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Lavoro: gli italiani si ammalano di lunedì. Record di certificati medici

Il lunedì è il giorno più duro della settimana; non v’è dubbio. Lo sanno i lavoratori, che mal sopportano il dover tornare al proprio dovere dopo il weekend. E che vedono davanti ai propri occhi una nuova settimana di lavoro. Lo diceva anche Vasco Rossi in una nota canzone; ma i motivi che lo inducevano ad odiare il lunedì erano probabilmente altri.
Ebbene a certificare l’idiosincrasia degli italiani per il lunedì ci pensa ora anche uno studio condotto sui lavoratori da parte della Cgia di Mestre: l’associazione artigiani e piccole imprese ha evidenziato come i dipendenti tendano ad ammalarsi maggiormente di lunedì. Tanto nel settore pubblico quanto in quello privato.
Il lunedì è il giorno di picco per le assenze sul posto di lavoro dovute a malattia; nel primo giorno della settimana, sempre secondo questo particolare studio della Cgia, vengono presentati da parte dei lavoratori circa il 30% del totale dei certificati medici tesi a dimostrare l’indisposizione del lavoratore e la sua impossibilità a recarsi in ufficio. O comunque a prestare servizio.
I dati arrivano dall’ Osservatorio sulla certificazione di malattia dei lavoratori dipendenti privati e pubblici: un osservatorio attivato dall’Inps nel 2011. Entrando nello specifico dei numeri, su oltre 13 milioni e 365 mila eventi di malattia registrati nel corso del 2012 ben 4 milioni sono stati denunciati di lunedì. Per l’appunto.

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Lunedì non si va a lavorare

La tendenza di cui sopra vale tanto per il pubblico quanto per il privato; tuttavia, sempre secondo lo studio della Cgia di Mestre su dati dell’osservatorio attivato dall’Inps, nel settore pubblico ci si ammala di più. Stranamente.
Non si vuole naturalmente correre dietro al luogo comune dei dipendenti pubblici assenteisti, ma alla luce dei dati emerge che nelle aziende pubbliche ci si ammala di più rispetto alle aziende private. La durata media delle assenze per malattia si mantiene nella maggioranza dei casi (nel 71%) nel limite dei 5 giorni dalla presentazione della apposita documentazione medica.
I dati dello studio si riferiscono al 2012 e certificano come, in quell’anno, si è assistito ad un totale di 6 milioni di dipendenti italiani che hanno registrato almeno una malattia. Ogni singolo lavoratore si è ammalato 2,23 volte ed è rimasto a casa 17,71 giorni per un totale di 106 milioni di giorni complessivi di malattia persi durante l’anno.
Un altro aspetto emerso da questo studio e che è interessante rimarcare è quello relativo alla dislocazione geografica delle assenze sul lavoro per malattia; anche qui esce fuori un dato piuttosto curioso.

 

In Calabria il più alto numero di lavoratori malati di lunedì

Al sud Italia si registra il più alto tasso di lavoratori impossibilitati a recarsi sul posto di lavoro di lunedì. Qui il dato dei certificati medici presentati di lunedì supera il 30% del totale e il record appartiene alla Calabria; dove i giorni medi di malattia all’anno toccano la cifra record di 34,5, addirittura 41,8 nel settore privato.
La Calabria ha quindi il primato per l’assenza dei lavoratori dipendenti dal luogo di lavoro dovuta a malattia; in questa classifica dei lavoratori più cagionevoli seguono i siciliani con 19,9 giorni medi di malattia all’anno, i campani (19,4) e i pugliesi (con 18,8). Il sud Italia trionfa, purtroppo, nella classifica delle assenza dal posto di lavoro per malattia; basti pensare che in Emilia Romagna, ad esempio, la cifra dei giorni medi saltati scende a 16,3 e in Veneto si attesta a 15,5. In Trentino Alto Adige si sta sui 15,3 giorni.

 

Le ragioni delle assenze sul lavoro di lunedì:

Come si spiega questa tendenza degli italiani a non andare a lavorare di lunedì? Una risposta prova a darla la stessa Cgia di Mestre affermando che: “Nel fine settimana si concentrano le attività conviviali e quelle legate al tempo libero. Con l’avvento della crisi, inoltre, sono sempre di più coloro che per risparmiare eseguono piccoli lavori di manutenzione nel proprio giardino o nell’abitazione in cui vivono. Iniziative che, in qualche modo, contribuiscono ad aumentare gli acciacchi degli italiani. Tenendo conto che molti medici di base il sabato e la domenica non svolgono la normale attività ambulatoriale, l’elevato numero di certificati che si riscontra al lunedì è in gran parte riconducibile a queste situazioni.” Diciamo che la scusa potrebbe essere questa.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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