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Anche i jeans inquinano? Arriva il modello eco-compatibile

Iconico, trendy, pratico, versatile, il jeans è uno dei tessuti più amati di sempre al punto che è difficile trovare una persona che possa affermare di non aver mai indossato un jeans: ma lo sai quanto inquina un jeans? Molto probabilmente no, ecco perché nasce una campagna a sostegno della eco-compatibilità dei jeans.

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Storia del jeans nel tempo

Il jeans nasce a metà del 1800, il successo arriva qualche decennio dopo ed è dovuto a James Dean che inizia ad indossarli nei suoi film. Negli anni Settanta diventa simbolo della liberazione sessuale, simbolo di ribellione, voglia di scardinare vecchie abitudini e vecchi ruoli legati alla classe sociale. Diventa iconico.
Da allora di strada ne è stata fatta molta perché è funzionale. Ancora adesso il denim è molto utilizzato per gli abiti da lavoro perché è resistente e allo stesso tempo comodo, inoltre si contraddistingue per il suo stile. A vita bassa, a vita alta, a zampa d’elefante, skinny, push up, largo, stretto, può essere utilizzato anche per realizzare pantaloni, giacche, giubbini, borse, insomma un tessuto tuttofare che però non rende mai banale chi lo indossa.
Ha dettato e seguito le mode, ha dato agli stilisti un modo per esprimersi al meglio riuscendo a diventare anche un capo di abbigliamento elegante, tutto sta nel saper sfruttare le qualità del tessuto.

Quanto inquinano un paio di jeans

Nonostante questo, resta un tessuto che per la sua produzione richiede lavoro e impegno. Cosa vuol dire eco-compatibilità dei jeans? Se si guarda l’infografica preparata da Shopalike potrai capire i numeri dell’inquinamento prodotto dalla produzione e lavaggio dei jeans. Il componente principale di un tessuto denim usato per produrre un jeans è il cotone, la produzione di questo richiede l’uso abbondante di acqua e pesticidi.
Per produrre un kg di fibra di cotone occorrono 120 miliardi di litri di acqua. Occorre poi pensare all’inquinamento prodotto per dare al denim il colore indaco e per ricavare l’effetto vintage con pietre di pomice. A ciò si aggiunge il comportamento dei consumatori. Il tessuto denim è molto resistente, ma sono tanti i consumatori che buttano i jeans ancora integri, li lavano troppo frequentemente e in modo errato, questo contribuisce ad aumentare la richiesta di cotone per ricavare il denim.

Responsabilità sociale ed eco-sostenibilità dei jeans

Ognuno di noi può però fare qualcosa per aumentare l’eco-compatibilità dei jeans, ciò non vuol dire dover rinunciare ad un abbigliamento casual e trendy, infatti vi sono brand che producono jeans eco-compatibili, cioè prodotti attraverso l’uso di denim realizzato con cotone coltivato da aziende che riducono l’uso di pesticidi e di acqua.
Questo è possibile utilizzando varianti di cotone resistenti agli insetti. Inoltre si applicano tinture vegetali, tinture senza acqua, il lavaggio con pietre di pomice viene sostituito con tecnologia all’ozono. Oltre a scegliere jeans da coltivazioni eco-compatibili, le stesse si possono conoscere attraverso l’app Notmystyle, ognuno può contribuire prendendosi cura dei jeans, lavandoli solo quando è necessario e al rovescio.
In Italia ci sono piattaforme come Dress the Change che sono dedicate alla moda etica e ti guidano all’acquisto dei tuoi capi in modo sostenibile. Infine, quando i jeans non si usano più possono essere rimessi in vendita attraverso siti come Ebay, in modo tale da poter riciclare il proprio jeans e magari guadagnarci anche qualcosa!

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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