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Governo di tregua, Governo del presidente: cosa può succedere

Con il termine dell’ennesimo giro di consultazioni, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha constatato, questa volta definitivamente, l’impossibilità di dare un governo politico alla nazione vista l’attuale conformazione del Parlamento.
Non sono andati a buon fine né il mandato esplorativo affidato al Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ha cercato un’intesa tra il centrodestra e il Movimento 5 Stelle, né quello affidato a Roberto Fico, il Presidente della Camera, che ha sondato la possibilità di un’alleanza tra il Partito Democratico e i grillini.

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Governo super partes verso nuove elezioni

Lo stallo che dura ormai da due mesi ha quindi indotto Mattarella ad avanzare una sua proposta: un governo super partes, non politico, che traghetti il paese verso nuove elezioni sempre dopo aver affrontato gli impegni dell’agenda europea e quelli della manovra finanziaria da varare entro dicembre.
Un’ipotesi che però non è stata accolta in maniera positiva dalle principali forze parlamentari. Infatti sia Di Maio che Salvini hanno ribadito la loro volontà di tornare alle urne in tempi brevissimi. Di diverso avviso invece sia gli esponenti del Partito Democratico che quelli di Forza Italia, favorevoli all’assunzione di responsabilità chiesta dal Presidente Mattarella. Di certo questo caos istituzionale potrà aprire vari scenari. Cerchiamo di scoprirli.

Governo di tregua

Mattarella lo ha definito “governo neutrale”, ossia un governo composto da personalità lontane dalla politica o comunque non collocabili precisamente. Personalità che si siano distinte per il loro impegno nelle istituzioni e che siano ben viste dalla maggior parte delle forze politiche.
Un governo di tecnici, dunque, come lo era stato quello di Mario Monti nel 2011, ma con l’impegno, voluto dal Presidente della Repubblica, che nessuno dei suoi componenti si candidi poi alle prossime elezioni, questo per assicurare la totale neutralità rispetto alle posizioni politiche sia attuali che future delle forze parlamentari.
Il problema di questa soluzione è che a quanto pare non piace proprio alla Lega Nord e ai Cinque stelle, il cui appoggio parlamentare è fondamentale perché il governo ottenga la fiducia. Il rischio di questa soluzione è, dunque, quella di non avere i voti in Parlamento e che il tentativo naufraghi ancor prima di partire.

Scongiurare aumento Iva

Se invece le forze parlamentari trovassero un accordo su questo tipo di esecutivo, esso andrebbe avanti fino alla fine del 2018 avendo pieni poteri sia in Europa che nella redazione del bilancio dello Stato.
Ovviamente i componenti di un siffatto governo dovrebbero essere personalità dal grande bagaglio tecnico, soprattutto in campo economico poiché Mattarella ha detto a chiare lettere che vorrebbe evitare l’aumento di un punto dell’aliquota dell’Iva che senza governo sarebbe inevitabile.

Governo del Presidente

Un’altra ipotesi può essere quella dell’ormai “classico” governo del Presidente. Cioè un governo scelto dal Presidente della Repubblica che abbia una scadenza e uno scopo ben preciso.In questo c aso Mattarella potrebbe chiedere alle forze politiche di appoggiare un esecutivo di scopo al solo fine di modificare la legge elettorale che ha causato l’attuale empasse parlamentare.
Un motivo che potrebbe indurre anche i più resistenti ad appoggiare le decisioni del Presidente della Repubblica. Il rischio concreto di un ritorno alle urne senza aver dato vita ad un nuovo governo è quello di ritrovarsi esattamente nell’odierna situazione di stallo, con inevitabili ripercussioni in campo sociale e finanziario.
D’altronde non si può sperare che, andando a votare a soli tre mesi di distanza dal 4 marzo scorso, gli equilibri si siano spostati così tanto da consentire ad una sola forza politica di superare il 40% necessario per formare un governo autonomo partendo dalla attuale legge elettorale.

Governo 5 Stelle e Lega

Un governo formato dai 5 Stelle e dalla Lega è ancora possibile? Salvini e Di Maio si sono detti entrambi disponibili al voto subito. In realtà per loro sarebbe difficile giustificare con il loro elettorato un immotivato sperpero di danaro pubblico, visto che i loro partiti sono sempre stati molto attenti a questo aspetto.
L’impressione è che però entrambi dovrebbero fare un passo indietro e individuare una figura terza che possa assumere la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Certo sia la Lega che il Movimento 5 Stelle sanno che, anche qualora si alleassero tra loro, non avrebbero un sostegno parlamentare sufficiente a garantire un governo stabile.

La necessità di un appoggio esterno

Occorrerebbe ricorrere ad altre forze parlamentari. Il tentativo di Di Maio di aprire ad un appoggio esterno da parte di Forza Italia e Fratelli d’Italia sembra impraticabile, soprattutto per le resistenze dei berlusconiani. Una soluzione potrebbe essere la fuoriuscita di gruppi parlamentari anche modesti da Forza Italia e dal Partito Democratico che, in contrasto con la linea del loro partito, potrebbero fondare nuovi movimenti che andrebbero ad appoggiare il governo.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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