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Roma, contro lo spreco di cibo arriva una App rivoluzionaria

Spreco, no grazie. La tendenza che punta a limitare lo spreco di cibo alimentare si fa sempre più diffusa, di pari passo a una maggiore sensibilità anche nei confronti dell’ambiente. Eh sì, perché le due questioni sono connesse, non soltanto da un punto di vista puramente etico.
Quando viene sprecato del cibo, infatti, ad andare perse sono anche tutte le risorse necessarie per produrlo, dal consumo di acqua alla terra, fino ad arrivare al lavoro delle persone. Il cibo che viene buttato produce, inoltre, un effetto dannoso sull’ambiente essendo responsabile di circa l’8% delle emissioni globali di gas serra che danneggiano il pianeta.

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Il paradosso dello spreco dei rifiuti alimentari

Il grande paradosso dei rifiuti alimentari e dello spreco del cibo  è proprio questo; circa un terzo del cibo prodotto va inesorabilmente perduto. I numeri parlano chiaro: ogni anno solo in Italia circa 10 milioni di tonnellate di alimenti finiscono nella spazzatura senza essere stati consumati, l’equivalente di quasi 15 miliardi di euro l’anno.
Cifre che fanno riflettere se rapportate al resto dei Paesi del mondo, alle prese con le medesime problematiche. L’aspetto positivo (se così si può dire) dell’intera questione riguarda l’atteggiamento delle persone, sempre più consapevole e responsabile e, di conseguenza, più propositivo e determinato nel cercare soluzioni intelligenti.

La App della Capitale contro lo spreco alimentare

In questi giorni è arrivata una App pensata e creata appositamente con il nobile scopo di combattere lo spreco alimentare anche nella Capitale (e in passato il nostro giornale aveva documentato proprio lo spreco del pane a Roma). Si chiama Too good to go, vale a dire “Troppo buono per essere buttato”. Come funziona?
Il suo utilizzo è molto semplice: i ristoratori e gli esercizi commerciali che producono cibi freschi, tramite l’applicazione, possono mettere in vendita i propri prodotti e piatti freschi rimasti invenduti a fine giornata, cibi che non verrebbero rimessi in vendita il giorno successivo.
Sono le cosiddette “Magic Box”: una selezione a sorpresa di prodotti di ottima qualità che di magico hanno proprio il fatto di non venir più gettati via a fine giornata. “Si tratta di cibo -spiegano gli ideatori dell’applicazione- proveniente da bar che hanno cucinato troppi prodotti freschi che non possono essere conservati o da ristoranti che non hanno venduto tutti i piatti che hanno preparato”.

Come funziona la App Too good to go

I consumatori, da parte loro, con un semplice tap sul cellulare hanno la possibilità di usufruire di pasti di ottima qualità a prezzi piccolissimi, generalmente fra i 2 e i 6 euro massimo, costituendosi parte attiva nella lotta allo spreco e alla salvaguardia dell’ambiente.
Ricapitolando: attraverso l’applicazione il consumatore trova i locali aderenti, ordina e paga la propria scatola, infine va a ritirarla nell’orario specificato scoprendo cosa contiene al suo interno. “Too good to go -aggiungono gli sviluppatori-per limitare l’uso di imballaggi e plastica, invita i negozianti a incoraggiare i clienti a portare da casa sacchetti e contenitori propri”.
L’applicazione è nata in Danimarca nel 2015. Al momento conta 13 Paesi europei aderenti e circa 14 milioni di utenti. L’obiettivo è un mondo senza sprechi. Una sfida difficile, ma ormai sono proprio le piccoli azioni che producono grandi conseguenze.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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