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La birra prodotta da ragazzi autistici: storia di Dalia Blu

Una associazione nata dalla volontà di un papà di una ragazza con disturbi dello spettro autistico che, insieme a un gruppo di amici, decide di dar vita a un progetto inclusivo per tante persone svantaggiate.
Nasce così Dalia Blu, associazione supportata anche da un team di esperti psicologi che nel tempo è arrivata a promuove progetti davvero interessanti tesi sempre a favorire l’inclusione sociale di cui tanto si parla ma che poi nei fatti, non sempre si riesce ad avere.
Come quello di Nabiretta Neurodiversa che stiamo per raccontarvi; un progetto lavorativo che ruota intorno alla produzione di una birra artigianale da parte di un gruppo di ragazzi affetti proprio da disturbo dello spettro autistico.

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Il progetto Nabiretta Neurodiversa:

Il progetto Nabiretta Neurodiversa nasce con la cooperazione del birrificio Birradamare di Fiumicino ed ha avuto un discreto riscontro, come ci spiega proprio il presidente dell’associazione Dalia Blu Valentino Martiri.
Ci parla della vostra associazione Dalia Blu?
“Ho una figlia con disturbi dello spettro autistico con funzionalità medio alta. Quest’ anno ha conseguito l’attestato di maturità con 100/100 e ha svolto circa il 60% del programma ministeriale. Già un paio di anni orsono ho pensato al suo futuro e ho pensato che molti di questi ragazzi possono lavorare con successo se indirizzati per bene. Quindi ho costituito un’associazione che si proponesse di far lavorare anche se per periodi brevi ragazzi autistici. Insieme a 3 amici abbiamo costituito questa associazione con nome Dalia Blu.”
Da qui è nato il progetto Nabiretta Neurodiversa?
“Esattamente. Come prima opportunità abbiamo avuto la possibilità di far produrre ai ragazzi una birra artigianale. Conosco da anni il birrificio Birradamare di Fiumicino e sono amici che si sono prestati immediatamente al progetto mostrando sensibilità assoluta. Abbiamo portato i ragazzi, 4 in tutto, insieme a psicologi dello studio Officinamente che seguono costantemente i ragazzi, in birrificio e lì hanno contribuito a produrre ‘Na Biretta Neurodiversa. I ragazzi e gli psicologi sono stati retribuiti regolarmente dall’associazione e con la vendita delle bottiglie di birra vogliamo solo riportare i ragazzi in birrificio per un’altra esperienza lavorativa.”

Ragazzi autistici e possibilità di lavoro:

Come sostenete questi progetti?
“Con fatica stiamo facendo tutto questo. Non siamo una onlus, non abbiamo contributi e/o finanziamenti, puntiamo tutto sulle nostre forze, come sempre da 20 anni.”
Quale sarà il futuro di questi ragazzi? È ancora difficile parlare, oggi, in Italia, di prospettive lavorative per persone con disagi di questo tipo?
“Il futuro di questi ragazzi è sempre legato ai loro genitori. Purtroppo, nonostante i proclami c’è ancora scarsa divulgazione ed attenzione verso questi ragazzi e le pur roboanti leggi non ci portano da nessuna parte. Prospettive lavorative per loro non ce ne sono ed invece potrebbero dare molto perché hanno caratteristiche che i normodotati non riescono ad avere. Ma tant’è..speriamo negli articoli di giornali online che ci aiutino a divulgare i nostri progetti.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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