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Pillola dei 5 giorni dopo? Le italiane non sanno cos’è

Le donne italiane non sanno cosa sia la pillola dei 5 giorni dopo: l’affermazione va presa alla lettera, nel senso che oltre il 50% di loro ne ignora funzione o, peggio ancora, l’ esistenza.
Il dato appare piuttosto sconcertante ed arriva da un  sondaggio on line effettuato da “Mettiche.it”, il portale nato per la sensibilizzazione e informazione su salute e contraccezione e promosso dalla Smic, Società Medica Italiana per la Contraccezione; nelle ultime settimane il sondaggio ha visto la partecipazione di oltre 2.000 donne dai 14 anni in su, distribuite equamente sull’intero territorio nazionale.
L’ obiettivo dell’indagine era naturalmente quello di capire quanto le donne siano informate sulla loro salute e sui sistemi contraccettivi in generale, ed il risultato è stato deludente. Più della metà delle donne italiane intervistate come detto, non ha ha idea di cosa sia la cosiddetta “pillola dei cinque giorni dopo”, il nuovo contraccettivo d’emergenza in commercio in Italia dal 2 aprile scorso.

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Poca informazione sulla contraccezione:

Entrando nello specifico, quasi il 40% delle intervistate, a precisa domanda ha risposto che la pillola dei cinque giorni dopo sarebbe un farmaco per dimagrire; per il 20% circa invece, si tratterebbe di un medicinale da assumere dopo le mestruazioni per prevenire i dolori il mese successivo.
Soltanto il 43% delle donne intervistate è a conoscenza di cosa sia esattamente la pillola in questione, vale a dire “un metodo d’emergenza più efficace per evitare una gravidanza indesiderata”.
Il dato è preoccupante soprattutti perché mette in evidenza una notevole ignoranza in materia, intesa come non conoscenza della problematica: non è un caso infatti che, sempre all’interno del medesimo sondaggio, l’85% delle donne chieda che “si parli maggiormente di contraccezione in genere e già prima dei 14 anni”.

 

Contraccezione e farmaci all’estero:

Secondo il presidente della Smic, è preoccupante questa ignoranza sulla contraccezione d’emergenza soprattutto tra le giovanissime: proprio in quella fascia d’età infatti, si dovrebbe essere informate e preparate a reagire di fronte ad un rapporto a rischio di gravidanza.
“Per questo – afferma il presidente della Società Medica Italiana per la Contraccezione – invitiamo le istituzioni a potenziare il proprio impegno sul fronte informativo compensando le carenze di un sistema scolastico che troppo spesso non affronta queste tematiche all’interno di progetti di educazione sessuale”.
Un problema di informazione quindi: ricordiamo che in Italia il farmaco è sbarcato lo scorso aprile dopo una lunga serie di polemiche, ricorsi al Tar e battaglie varie. L’Italia è arrivata un po’ dopo rispetto ad altri paesi europei nei quali il farmaco è in uso già da anni (Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna): ma cos’è la pillola dei 5 giorni dopo?

 

Come funziona la pillola dei 5 giorni dopo?

Ella One, questo il nome del farmaco, è a base di ulipristal acetato, un principio attivo che agisce con tempi più lunghi rispetto alla già disponibile pillola del giorno dopo.
Diversamente dalla classica pillola del giorno dopo, che ha effetto solo nell’arco delle 72 ore successive al rapporto, la pillola dei 5 giorni dopo può essere assunta appunto fino a cinque giorni dopo il rapporto sessuale non protetto. Il farmaco tuttavia può essere assunto solo dopo un test di gravidanza poiché è tassativamente vietata l’assunzione in caso di una gravidanza in atto. È necessaria per ottenere il faramco una ricetta medica non ripetibile, che il medico compila e il farmacista ritira quando consegna il farmaco.
Entrambi i farmaci quindi (pillola del giorno dopo e pillola dei 5 giorni dopo) rientrano nella categoria dei contraccettivi di emergenza, vale a dire validi per impedire una gravidanza indesiderata se assunti entro un breve arco di tempo dopo un rapporto a rischio.

La pillola abortiva Ru486:

Non vanno confusi con la pillola abortiva, la nota RU 486 approvata in Italia nel 2009, che induce un aborto provocando il distacco dell’embrione dalla mucosa uterina e che in Italia può essere assunta esclusivamente in una struttura ospedaliera ed entro la settima settimana di gravidanza.
Argomenti alquanto delicati quindi, ed è per questo che, tornando a monte del problema, il fatto che le donne italiane non sappiano cosa sia la pillola dei 5 giorni dopo è una grave carenza oltre che una profonda mancanza di informazione.
Se dipenda dal fatto che l’introduzione del farmaco è stata accompagnata nel nostro paese da una ridda di polemiche, anche a livello politico e quindi strumentale, non è dato sapersi: certo è che l’informazione sull’argomento è ancora scarsa, quando non manchevole.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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