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Fecondazione assistita: come cambiano le regole

Nelle scorse ore il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha emanato le nuove linee guida inerenti la procedura per quanto riguarda la fecondazione assistita.
Un tema molto sentito e dibattuto dato che, ad oggi, le norme che lo regolano fanno ancora in parte riferimento alla legge 40 del 2004. Una normativa controversa che negli anni ha portato diverse polemiche.
In base a quella legge possono accedere alla fecondazione assistita in Italia tutte le coppie maggiorenni sterili di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi, previa certificazione di un medico dello stato di sterilità o infertilità.
Viceversa la fecondazione assistita era vietata per i single, le coppie omosessuali e le cosiddette mamme – nonne (donne che decidono di avere figli in età avanzata).
Andiamo a vedere quali sono le nuove linee guida in materia di fecondazione assistita contando che l’ultimo aggiornamento risaliva al 2008.

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Ok alla fecondazione eterologa:

Sempre tra i paletti della legge 40 del 2004 vi era il divieto di ricorrere alla fecondazione eterologa: ricordiamo che con questo termine si intende l’utilizzo di seme o di ovulo proveniente da un donatore esterno alla coppia.
La novità forse più grande delle nuove linee guida del ministero della Salute riguarda proprio la possibilità di accesso a tecniche di fecondazione eterologa.
In sostanza si consente di ricorrere a queste tecnica se uno dei due genitori è sterile e occorre quindi l’utilizzo di un gamete, un ovulo o uno spermatozoo, di una terza persona (il donatore) per arrivare ad una gravidanza. Con il termine fecondazione eterologa si fa quindi riferimento ad un donatore esterno alla coppia.

Portatori di malattie sessualmente trasmissibili:

Un’altra novità riguarda l’accesso a alle tecniche di fecondazione assistita per le cosiddette coppie sierodiscordanti, ovvero coppie nelle quali uno dei due partner sia portatore di una malattia virale sessualmente trasmissibile per infezioni da Hiv o virus delle epatiti B e C.
Con l’impostazione legislativa precedente, tale possibilità era esclusivamente per l’uomo portatore; con le nuove linee guida anche la donna portatrice potrà accedere.

Niente selezione del donatore:

Vi è poi il ribadimento di alcuni punti, quali quello relativo al divieto di scelta delle caratteristiche fisiche del donatore. Si vuole quindi escludere ogni tipo di selezione artificiale, fattore che sarebbe prodromo di una sorta di eugenetica.
Si va poi a prevedere una maggiore descrizione delle procedure di Pma (procreazione medicalmente assistita) all’interno della cartella clinica, oltre che la raccomandazione di un’attenta valutazione clinica del rapporto nell’accesso ai trattamenti

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Marco Cherubini

Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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