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D-day: tra politica e protesta degli immigrati

Il 14 Dicembre è ormai alle porte e, per chi sa di cose di politica, è facile intuire l’importanza che questa giornata assumerà nel prosieguo della legislatura.
A Roma il Governo Berlusconi chiederà la fiducia al Parlamento ed in questi giorni non si parla di altro tra previsioni su come potrebbe andare a finire e compra/vendita in stile campagna acquisti calcistica di parlamentari mai così disattenti ai problemi reali del paese e mai così interessati soltanto al proprio personale tornaconto.
D’altra parte il Natale è ormai alle porte e se è vero, in prima istanza, che dovremmo essere tutti più buoni, in seconda battuta non potremmo certo chiedere a chi ci governa di agire, in occasione del 14 Dicembre, secondo coscienza e per il bene dei cittadini non badando ai vantaggi personali.

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Immigrati protestano davanti al Parlamento:

Anche i parlamentari avranno le loro spese da affrontare per le festività e poco conto se, secondo i dati raccolti in queste ora da Contribuenti.it (associazione contribuenti italiani), questo Natale 1 italiano su 4 rinuncerà all’albero di Natale (le vendite degli abeti fanno registrare un calo del 27% rispetto allo stesso fine settimana del 2009) a causa dell’aumento dei prezzi del 12% così come oltre 3,7 milioni di persone stanno ancora pagando i debiti contratti da acquisti tramite carte di credito nel Natale del 2009; ma chiedere a chi ci governa di agire per il bene dei governati, come i lettori ormai sanno bene, è pura utopia.
In quest’ottica nella giornata del 14 Dicembre, occasione della richiesta di fiducia al Parlamento da parte del Governo, molte categorie di cittadini manifesteranno per proporre la loro ‘sfiducia virtuale’ a chi attualmente governa l’ Italia.
Tra loro ci saranno migranti, lavoratori, studenti, comitati territoriali ed altre categorie. Quello che raccontiamo di seguito è il punto di vista dei migranti, che il 14 sfileranno anch’essi davanti alla Camera per denunciare la propria condizione e mantenere alta l’attenzione su problemi che li riguardano; a raccontarci il loro punto di vista è Nicola Grigion dell’associazione “Razzismo Stop” di Padova, tra i promotori della protesta.
“Quella del 14 Dicembre è una protesta rivolta a tutti e promossa da parte di uno spazio nuovo di movimenti che si chiama ‘Uniti contro la crisi’, che ha avuto il via con il corteo sciopero della Fiom lo scorso Ottobre; è uno spazio che vede insieme diversissime realtà. A questa manifestazione hanno aderito, ad esempio, i cittadini de l’Aquila, che ancora lottano per la ricostruzione e per una vita dignitosa; i cittadini di Terzigno e Chiaiano che si oppongono alle discariche; gli operai di Pomigliano e Melfi; in sostanza un ampio raggio di realtà unite, e tra loro anche gli immigrati. Ci siamo fatti promotori con altre associazioni e con i migranti della gru di Brescia, di questa presa di posizione.”

Contro respingimenti e sanatorie truffa:

Diverse categorie rappresentate ed unite per esprimere il proprio malcontento e, tra loro, anche gli immigrati: “Abbiamo scelto di esserci anche noi e far sentire la nostra voce; quella data per noi rappresenta non tanto un momento per andare a tifare a favore o contro la caduta del Governo. Sarà un’ occasione per proporre la nostra protesta contro un Governo che è un po’ il simbolo delle restrizioni degli ultimi anni.”
Le restrizioni cui si fa riferimento in questo ambito sono chiaramente legate ad alcuni provvedimenti presi in materia di immigrazione che hanno contribuito a diffondere il malcontento:
“Parlando in termini pratici, questo è il Governo che ha visto Maroni al Ministero dell’Interno, è il Governo dei respingimenti e della sanatoria truffa. Ovviamente siamo consapevoli che il razzismo e gli altri problemi non finiranno il 14 o con l’eventuale caduta di questo Governo, ma alcuni provvedimenti adottati dall’attuale legislatura proprio non vanno. Facciamo un esempio; questo problema della sanatoria è una questione regolata da circolari o da posizioni interpretative. Noi confidiamo che vi sia una nuova modalità di trattare gli immigrati truffati della sanatoria.”
Altro punto di grande discordia, l’ormai famigerata legge Bossi/Fini in materia di immigrazione; il provvedimento risale al 2002 quale modifica del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero e contiene alcuni passaggi controversi, quale ad esempio il rilascio del permesso di soggiorno solo agli stranieri che dimostrino di avere un lavoro per il loro mantenimento economico.

Abolire la legge Bossi – Fini:

“La Bossi-Fini introducendo quel legame imprescindibile tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno rappresenta un po’ in sintesi il ricatto cui quotidianamente sono sottoposti i migranti; in sostanza, se non lavori a quelle condizioni che io ti impongo, non avrai il permesso e verrai espulso.”
La manifestazione del 14 in conclusione, sarà un momento importante per far sentire la propria voce da parte di molte categorie di cittadini ed avrà senso solo se ci sarà unione concreta e comunione di intenti: “Confidiamo che sia una manifestazione molto partecipata –conclude Nicola Grigion- ovvio che la presenza di migranti deve sempre fare i conti con la paura del ricatto che pende su di loro; per gli irregolari ad esempio anche il solo spostarsi può rappresentare un grosso problema. Tuttavia l’importante è l’unità tra le varie componenti della protesta; migranti, studenti, lavoratori ecc…
Perchè in questo paese o vince un orizzonte comune che si faccia promotore di istanze quali diritti, libertà, alternativa, oppure ogni componente specifica rischia di scontrarsi con la sua solitudine.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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