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Ghost Hunter: gli acchiappafantasmi esistono. Anche in Italia

Esistono anche nella realtà, non soltanto nell’immaginazione o in qualche pellicola cinematografica; e operano anche in Italia, sotto i nostri occhi. I ghost hunter, acchiappafantasmi reali che della ricerca del paranormale hanno fatto una professione.
Non propriamente come i Ghostbusters del noto film del 1984 diretto da Ivan Reitman e interpretato magistralmente, tra gli altri, da Dan Aykroyd, Bill Murray e Harold Ramis. Se avete in mente quell’approccio siete un po’ fuori strada. Perché il lavoro del ghost hunter e del gruppo di cui stiamo per parlare è molto teso al concreto, finalizzato a cercare una spiegazione razionale a molti fenomeni cosiddetti paranormali.
Ebbene in Italia esiste un gruppo di ricercatori che opera in Sardegna e che ha deciso di fondare Ghost Hunters 4 Mori, realtà specializzata nello studio di fenomeni paranormali e nella ricerca di risposte. Il tutto gratuitamente.
E proprio per avere risposte sul loro operato e parlare di ghost hunting abbiamo intervistato Andrea Marongiu, uno dei fondatori di questo gruppo di acchiappafantasmi italiani.

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Ghost Hunters 4 Mori in Sardegna

Cos’è Ghost Hunters 4 Mori e come nasce?
“Sono Andrea Marongiu, il fondatore del Team. Il gruppo è formato anche da Monica, la mia compagna e fino a poco tempo fa anche da Luca e Monica. Il Ghost Huters 4 Mori è un’organizzazione no-profit che cerca di investigare su tutti quei fenomeni ritenuti ‘paranormali’ cercando di darne sempre una spiegazione razionale. Solo dopo un’attenta analisi dei files raccolti durante un’indagine e dopo aver scartato ogni spiegazione logica e tecnica di ogni presunto fenomeno, possiamo parlare di anomalie. Il team nasce nel 2014 non per seguire una moda o dopo aver visto uno dei tanti docu-reality sui ‘fantasmi’ alla Tv, ma in seguito ad una grave perdita subita in famiglia sette anni prima. Ci autofinanziamo e non chiediamo alcun tipo di sostegno economico per svolgere la nostra ricerca. Facciamo tutto gratuitamente.”
Cosa si intende quando si parla di fenomeni paranormali?
“Non esiste una definizione universale per indicare quali siano esattamente i così detti ‘fenomeni paranormali’ anche se ogni qualvolta ne sentiamo parlare ci vengono subito in mente le manifestazioni di fantasmi. In generale con questo termine possiamo indicare anche le cosiddette percezioni sensoriali e le esperienze extracorporee.”

Come si svolgono le ricerche su fenomeni paranormali

Stiamo ovviamente parlando di un argomento cui molta gente non crede. Quali sono le basi scientifiche per parlare di paranormale?
“Basi scientifiche non ce ne sono e infatti la Scienza considera questo tipo di fenomeni inattendibili e privi di ogni fondamento; tuttavia se scartiamo tutti gli episodi in cui abili truffatori si arricchiscono alle spalle di povera gente, mi riferisco ai finti medium delle sedute spiritiche, oppure a quelle persone che in buona fede scambiano fenomeni naturali o casuali per soprannaturali, siamo convinti nel dire che non tutto sia spiegabile razionalmente.”
E quindi come vi approcciate a questi fenomeni?
“L’importante è avere una mentalità aperta, pensare che non è detto che se un qualcosa non si vede o non si sente, non debba esistere. Per questo motivo noi utilizziamo sempre il termine ‘anomalia’ per indicare ciò che non siamo riusciti a spiegare e mai in questi anni abbiamo affermato di aver visto, percepito o interagito con un fantasma. Altro termine errato che non utilizziamo mai. Noi parliamo sempre e solo di anomalie.”
Come effettuate le vostre ricerche e in che modo si svolgono?
“Cominciamo col dire che svolgiamo la nostra attività di ghost hunting sia in luoghi pubblici che privati e sempre con regolare permesso d’ accesso. Importantissima è la ricerca storica di un luogo. A tal proposito è bene ricordare che le parole ‘antico’ e ‘abbandonato’ non sono sinonimi d’infestato. Partendo dal presupposto che ogni indagine ha una storia a sé, in generale, per prima cosa si procede con un sopralluogo. In questa fase si effettuano varie misurazioni, ad esempio del campo elettromagnetico per capire se un eventuale inquinamento ambientale causato da impianti elettrici di vario tipo non a norma vada a causare malesseri tali da essere scambiati per fenomeni paranormali.”

Non siamo acchiappafantasmi

Succede spesso di scambiare fattori ordinari per fenomeni paranormali?
“Si, può succedere. In seconda battuta passiamo a controllare l’agibilità dei locali e prendiamo nota di dove piazzare eventuali telecamere fisse. Solo alla fine si procede con l’indagine vera e propria. Anche in questo caso vogliamo precisare che si prediligono le ore notturne non perché le entità, casomai ci fossero, preferiscano il buio; ma perché in questo modo possiamo lavorare in un ambiente il più possibile privo di eventuali inquinamenti acustici che possono indurci durante le analisi del materiale raccolto a commettere errori di valutazione. Altro fattore che ci induce a prediligere le ore serali, è che usando fotocamere e videocamere all’infrarosso il buio è indispensabile per il loro buon funzionamento.”
Vi dà fastidio essere chiamati acchiappafantasmi’?
“Sinceramente si, moltissimo. A questo punto preferiamo abusare del termine “ricercatori”, oppure essere chiamati investigatori di fenomeni paranormali.”

Strumenti utilizzati dai Ghost Hunters

Quali strumenti utilizzate nel vostro lavoro?
“Partendo dal presupposto che nessuno strumento è nato per la ricerca in ambito paranormale, possiamo dire che le strumentazioni da noi utilizzate per il ghost hunting sono un valido aiuto a patto che se ne conoscano i limiti e le potenzialità. Ciò perché una loro lettura errata porta inevitabilmente a commettere errori di valutazione, seppur in buona fede. Detto questo, abbiamo in dotazione telecamere all’infrarosso, torce all’ultravioletto, sensori di movimento, termometro all’infrarosso, recorder digitali, rilevatori di campi elettromagnetici e molto altro.”
Ci raccontate qualche caso che vi è capitato nel vostro lavoro di ricerca di fenomeni paranormali?
“Il caso se vogliamo più particolare e curioso, è capitato alla fine di un’indagine. Avevamo messo tutto via ma non trovavo la custodia della mia fotocamera. Sono salito al secondo piano per cercarla, quando ad un certo punto sento un forte urlo. Non siamo mai riusciti a capire cosa fosse. Ho chiamato gli altri ragazzi per far riprendere il lavoro in modo che potessimo indagare su quanto avessi sentito. Fortuna ha voluto che Monica, la mia collega e compagna, stesse ancora registrando. Questo interessante EVP è tutt’ora udibile nei nostri canali ufficiali.”
Ci sono tante richieste per questa tipologia di servizi di Ghost Hunting?
“Più di quanto si possa pensare, anche se poi le persone tendono a tener per sé quanto di inspiegabile possano aver vissuto per paura di essere prese in giro.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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