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Per difendere l’extra vergine stop alle vecchie oliere

Oliera extra vergine

La notizia, anche particolare e di colore, sta girando molto in queste ore suscitando curiosità; a partire dalla data di lunedì 24 novembre nei ristoranti, bar e mense varie sarà obbligatorio l’utilizzo del tappo anti rabbocco per tutti i contenitori di olio extra vergine di oliva.
Una piccola rivoluzione che riguarderà tutti i pubblici esercizi e che nasce con l’intenzione di proteggere il made in Italy; nello specifico, si tratta di uno dei prodotti nostrani più apprezzati. Il provvedimento è contenuto nell’articolo 18 (niente a che vedere con il noto articolo dello Statuto dei lavoratori) della legge comunitaria che è stato approvato dalla Camera; questo articolo prevede che sia obbligatorio indicare con al denominazione ‘miscela’ tutti gli oli non interamente prodotti in Italia ma in uno o più stati dell’Unione Europea.
In quest’ultimo caso quindi, non può essere utilizzata la denominazione ‘made in Italy’. Una misura orientata a combattere il proliferare dei prodotti contraffatti e le famigerate truffe del made in Italy: negli ultimi anni è in costante aumento la circolazione di merci falsificate che ha intaccato quello che un tempo era un nostro vanto agli occhi del mondo.
Il mito del ‘fatto in Italia’ sta lentamente morendo sotto i colpi dei falsari. E la deriva non riguarda solo pezzi di abbigliamento, ma anche cosmetici, prodotti per l’igiene e prodotti alimentari. Come nel caso dell’ olio extra vergine di oliva.

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Le nuove oliere:

Via al tappo anti rabbocco per contrastare le truffe; che, leggendo i numeri, riguarderebbero 2 bottiglie su 3 dei pubblici esercizi dove le classiche oliere verrebbero allungate con prodotti di altri paesi spacciati per italiani.
Niente di più facile: una bottiglia con la scritta made in Italy che viene facilmente riempita con olio proveniente da qualsiasi altro paese. Da oggi tutti gli oli di oliva presenti nelle confezioni in un pubblico esercizio (si vanno quindi ad escludere gli oli impiegati in cucina per la preparazione dei pasti) dovranno essere inseriti in appositi contenitori con dispositivi di chiusura tali da evitarne la manomissione.
Più nello specifico, i contenitori dovranno essere etichettati secondo la normativa vigente e la chiusura dovrà essere tale che il contenuto non possa essere alterato senza che la confezione sia compromessa; un sistema di protezione che sostanzialmente non consente il riutilizzo di una confezione una volta che questa sia esaurita.
Per chi non utilizzerà queste nuove oliere munite di tappo anti rabbocco scatteranno sanzioni anche piuttosto pesanti: da 1000 a 8000 euro con annessa confisca del prodotto.

La contraffazione dell’ olio extra vergine di oliva

La legge salva olio nasce dall’esigenza di proteggere uno dei prodotti simbolo della dieta mediterranea che da un po’ di tempo è sotto attacco: la produzione nazionale dell’ olio extra vergine di oliva è diminuita del 35% mentre le importazioni sono in costante aumento.
Il risultato è che, spesso e volentieri, gli oli importati vengono mischiati con quelli nostrani ed etichettati con il marchio ‘made in Italy’. La locuzione ‘miscela di oli di oliva comunitari’, già prevista dalla norma, quasi mai è adottata sulle bottiglie o, quando lo è, appare in dimensioni ridotte e in posizioni difficilmente visibili.
Ecco perché a corredo delle novità di cui sopra è previsto anche di introdurre una particolare nota cromatica per differenziare gli oli prodotti con miscele da quelli made in Italy.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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