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Extrabanca: la banca degli immigrati. Alternativa al microcredito?

Extrabanca è un prodotto innovativo di una società, la nostra, sempre più multietnica (il che non equivale assolutamente a dire multiculturale). L’idea di una banca che ha come target preferenziale (ma non esclusivo) l’immigrato è una risposta economica ad una realtà politica consolidata, la presenza cioè di 4.3 milioni di stranieri residenti, titolari di 165.114 aziende con un’attività bancaria di € 51 miliardi.
Uno staff che parla 13 lingue e un vicepresidente africano bantu completano il quadro. I servizi finanziari offerti da ExtraZero, dal conto corrente senza canone alla carta “bridge” ricaricabile dall’Italia a favore di un beneficiario all’estero, non sono di per sè una novità: il Conto BancoPosta Click e la Postepay Twin di Poste Italiane, ad esempio, sono, rispettivamente, servizi equivalenti.
Ciò che piuttosto rende questa nuova banca comunque diversa è l’approccio con lo straniero, che diventa il protagonista, come tiene a sottolienare Paolo Caroli, direttore generale dell’istituto di credito.

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Cos’è l’ Extrabanca

E’ interessante valutare, a questo punto, la relazione tra Extrabanca e microcredito, che, a prima vista, presentano dei punti in comune, quale la valenza sociale, una clientela di “sfavoriti”, attenzione alla microimprenditorialità. Un’analisi più attenta, tuttavia, sottolinea come questi punti siano solo apparenti.
Extrabanca, innanzitutto, tiene ad autodefinirsi, nelle parole del presidente Andrea Orlandini, come una “banca commerciale privata, con azionisti che desiderano vedere un ritorno dai propri investimenti, anche se comunque si tratta di un’iniziativa a forte valenza sociale”. Questa affermazione delinea chiaramente una scala di valori: l’economicità non è semplicemente il mezzo che, garantendo l’autosostenibilità, permette di realizzare l’obiettivo sociale, ma piuttosto abbiamo che il ritorno sugli investimenti è fine primo, in cui la valenza sociale è ancora un parametro di condotta, ma sottomesso alla profittabilità.

Il mercato degli immigrati:

A conferma di ciò, bisogna anche capire che Extrabanca entra in gioco per cogliere  – neanche troppo tempestivamente, però per prima – l’opportunità di un mercato in crescita,  quello degli immigrati, che già oggi producono il 9% del PIL nazionale, e i cui redditi si prevede aumenteranno del 24% entro il 2012.
Questo approccio è quindi ben diverso da quella del microcredito, che invece entra proprio in un mercato debole, dove l’individuo che non presenta garanzie reali (necessarie invece per ottenere prestiti da Extrabanca) non riesce a ricevere credito attraverso i normali canali di finanziamento.

Extrabanca e Microcredito

Extrabanca, insomma, si propone come un attore competitivo tra molti altri, laddove le istituzioni di microcredito sono, per i loro clienti, l’unica possibilità. Il fatto poi di richiedere garanzie reali le permette, anche grazie alla struttura molto snella, di offrire tassi d’interesse agli imprenditori più bassi di quelli praticati dal mercato (9.75% all’anno su prestiti a 3-5 anni contro una media del 12%), mentre gli istituti di microfinanza praticano tassi più elevati, potendo però permettersi, così facendo, di esporsi a situazioni più rischiose (anche se poi, in realtà, il loro tasso di inadempienza è incredibilmente basso).

L’organizzazione di Extrabanca sul territorio

Quest’analisi non vuole assolutamente screditare l’idea da cui nasce Extrabanca: filiali aperte dalle 9 alle 19 con orario continuato dal lunedì al sabato (occasionalmente anche la domenica), la volontà di rispondere a clienti portatori di bisogni specifici e differenziati, il concorso che mette in palio biglietti aerei verso i paesi d’origine dei clienti, documenti disponibili in diverse lingue e uno staff costituito dal 55% da stranieri sono aspetti assolutamente apprezzabili, e che probabilmente spianeranno la strada a Extra Banca, che per il 2015 mira ad avere tra i 200 e i 300 impiegati e gli 85-130.000 clienti.
Extrabanca, che tra l’altro in futuro mira a sviluppare anche il microcredito, al momento si presenta però come qualcosa di completamente diverso da quest’ultimo, in termini di obiettivi, clienti e logiche. Due strade parallele, insomma, dove da una parte c’è chi crea opportunità, e dall’altra chi le coglie.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Armonia Pierantozzi

Blogger, scrittice, esperta di microcredito e giramondo

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