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Pensioni di reversibilità: cosa sono, a chi spettano, come chiederle

Nelle ultime ore si è parlato molto di pensioni di reversibilità; questo perchè è stata ventilata l’ipotesi di un disegno di legge del governo Renzi teso a tagliare, almeno così si è detto, le pensioni di reversibilità.
Il ddl contro la povertà, questa la denominazione del provvedimento che vorrebbe introdurre un assegno universale per i più poveri (si stima che in Italia ci siano 4,1 milioni di individui non in grado di poter accedere un paniere essenziale di beni) andrebbe a prevedere una revisione dei trattamenti previdenziali per vedovi e vedove legandoli all’Isee, indicatore legato al reddito familiare e non quello individuale e che ha una soglia molto bassa.
In sostanza le pensioni di reversibilità verrebbero considerate prestazioni assistenziali e non più previdenziali. Il numero di coloro che avrebbero diritto alle pensioni di reversibilità si andrebbe così ad assottigliare in modo cospicuo.
Proposta che ha ovviamente creato reazione forti da parte dei cittadini; una levata di scudi a seguito della quale il governo ha fatto marcia indietro affrettandosi a smentire l’ipotesi.
Al di là delle querelle politiche e dei dibattiti in corso, cosa sono le pensioni di reversibilità? A chi spettano? Come richiederle? E cosa succederebbe se il provvedimento passasse?

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Pensioni di reversibilità: a chi spettano e quale importo?

Le pensioni di reversibilità sono prestazioni economiche erogate dall’Inps; ad averne diritto sono i componenti del nucleo familiare del pensionato che sia deceduto. La pensione spetterà dal mese successivo della data del decesso e potranno beneficiarne:

  • Il coniuge: quindi marito o moglie a seconda del sesso del pensionato deceduto. Vale anche se al momento della morte è separato/a.
  • I figli: si parla qui di figli che al momento della morte del genitore siano minorenni, inabili, studenti universitari e a carica dei genitori.
  • I nipoti: solo se al momento del decesso del nonno o della nonna erano a loro carico.

La somma che verrà erogata sarà non equivalente all’importo intero di cui era titolare il defunto, ma varierà da un minimo del 60% della somma fino ad un massimo del 100% a seconda di chi sarà il beneficiario, ovvero che sia il figli, il coniuge, il nipote o più soggetti.

Cessazione del diritto alla pensione di reversibilità:

Ovviamente il diritto alla pensione di reversibilità non dura per sempre; possono subentrare contingenze che portano alla cessazione.
Tra queste ad esempio, un nuovo matrimonio del coniuge che stava usufruendo della pensione del defunto/a; il venir meno dello stato di inabilità di colui o colei che ne aveva diritto; al compimento del 26esimo anno di età per i figli; per i figli studenti, al momento in cui terminano o interrompono gli anni del corso legale di laurea; in ogni caso in cui il ricevente acceda ad un’altra erogazione pensionistica.

Come ottenere la pensione di reversibilità:

A chi e come fare richiesta per ottenere la pensione di reversibilità? La domanda per l’ottenimento deve essere inoltrata presso gli uffici dell’ente erogante. Il che può avvenire tramite patronato (Caf) o anche direttamente online tramite il relativo sito dell’Ente. La domanda deve essere corredata di:

  1. Certificato di morte del pensionato (autocertificazione);

  2. Certificato di matrimonio (autocertificazione);
  3. Copia della sentenza di divorzio, nel caso di domanda di pensione di reversibilità presentata dal coniuge divorziato;
  4. Stato di famiglia alla data del decesso del pensionato (autocertificazione);
  5. Dichiarazione di non avvenuta pronuncia di sentenza di separazione con addebito e di non avvenuto nuovo matrimonio;
  6. Dichiarazione reddituale per la verifica della condizione “a carico nel caso di figli maggiorenni studenti o inabili di qualsiasi età, di nipoti, di genitori di fratelli celibi o sorelle nubili;
  7. Certificato di frequenza scolastica o universitaria se si parla di figli studenti;
  8. Dichiarazione sul diritto alle detrazioni d’imposta;
  9. Dichiarazione reddituale;
  10. Modalità di pagamento scelta.

I moduli per richiedere online la pensione di reversibilità da parte dell’Inps (qualora sia questo l’ente erogante preposto) si trovano nella sezione modulistica del sito.
È fondamentale tenere a mente che la richiesta di pensione di reversibilità ha una scadenza; se si oltrepassa la data per la domanda, il rischio è quello di perdere ogni diritto acquisito alla pensione di reversibilità.

Caso di morte del lavoratore senza aver maturato requisiti minimi:

È questo il caso noto come una tantum; cosa succede se il lavoratore muore senza avere ancora maturato nemmeno i requisiti minimi? In quel caso, i superstiti ed eredi a cosa avrebbero diritto?
E’ prevista qui un’indennità una tantum per i congiunti; si tratta tuttavia di una cifra modesta ed anche difficile da ottenere. Ovviamente non si sta parlando qui di morte del lavoratore dovuta ad una causa collegata al lavoro; in questo caso verrebbe riconosciuta una pensione speciale accostabile ad una rendita di inabilità privilegiata indiretta.

Differenza tra pensione di reversibilità e pensione indiretta:

Così come non si sta parlando di pensione indiretta; si fa spesso confusione, infatti, tra pensione di reversibilità e pensione indiretta. Detto della prima, erogabile nel caso in cui chi è deceduto aveva maturato i requisiti pensionistici, la pensione indiretta si eroga invece nel caso in cui il lavoratore deceduto, anche se non ancora in pensione, aveva comunque raggiunto i requisiti minimi per prendere la pensione.
Vale a dire, al momento della morte aveva maturato almeno 15 anni di contribuzione durante tutta la sua vita previdenziale o, in alternativa, 5 anni di contribuzione dei quali almeno 3 versati nel quinquennio precedente la data della sua morte.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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