazione al mare, potrebbe avere ospiti saltuari. 
Ne soffre anche la struttura balneare che non avrà un costante afflusso. Se le tessere fossero al portatore, l’interscambio sarebbe certamente economico per le famiglie e utile alla gestione, garantendo ricambio, costanza di presenze in tutti i gangli dell’organizzazione e incentivo turistico-alberghiero.

 

Speculazioni delle strutture balnearie:

Ciò non interessa al conduttore dello Stabilimento che, levata una porzione diretta di conduzione, subaffitta, dà in gestione tutti gli altri servizi. E’ disdicevole che tutte queste strutture possano cedere le varie attività, speculando, sfruttando ogni centimetro di sabbia per ottenere utile, fregandosene del servizio complessivo che deve essere un tutt’ armonico per dare il top all’ospite, dimenticando che è una concessione ad utilità pubblica.
Parcellizzando, cercano di ricavare nel breve periodo il massimo, mentre il concessionario non ha interesse alcuno che le varie attività funzionino a pieno regime. Il canone è già percepito dal conduttore a inizio stagione, con acconto anno precedente, probabilmente anche dai subaffittuari, dalle discoteche.
Il valore, la classificazione è importante, però non deve essere mai dimenticato, va ribadito, che le spiagge sono un bene demaniale al servizio del cittadino, non per uno sfruttamento speculativo bensì un giusto utile per un’adeguata prestazione. Proprio per questo il controllo deve essere severo, diuturno, costante.
Il servizio dato dall’apertura alla chiusura, dalle 9 del mattino alle 19 della sera, orario fissato dalla Capitaneria di Porto. Personale adeguato, sempre presente, possibilmente gentile in tutto l’arenile e non solo all’ingresso o con bagnino targato “torno subito” o “pausa pranzo”. E’ un bene comune, tutti hanno il diritto di usufruirne nel rispetto assoluto delle regole. Deve soddisfare la popolazione tutta, senza discriminazione alcuna.

Far pagare per l’accesso alla spiaggia? E’ vietato:

Inoltre si perpetua l’incresciosa abitudine di chiedere il versamento per l’ingresso agli stabilimenti, camuffando il biglietto con la scritta ”Servizio di Spiaggia”. La Legge, ribadita dalla Regione, stabilisce e recita: ”È fatto obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione“.
Succede all’ingresso dello Stabilimento: “Sei Dipendente Acotral?” Risponde: “Ma me faccio ogni tanto quarche spinello”…Che hai capito…… lavori per l’Acotral? Qualche volta prendo il 301”……. Allora 1,5 euro a persona!
Nello scontrino appare la scritta “Servizio Spiaggia”. Non succede solo al Dopolavoro, al Mariposa ma in altri innumerevoli Bagni. Sono impedimenti puerili alla faccia della Vocazione Turistica; l’Ospite ignaro o per non discutere, paga, sicuramente, spenderebbe la stessa somma se non di più nella struttura stessa.
Sono mazzate che allontanano dal Litorale il Turista. Chi è preposto all’applicazione della legge farebbe presto ad accertarsi e differenziare le strutture rispettose da quelle che fanno il buono e il cattivo tempo con stelle d’oro, d’argento, di bronzo. 
Gli Stabilimenti, i Bagni, le concessioni demaniali delle spiagge se non ci fossero andrebbero create per eliminare la maleducazione, la sporcizia creata dagli ineducati, pieni di pretese, ai quali sembra che tutto sia dovuto, pronti solo alle critiche, ai doveri degli altri, molto meno pronti a seguire le regole. 
Inutili i bandi contro vetro, bevande alcoliche, limiti di orario, di decibel, basterebbe seguire le disposizioni, rimanere negli ambiti stabiliti, nella tolleranza. La trasgressione deve essere contenuta in quei margini dove “non puoi fare quello che non vorresti fosse fatto a te”. 
Parole scritte sulla sabbia, spazzate via da un vento impietoso carico di volgarità. Ben vengano le stelle ad illuminare le Amministrazioni per un corretto uso di un Bene Demaniale in concessione per Utilità Pubblica!

 

Giorgio Bertusi

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Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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