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Rimozione tatuaggi e rischi: quello che occorre sapere

Sono tanti coloro i quali si ‘pentono’ del proprio tatuaggio e decidono di farselo rimuovere. Che sia per un vezzo di gioventù, un qualcosa che non si sente più di portare sulla pelle, una sigla di una persona amata che nel frattempo ci ha lasciati o qualsiasi altro motivo, fatto sta che cresce anche in Italia l’esercito di chi si rivolge alla medicina estetica per rimuovere il proprio tatuaggio.
Un’operazione che nel tempo si è affinata e che oggi non è poi così rara; certo bisogna sapere a cosa si va incontro perché la rimozione di un tatuaggio tramite laser è particolarmente dolorosa. Vediamo, senza entrare troppo nel dettaglio dal punto di vista medico, come togliere un tatuaggio (per approfondimenti ulteriori su questioni tecniche: www.microbleding.com/rimuovere-tatuaggi-come-metodi/).

Rimozione tatuaggio: a chi rivolgersi?

Sono sempre più coloro i quali scelgono di farsi tatuare: se un tempo era una scelta di pochi, oggi sono tantissimi i tautati a prescindere da età, sesso, fascia sociale. In Italia si parla del 13% circa della popolazione, questo il dato di chi ha almeno un tatuaggio sul proprio corpo. Un boom soprattutto degli ultimi anni, fattore che ha incrementato, come avevamo visto, il lavoro dei tatuatori nel nostro paese (leggi: Mestieri più richiesti: il caso dei tatuatori).
Il primo aspetto è capire a chi rivolgersi. Ed è bene che ad eseguire l’intervento sia un professionista dato che la rimozione di un tatuaggio eseguita in modo grossolano può lasciare cicatrici non propriamente gradevoli dal punto di vista estetico.
Il tatuaggio non va via facilmente, non basta una sola seduta ma occorreranno diverse sessioni prima che il tatuaggio possa essere rimosso del tutto. Una cicatrice resterà comunque, con ogni probabilità, dopo un intervento di rimozione tatuaggio; nei casi più complessi si può andare incontro anche ad infezione o scolorimento della pelle nella zona in cui avviene la rimozione.

Cosa valutare prima di eseguire l’intervento laser

Prima di procedere è bene valutare, con un dermatologo, l’operazione per la rimozione del tatuaggio e scegliere il metodo per la rimozione che molto probabilmente sarà più efficace: questo perché alcune tipologie di inchiostro per tatuaggi possono essere più sensibili al trattamento laser o reagire in modo differente rispetto ad altri.
Allo stesso modo, tatuaggi di piccoli dimensioni possono essere più adatti per essere rimossi con intervento chirurgico; altri di dimensioni maggiori possono essere invece troppo grandi per essere rimossi con il semplice bisturi. In quei casi si interviene per altre vie. In generale un intervento di rimozione del tatuaggio viene eseguito il più delle volte come una procedura ambulatoriale in anestesia locale: le tecniche che si usano oggi per rimuovere tatuaggi sono tre, ovvero rimozione chirurgica con bisturi, chirurgia laser e dermoabrasione.

Tipologie di intervento per rimozione tatuaggio

La scelta va effettuata in base a diversi parametri: se prima si diceva della chirurgia con bisturi, che dipende dalle dimensioni, si può aggiungere che la rimozione del tatuaggio laser è fattibile per tutte le tonalità della pelle, ma è più efficace sulla pelle che ha meno pigmenti.
L’inchiostro di colore nero depositato sulla pelle meno pigmentata è l’ideale per la rimozione di un tatuaggio; viceversa i colori più chiari, come ad esempio azzurro, giallo, verde chiaro e l’arancione, sono più difficili da rimuovere. Così come può essere più semplice rimuovere in tatuaggio che si trovi nella zona del tronco rispetto ad uno che è su braccia o gambe.
Le sedute per rimuovere definitivamente un tatuaggio saranno più di una, è importante eseguire al meglio le medicazioni dopo ogni seduta, applicando creme ed unguenti consigliati dal medico, per facilitare il processo di rimozione e cercare di ridurre al minimo quelle che sono le criticità legate alla rimozione di un tatuaggio.

Pubblicato in Focus

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Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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