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Buono Nido 2017: requisiti e come funziona

Il tema delle misure a sostegno della famiglia continua ad aleggiare con grande forza sul dibattito politico anche a causa delle manchevolezze dell’attuale sistema.
A riportarlo in auge è stavolta il cosiddetto Decreto 0-6, per effetto del quale l’esecutivo cercherà di realizzare un sistema integrato teso all’educazione e all’istruzione dei più piccoli.
Il decreto legislativo approntato allo scopo, distinto dal numero 380, sta infatti per iniziare la sua navigazione all’interno del Parlamento, dove dovrà essere sottoposto alle eventuali modifiche che le varie commissioni competenti dovessero ritenere indispensabili.
Tra le agevolazioni a favore delle famiglie previste dal provvedimento, una di quelle che ha destato la maggiore curiosità dell’opinione pubblica, per ovvi motivi, è rappresentata dal buono nido.

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Il Buono Nido:

Si tratterà di un voucher di 150 euro, il quale potrà essere erogato a favore dei figli dei lavoratori da imprese del settore pubblico e privato in modo da andare a sostenerne una parte dei costi collegati alla retta mensile dell’asilo.
Il buono nido potrà essere utilizzato all’interno dei nidi che sono oggetto di accredito da parte degli enti locali, ovvero i comuni, oppure gestiti dagli stessi.
Inoltre sarà del tutto esente da prelievo fiscale, non essendo previsto alcun costo a carico di lavoratori o datori di lavoro, almeno sino alla soglia dei 150 euro. Il prelievo fiscale scatterà soltanto una volta che tale soglia sarà stata varcata, ma soltanto sulla parte eccedente.

Incentivare l’occupazione femminile:

Secondo gli addetti ai lavori, la misura predisposta dall’esecutivo punterebbe in particolare a promuovere e incentivare l’occupazione femminile, oltre all’iscrizione dei piccoli nelle strutture più adeguate alle loro esigenze.
Tra le altre misure che fanno parte del Decreto 0-6, va poi ricordata l’autorizzazione agli enti locali al fine di varare tariffe agevolate negli asili, prendendo come base di riferimento l’Isee del nucleo familiare.
Nei casi in cui sia del tutto evidente lo stato di disagio non solo economico, ma anche sociale, in particolare nelle famiglie che rischiano di scivolare nella povertà assoluta, l‘esenzione potrebbe arrivare ad essere totale.

Determinazione soglie massime:

Inoltre, sarebbe prevista anche la determinazione delle soglie massime in relazione alla partecipazione economica delle famiglie al complesso di spese tese a far funzionare i servizi educativi rivolti all’infanzia.
Sia nel caso delle strutture pubbliche, che di quelle private dotate di accredito e che come tali siano destinatarie di finanziamenti statali. Una delle domande che sono state immediatamente elevate dagli osservatori più attenti è quella relativa alla compatibilità del nuovo bonus nido con quello che era invece stato stabilito dalla Legge di Stabilità 2017, da poco liquidata dal Parlamento.

Compatibilità con altri voucher:

In questo caso si tratta di un voucher che può arrivare ad un massimo di mille euro all’anno, ovvero 91 euro circa per undici mensilità e concesso nel primo triennio in cui il piccolo frequenti gli asili nido, anche in questo caso sia pubblici che privati.
Per capirlo meglio, sarà però necessario attendere che la nuova misura sarà stata regolata dai decreti attuativi, rendendola quindi operativa a tutti gli effetti.
Se tale questione dovrà essere chiarita nell’immediato futuro, non sembrano invece sussistere dubbi sul fatto che il buono nido 2017 non sia assolutamente compatibile con i voucher baby-sitter e asilo nido.

Differenza con i Voucher Baby-Sitter e Bonus Asilo Nido:

Si tratta dei due benefici che erano stati introdotti al posto del congedo parentale e riservati alle donne che lavorano, le quali possono optare per l’affidamento del figlio ad un asilo nido oppure ad una baby sitter invece di fruire della misura alternativa.
In questo caso, tra voucheur e contributi il tetto di spesa è fissato a quota seicento euro al mese, che vengono concessi per un massimo di un semestre, tre mesi ove a richiedere il beneficio sia una lavoratrice autonoma o una libera professionista iscritta alla Gestione separata dell’Inps.
Nel caso delle lavoratrici a tempo parziale, i contributi saranno oggetto di riduzione proporzionale all’orario di lavoro.

Come richiedere il Bonus Nido:

Il beneficio per l’asilo nido sarà dispensato in via diretta dall’Inps alla struttura indicata dalla lavoratrice, mentre i buoni lavoro con cui sarà pagata la sua prestazione sono a carico dell’istituto di previdenza, dovendo però essere richiesti dall’interessata, al fine di utilizzarli per la retribuzione della baby sitter.

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Marco Cherubini

Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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