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Reati sugli animali: la nuova legge per cani e gatti

Si preannuncia un giro di vite piuttosto risoluto per chi maltratta animali domestici o assume verso di questi comportamenti lesivi della loro libertà; è stato infatti approvata in via definitiva, da parte della Camera, la ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia che inasprirà le sanzioni contro chi maltratta cani e gatti. Si rischieranno da oggi pene salatissime che partono da multe pecuniarie ed arrivano addirittura al carcere.
Il testo approvato dalla Camera, infatti, aumenta le pene previste per chi  sottopone un animale a sevizie, gli provoca una lesione, gli somministra sostanze vietate ed arriva punire tali comportamenti con la reclusione dai 3 ai 18 mesi o con una multa dai 5.000 euro ai 30.000 euro.
Per chi provoca la morte di un animale, inoltre, è prevista la pena del carcere da un minimo di quattro mesi a un massimo di due anni.
Con la ratifica della convenzione vengono poi introdotte nel nostro ordinamento, due nuove tipologie di reato; il traffico illegale e l’introduzione illecita di cani e gatti di razza da paesi stranieri.

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Traffico illegale e introduzione illecita  di animali:

Per quanto riguarda il primo reato, questo sarà punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da euro 3.000 a euro 15.000 chi introdurrà, per procurarsi un profitto, animali da compagnia privi dei sistemi per l’identificazione e delle certificazioni sanitarie. La pena sarà aumentata nel caso si tratti di cuccioli.
Per quel che concerne il secondo nuovo reato, relativo all’ introduzione illegale di animali, questo è previsto nel caso in cui l’importazione di un animale avverrà da parte di un singolo soggetto, e non di un’organizzazione finalizzata a trarne profitti. La sanzione per questa eventualità arriva fino a 1.000 euro. Tutte le entrate che arriveranno dal pagamento di multe saranno destinate al Ministero della Salute, che provvederà poi a ripartire la cifra tra enti ed associazioni.
Da segnalare infine che la ratifica di questa legge avviene dopo 23 anni di attesa; la Convenzione risale infatti al 1987 e gli unici paesi che ancora non l’avevano ratificata erano i Paesi Bassi e, appunto, l’Italia.

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Scritto da

La Vera Cronaca

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