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Dipendenza da social, una vera patologia

L’avvento dei social e la loro costante diffusione hanno portato ad un drastico cambiamento nelle vite di ogni individuo. Tra i pro e contro sono entrati sempre più a far parte della quotidianità, in alcuni casi fin troppo, fino a causare una vera e propria dipendenza da social.
I nuovi social media sono stati in grado di sostituire ed unire insieme tanti canali differenti: dalla messaggistica istantanea alla condivisione di foto e video (leggi: Selfie promozionali sui Social e pubblicità occulta), dalla consultazione di notizie al marketing.
Ogni dimensione individuale e ogni bisogno può trovare nei social soddisfacimento. Una vera e propria rivoluzione che grazie all’aiuto degli smartphone è sempre più vicina e a portata di mano.

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I dati sulla dipendenza da social

Da diversi anni sono emersi i risultati di molteplici ricerche e tantissimi psicologi e psicoterapeuti hanno acceso un campanello d’allarme: alcuni di questi dimostrano che il 5% dei ragazzi ha una concreta dipendenza da social, una vera e propria patologia che supera addirittura quella dall’alcool e delle sigarette. In quanto dipendenza reale essa è accompagnata da sintomi quali depressione, carenza del sonno e molti altri.
Ovviamente, non si tratta di un problema solo giovanile, anche le generazioni precedenti possono cadere nella rete dei social e della dipendenza. Non è un caso se più della metà degli individui dichiara di non poter vivere senza social per compiere qualsiasi tipo di azione. Ma cosa spinge le persone a dipendere totalmente da un social?

Perché si diventa dipendenti dai social

Chiaramente le variabili sono differenti e dare una risposta generale che possa comprendere tutti gli individui affetti dalla dipendenza sarebbe pressoché impossibile.
Una prima ipotesi è da indicare in quel meccanismo tipico dello strumento che consiste nella creazione di un’identità esclusiva dei social: chiunque, tramite post o foto, può realizzare una personalità anche piuttosto differente dalla realtà. È necessario che gli altri vedano quell’identità fasulla tramite le foto e la percepiscano come reale.
La patologia subentra nel momento in cui il soggetto non riesce più a separarsi dalla sua nuova identità seppur irreale. Il desiderio di vivere in un certo modo seguendo uno specifico stile di vita può diventare più forte della realtà.
I social sono basati in gran parte sull’apparenza e sul giudizio altrui, ogni individuo si espone, senza dimenticare che i confini tra reale e virtuale negli anni si sono sempre più assottigliati, e ciò può portare soggetti più sensibili e inclini alle dipendenze a sentirsi vulnerabili non riuscendosi a mettere a nudo.

Essere offline non è consentito

A questo punto parliamo di un altro problema legato ai social che è il senso di esclusione che subentra nel momento in cui non si è iscritti o connessi. Rimanere offline significa perdersi qualcosa che sta accadendo in quel preciso momento.
Si tratta comunque di meccanismi inconsci che meriterebbero un’analisi più profonda in una sede più specifica, si può però affermare che proprio il bisogno di sentirsi accettati e parte del gruppo porta gli individui a voler rimanere costantemente online.
I motivi come abbiamo detto possono essere tanti altri e specifici di ogni persona. Quello che può accomunare tanti soggetti sono proprio i sintomi che identificano la dipendenza come patologia. Primo tra questi è la depressione, il dato allarmante però riguarda l’aumento drastico di soggetti affetti da questo disturbo.

Il rischio depressione accostato ai social

Secondo alcuni psicologi esso può essere causato anche dal confronto del virtuale con la realtà. Come abbiamo detto, sui social si tende a mostrare un’identità in alcuni casi falsa, le immagini più comuni mostrano vite spensierate e nel lusso. La depressione può essere causata proprio da una continua esposizione alle vite degli altri che sembrano sempre migliori e più semplici, senza riuscire a comprendere che in molti casi si tratta di castelli di carta.
Da una parte è difficile condannare questi comportamenti, chi avrebbe voglia di condividere gli aspetti negativi con gli altri? Quello che serve è comprendere e insegnare magari fin da piccoli i meccanismi dei social, un po’ come si fa con i film con i bambini, imparare cioè che non si tratta sempre di realtà.

Diminuire le ore trascorse sui social

La perdita del sonno è anch’essa una causa diretta della dipendenza da social, tutti i fenomeni finora elencati possono portare un individuo a sentirsi in dovere di essere sempre online, anche di notte. Tra l’altro passare molto tempo davanti ai social o allo smartphone prima di coricarsi rendere estremamente difficile prendere sonno, il cervello rimane attivo e i fenomeni di insonnia diventano sempre più frequenti.
In conclusione sebbene non sia il caso di demonizzare i social vanno messi in evidenza i rischi correlati: occorre abbracciare le novità e coglierne il lato positivo. Basterebbe riuscire a regolarsi e controllare le ore passate sui social, soprattutto da parte dei genitori nel caso dei bambini. .
Non è un caso che social come Instagram consentono di controllare quante ore in media o giornaliere l’utente trascorre sulla piattaforma: ogni tanto è bene dare un’occhiata ai dati e provare di volta in volta a diminuire un po’ le ore come se fosse una sfida personale.

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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