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Carlo Alberto dalla Chiesa: in ricordo del generale

In un momento in cui il mondo della politica, ed in particolare quella parte che detiene attualmente la maggioranza nel nostro Paese, si lascia quotidianamente andare ad atteggiamenti a dir poco penosi, sorge ancora un filo di speranza al ricordo di quanti si batterono e si battono tutt’oggi per dare alla nostra società quella solidità civile e democratica che da tempo sembra smarrita.
Nelle ore scorse il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del ventottesimo anniversario dell’uccisione del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo, ha voluto inviare al prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso, un messaggio attraverso il quale rinnova ai familiari delle vittime i sentimenti di vicinanza e gratitudine di tutti gli italiani e la sua personale e solidale partecipazione:

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Servitore dello Stato contro la criminalità: 

“Servitore dello Stato di grande rigore civile e morale, da alto ufficiale e da prefetto della Repubblica, il generale Dalla Chiesa pose costante impegno nell’azione di contrasto al terrorismo e alla mafia adottando metodi investigativi atti a fronteggiare efficacemente l’espandersi di fenomeni criminali che andavano segnando tragicamente il nostro paese. Le sue capacità, il suo coraggio e la sua determinazione lo resero punto di riferimento della comunità nazionale, ma anche obbiettivo della delinquenza mafiosa che ne eseguì l’omicidio con modalità spietate nell’intento di provocare un diffuso stato di intimidazione.
La sua morte contribuì invece a far crescere un ancora più ampio e diffuso moto di indignata e consapevole difesa di quei valori di giustizia, democrazia e libertà per i quali egli si era battuto anche a costo della vita. Il ricordo del sacrificio del generale Dalla Chiesa è perciò ancora oggi preziosa occasione per rafforzare, specialmente nei giovani, la cultura della legalità e il senso della democrazia, e per rinnovare un convergente e deciso sostegno delle istituzioni repubblicane e della società civile all’attività di contrasto delle organizzazioni criminali svolta dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, al fine di contenerne la capacità di controllo del territorio e di infiltrazione nella economia, nazionale e internazionale”.

 

La corruzione attuale del paese:

Per rafforzare la cultura della legalità e il senso della democrazia, intanto, c’è chi, nel Paese, sta facendo del tutto per farsi approvare nuove vergognose leggi ad personam: è il suo personale senso dello Stato a guidarlo. Dove per suo intende, chiaramente, di sua proprietà e a sua discrezione.
I cittadini italiani troveranno mai il modo di chiedere scusa a uomini come Carlo Alberto dalla Chiesa che per il loro bene e futuro ha coscientemente pagato l’adempimento del suo dovere col prezzo della vita? Basterà soltanto il monito del saggio presidente Giorgio Napolitano per cambiare la tragica situazione di corruzione generale in cui si dibatte il nostro Paese?

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La Vera Cronaca

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