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Pillola contraccettiva: di nuovo a carico del Ssn?

Una notizia che nasce da una dichiarazione rilasciata dal sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi in Commissione Affari Sociali e che ha destato un certo stupore: la pillola contraccettiva potrebbe presto tornare a carico del Servizio Sanitario Nazionale e quindi non a carico delle donne che la acquistano.
Secondo le dichiarazioni del sottosegretario sarà la stessa Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco, a comunicare presto la rimborsabilità per quelle che garantiscono il miglior rapporto tra costi e benefici. In sostanza l’Agenzia del Farmaco sta portando avanti approfondimenti per capire quali siano i farmaci anticoncezionali più efficienti così da garantirne un accesso equo a tutte le donne che ne avessero il desiderio. Un passo verso la garanzia di fruizione gratuita ed universale della contraccezione.

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Pillole contraccettive oggi sul mercato

Ad oggi esistono sul mercato due tipologie di pillole contraccettive: quella combinata, composta dai due ormoni sessuali femminili, ovvero estrogeni e progesterone; e la cosiddetta mini pillola, che presenta esclusivamente il progesterone sotto forma di componente sintetica.
Attualmente la pillola anticoncezionale è lo strumento più utilizzato con contraccettivo: va prese con frequenza, quindi per 21 giorni consecutivi per fare poi 7 giorni di pausa, e la sua efficacia è del 99%. È possibile acquistare la pillola anticoncezionale in farmacia ad un prezzo che varia dai 9 ai 18 euro per confezioni mensili e soltanto dietro presentazione di ricetta medica.
Fino a qualche anno da le pillole contraccettive erano inserite nella fascia A, quella a carico del Servizio Sanitario Nazionale: dal 2016 il farmaco è passato in fascia C, non più rimborsabile dal Ssn. Manovra che ha portato ad una diminuzione del numero di donne che vi fanno ricorso. Una decisione che ha causato molte polemiche anche perché, come noto, abortire in Italia è più difficile che da altre parti.

Quando potrebbe tornare gratuita la pillola contraccettiva?

Ebbene preso la pillola anticoncezionale, da non confondere con la pillola del giorno dopo in quanto si tratta di due farmaci con enormi differenze nell’utilizzo, potrebbe rientrare nuovamente nei cosiddetti Lea, ovvero i Livelli Essenziai di Assistenza, tornando ad essere gratuita per le donne che la acquistano ed a carico del Ssn.
È la legge n. 194 del 1978Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza” a garantire l’accesso gratuito e universale alla contraccezione. L’Aifa sta in questi giorni incontrando le più grandi società scientifiche italiane di ginecologia per palare dei termini e delle modalità di rimborsabilità dei farmaci contraccettivi con un occhio di riguardo verso le fasce di popolazione più fragili.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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