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Riscatto della laurea: come funziona e quali benefici

Un piano nato e, a quanto pare, sgonfiatosi subito; non è la prima volta per la verità che si parla di riscatto della laurea.
Un intervento sperimentale che questa volta è stato proposto dal sottosegretario all’Economia Baretta sulla base di una contingenza innegabile: pagare i contributi figurativi a tutti costa troppo. E allora si è pensato di riservare a chi inizia l’università nel prossimo anno la possibilità di una sorta di bonus. Il riscatto della laurea gratuito per l’appunto.
Un provvedimento che era stato disegnato in un modo ma che, dopo poche ore, ha cambiato totalmente aspetto: si era parlato di bonus per tutti i laureati nati dal 1980 al 2000, quelli per i quali l’assegno di pensione sarà calcolato con metodo contributivo.
Poi si è pensato di riservare il beneficio alle prossime matricole soltanto; e sempre per coloro i quali andranno a finire il ciclo di studi per tempo, non quindi per i fuori corso.
Adesso l’idea di concedere il riscatto gratuito della laurea sembra essere passata di moda.

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Cosa si intende con riscatto della laurea

Quando si parla di riscatto della laurea si intende la possibilità di convertire gli anni trascorsi all’università in anni utili per l’anzianità contributiva da sommarsi a quelli effettivamente lavorati.
Ciò significa che possono essere calcolati per poter andare in pensione prima. In sostanza si tratta di ottenere benefici sull’andare in pensione.
Per poter accedere al riscatto della laurea è necessario, ovviamente, aver conseguito il titolo a tutti gli effetti. Se si è finito il ciclo di studi, quindi tutti gli esami, ma non si è nel concreto andati a conseguire la laurea, la copertura contributiva non è garantita.
Il riscatto si riferisce soltanto agli anni in cui effettivamente lo studente abbia svolto il corso: quindi non contano gli anni così detti fuori corso.

Come riscattare la laurea?

Se durante il ciclo di studi si è già svolta una attività lavorativa e si è già assicurati, non si può ottenere il riscatto della laurea.
Una possibilità che vale anche per tutti gli inoccupati, ovvero coloro i quali abbiano conseguito da poco laurea senza ancora aver iniziato a lavorare: per tutti questi soggetti è possibile il riscatto del ciclo universitario pur non essendo iscritti ad alcuna previdenza.
Sarà l’Inps, in tutti questi casi, a versare i contributi; in un secondo momento si provvederà a trasferirli all’ente previdenziale di riferimento. Quello della futura attività lavorativa.
Il riscatto della laurea avviene dietro pagamento di un tributo: l’onere del riscatto, se non si ha ancora un reddito di riferimento, prevede il versamento di un contributo per ogni anno che si va a riscattare. La cifra può essere dedotta ai fini IRPEF.

Quanto costa riscattare la laurea?

Il calcolo è su base soggettiva: per fare un esempio, un ragazzo che abbia solo 1 anno di anzianità contributiva e che abbia percepito un reddito di 21mila euro nei mesi precedenti alla richiesta di riscatto, potrà riscattare i suoi anni universitari pagando circa 28mila euro all’Inps.
La somma da versare è sempre calcolata sul proprio reddito o stipendio; per questo può essere conveniente riscattare la laurea ad inizio carriera lavorativa, quando con ogni probabilità lo stipendio sarà più basso.
Una cifra non certo da poco: e in effetti riscattare la laurea è un’operazione piuttosto costosa. Ecco perché più volte, nel tempo, ultima poche ore fa, i vari governi hanno pensato di coprire le spese di questa operazione andando così a concedere un vantaggio dal punto di vista pensionistico ai contribuenti.

La domanda per il riscatto della laurea

Il riscatto degli anni universitari può essere utile per andare in pensione, andando a sommarsi a quelli effettivamente lavorati. Possono essere ‘convertiti’ in pensione diplomi universitari; diplomi di laurea; diplomi di specializzazione post laurea; dottorati di ricerca; diplomi rilasciati da istituti di alta formazione artistica musicale.
La domanda per il riscatto della laurea può essere inoltrata direttamente presso il portale dell’Inps nella apposita sezione, accessibile con Pin. Ci si può recare anche negli uffici fisici dell’ente previdenziale; oppure fare domanda tramite commercialista o patronato.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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