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Pensionati sotto i 1.000 euro: parte la mobilitazione

Nella giornata di mercoledi 20 giugno ci sarà una mobilitazione nazionale in varie città, Roma, Milano e Bari, per protestare contro gli attuali tagli e chiedere al governo attuale di intervenire su alcuni nodi principali quali reddito, fisco e welfare. Ad indirla, i sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil uniti nel chiedere misure concrete.
Quando si parla di sindacati naturalmente il rischio strumentalizzazione è dietro l’angolo: più volte dale pagine di questo giornale abbiamo evidenziato come essi rappresentino, in taluni casi, una corporazione a difesa di privilegi oltre che un ostacolo che spesso si frappone alla crescita del paese. D’altra parte anche questi, a modo, fanno politica e debbono raccogliere voti attraveso il consenso.  
Quella del 20 giugno appare tuttavia come una protesta con basi solide e piuttosto fondata: 8 milioni di pensionati sotto i mille euro che chiedono misure concrete. “Il futuro non si taglia. Più potere d’acquisto alle pensioni, più sostegno alle famiglie e patrimoniale subito”, queste le parole d’ordine che campeggiano sulla locandina.
In sostanza i pensionati chiedono al governo Monti di intervenire su alcuni aspetti principali quali reddito, welfare e fisco; in sostanza, si tratterebbe di sostenere il potere d’acquisto delle pensioni e di creare un welfare pubblico in grado di sostenere agli anziani (soprattutto i non autosufficienti).

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Otto milioni di pensionati sotto i 1.000 euro:

Dicevamo dei numeri: sarebbero circa 8 milioni i pensionati che percepirebbero meno di 1.000 euro mensili; di questi 8 milioni, circa ¼ (e soprattutto donne) starebbe addirittura sotto i 500 euro. A ciò va aggiunto che i pensionati italiani sono i più tassati d’Europa con un reddito medio più basso del 15% rispetto a quelli di Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.
Secondo una rilevazione eseguita in maniera congiunta dall’Istat e dall’Inps i pensionati totali nel nostro paese sarebbero all’incirca 16 milioni e percepirebbero in media 15.471 euro all’anno: 2/3 di loro gode di un’ unica pensione mentre 1/3 ne ha più di una. Parlando di cifre, nel 2010 quasi la metà dei pensionati avrebbe ricevuto pensioni – una o più prestazioni – per un importo medio totale inferiore ai 1.000 euro al mese, e per  il 15% dei pensionati le prestazioni addirittura non superebbero i 500 euro mensili.
Dati riferiti al 2010, mentre per quel che riguarda il 2011 e secondo dati solo INPS, in Italia vi sono in totale 13.941.802 pensionati (sempre al 2011, risultano iscritti 20 milioni di lavoratori all’INPS), vale a dire i soggetti che ricevono almeno un trattamento pensionistico a carico dell’Istituto: di questi, le donne sono la maggioranza con il 59% ma percepiscono solo il 44% del reddito pensionistico complessivo, in virtù del minor importo medio dei trattamenti: 930 euro medi mensili a fronte di 1.366 euro per gli uomini. La media del reddito mensile per questi pensionati si attesterebbe sui 1.071 euro.
In sostanza, metà circa dei pensionati italiani vivrebbe con meno di 1.000 euro mensili: una cifra ai limiti della soglia di povertà. Per loro soprattutto è prevista la manifestazione del 20 giugno. Una mobilitazione dei più tartassati dalla crisi anche in virtù del fatto che la  spending review potrebbe portare ulteriori tagli soprattutto nella sanità e nei servizi sociali.
Ed a rimetterci in quel caso potrebbero essere come sempre i più deboli, quali anziani, pensionati al di sotto dei 1.000 euro mensili e non autosufficienti.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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