Nel diritto di famiglia, più che altrove, le norme incontrano la vita reale. E su questo tema delicato, spesso conflittuale, che da oltre vent’anni si muove l’avvocato Rosa Di Caprio, tra le principali esperte italiane in diritto di famiglia e tutela dei minori, con attività professionale e scientifica di rilievo internazionale, oggi al centro dell’attenzione culturale e accademica grazie a un riconoscimento di particolare rilevanza nel panorama culturale europeo.
In questo articolo parliamo di:
Il Premio Internazionale Oscar Wilde
Lo scorso novembre, nella cornice del Spoleto Art Festival, a Di Caprio ha ricevuto il Premio Internazionale Oscar Wilde per la letteratura scientifica, riconoscimento internazionale conferito a studiosi e autori selezionati da una giuria composta da accademici e personalità del mondo culturale europeo. Il premio le viene assegnato per il lavoro accademico “L’ascolto del minore nei processi di separazione e divorzio”, una ricerca comparata di riferimento che analizza criticamente le normative europee, colmando una lacuna applicativa tra diritto interno e standard sovranazionali.
Il lavoro di Di Caprio è stato citato e utilizzato in ambito accademico e forense come strumento interpretativo nei procedimenti ad alta conflittualità. Un contributo che unisce rigore scientifico e sensibilità giuridica, ponendo al centro del conflitto familiare non l’interesse contrapposto degli adulti, ma la voce, spesso ignorata, dei bambini.
L’ascolto come diritto
“Ricevere questo premio nell’ambito di un laboratorio culturale come Spoleto è privilegio che va oltre il prestigio personale – ha commentato l’avvocato Di Caprio, titolare dell’omonimo Studio Legale – È un onore immenso vedere riconosciuto un progetto nato da tanta passione, ricerca e desiderio di contribuire, anche solo in piccola parte, alla protezione dei diritti dei più giovani. Ringrazio di cuore chi mi ha sostenuta, incoraggiata e accompagnata in questo percorso”.
Per l’avvocato Di Caprio, l’ascolto del minore non deve essere vissuto come un mero passaggio burocratico delle pratiche di divorzio. Al contrario, rappresenta il cardine su cui costruire ogni provvedimento giudiziario. “Il minore non è un oggetto della contesa, ma un soggetto di diritti – spiega la professionista – Il mio lavoro scientifico punta a offrire a avvocati, magistrati, assistenti sociali e famiglie gli strumenti moderni per interpretare i bisogni dei bambini, troppo spesso strumentalizzati o ignorati durante la rottura del nucleo familiare.”
L’impegno di Rosa Di Caprio si manifesta soprattutto nelle situazioni di alta conflittualità, dove il rischio di “alienazione” o di condotte disfunzionali da parte di uno dei genitori può recidere legami fondamentali. La sua visione giuridica si batte contro il concetto di “genitore preferenziale” a favore di una reale parità che serva, prima di tutto, all’equilibrio psicofisico del bambino. Il lavoro scientifico premiato ha contribuito a ridefinire l’approccio all’ascolto del minore, influenzando il dibattito giuridico e interdisciplinare sul tema.
Una missione interdisciplinare
Se la ricerca scientifica le è valsa l’Oscar Wilde, è nel quotidiano impegno sul campo che Rosa Di Caprio ha maturato la sensibilità necessaria per scrivere uno dei suoi ultimi lavori: “La battaglia dei papà. Storie di figli contesi e padri coraggio” (Guida Editori).
Il cuore della missione di Di Caprio resta la salvaguardia della bigenitorialità come diritto inalienabile del bambino. In questa prospettiva, anche la figura paterna viene tutelata non per una questione di genere, ma perché necessaria allo sviluppo identitario del minore.
L’avvocato promuove un approccio che unisca il rigore della norma legale alla sensibilità psicologica. “Dobbiamo chiederci che tipo di adulti saranno i bambini di oggi se permettiamo che le vendette tra adulti distruggano le loro radici. La tutela effettiva del minore rappresenta una delle principali sfide civili della giustizia contemporanea, ambito nel quale il contributo scientifico e professionale di Rosa Di Caprio si colloca come riferimento autorevole”.
Il libro non è solo una cronaca giudiziaria, ma un’analisi cruda e documentata delle debolezze di un sistema che, troppo spesso, svilisce la figura paterna. Attraverso il racconto di false denunce, ritardi istituzionali e la complessa gestione della cosiddetta alienazione parentale, intesa come insieme di condotte disfunzionali volte a recidere il legame con l’altro genitore, Di Caprio denuncia un “calvario” che colpisce non solo i padri, ma l’intero equilibrio dei figli.