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Canone Rai, si cambia: meno caro ma pagano anche i pc

Canone Rai

Pagare meno ma pagare tutti; recita così un antico adagio cui si ricorre spesso quando si parla di riscuotere tasse e tributi vari. Sembrerebbe essere questo il pensiero che ha ispirato la riforma del pagamento del canone Rai cui si parla da tempo. Usiamo il condizionale perché non è esattamente così, come vedremo.
Partendo dai fatti, cambia il pagamento del canone Rai: la riforma è in rampa di lancio dopo che il governo, nelle persone del premier Matteo Renzi e del sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, ha valutato positivamente i nuovi provvedimenti. La novità più importante riguarda il metodo di pagamento del canone; che non sarà più con apposito bollettino postale ma avverrà altresì direttamente con la bolletta della luce.
In questo modo si conta di evitare l’evasione del canone, visto che ad oggi 1 famiglia su 4 non paga il tributo, andando a garantire alla Rai un gettito di quasi 2 miliardi l’anno; questo almeno è l’obiettivo dichiarato dall’azienda di viale Mazzini. Si cercherà di recuperare l’evasione andando a stabilire un tetto massimo sulla cifra da pagare; che sarà inferiore rispetto a quella attuale.
Il provvedimento non include tuttavia solo aspetti positivi. Se il conto da pagare per le famiglie sarà più basso, si prevede di andare ad allargare la platea degli utenti. Pagherà non solo chi possiede una tv ma anche qualsiasi altro dispositivo tramite il quale sia possibile sintonizzarsi sui programmi del servizio pubblico: si parla quindi di tablet, ipad, smartphone e pc.

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Cosa prevede la riforma del Canone?

Con la riforma che è in rampa di lancio, il canone Rai si pagherà direttamente con la bolletta della luce; sarà abbattuto l’importo che, ad oggi, è di 113,50 euro per quasi tutti gli utenti. Attualmente sono infatti esentate dal pagamento del canone persone dai 75 anni in su con un reddito proprio e del coniuge non superiore ai 516 euro per 13 mensilità. Ovvero un reddito complessivo di 6.713,98 euro.
Altre agevolazioni che ad oggi sono presenti prevedono la possibilità, per i pensionati, di rateizzare il pagamento del canone Rai spalmandolo in 11 rate al massimo trattenute mensilmente dall’ ente pensionistico (Canone Rai a rate per i pensionati).
Ebbene la nuova riforma dovrebbe continuare a prevedere esenzoni e bonus per categorie sociali meno abbienti mentre per tutti i contribuenti regolari andrà a stabilire il pagamento di una cifra stabilita dagli indicatori Isee (indicatori utilizzati per calcolare la situazione economica delle famiglie) e che mediamente sarà di 60 euro; il tetto massimo che non potrà essere superato è comunque di 80 euro, ben al di sotto degli attuali 113,50.
Ma agli aspetti positivi fanno da contraltare altri che non saranno accolti favorevolmente dagli italiani; anzi per la verità, già in passato erano stati criticati in modo piuttosto deciso.

 

Platea allargata a pc e smartphone:

Il provvedimento prevede che la platea degli utenti sia allargata: il modello preso a riferimento, come è stato detto più volte, è quello della televisione pubblica inglese Bbc. A pagare saranno anche possessori di altri apparecchi per la ricezione; o, per dirla meglio secondo le parole del provvedimento, per non pagare il canone Rai bisognerà dimostrare di non possedere una tv o qualunque altro dispositivo (device) tramite il quale sintonizzarsi sui programmi del servizio pubblico. Tali dispositivi sono tablet, ipad, smartphone e pc.
Decisione che è andata a innescare una polemica di antica memoria e che già in passato aveva portato a levatecanone-pc-e-smartphone 1 di scudi da più parti; avevamo affrontato la questione oltre 2 anni fa, quando si era parlato per la prima volta dell’ipotesi di pagamento del canone Rai anche per i pc.
Il tentativo era stato contestato e l’allora sottosegretario allo sviluppo economico del governo Monti, Massimo Vari, aveva respinto il provvedimento. Il passaggio successivo era avvenuto in tempi più recenti; prima dell’estate, quando erano tornate a circolare voci sulla questione, la Rai aveva ribadito che si trattava del canone speciale Rai, ovvero quello richiesto ad aziende per il possesso di pc solo se utilizzati come televisori e che, viceversa, il tributo non andava versato se già richiesto per il possesso di un apparecchio televisivo.
Un chiarimento che aveva il sapore anche di una piccola retromarcia su una questione, quella del canone Rai per pc, che da quando è emersa per la prima volta ha portato a discussioni e proteste. C’è da stare certi che, a seguito di quanto uscito nelle ultime ore, anche in futuro ne vedremo delle belle.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Marco Cherubini

Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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