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Decreto del fare: ecco le misure principali

È stato battezzato con abile manovra mediatica il ‘decreto del fare’ e contiene una serie di misure che dovrebbero ridare slancio a diversi campi al nostro paese; stiamo parlando del provvedimento approvato nelle scorse ora dal governo Letta, un campionario di norme (80 articoli) che ha messo d’accordo gran parte degli schieramenti politici orientati in questa fase a scrollarsi di dosso l’etichetta di immobilismo.
Come detto, il decreto del fare contiene una serie di misure che andranno ad influire su diversi settori e campi di interesse; andiamo a vedere cosa prevede esattamente il decreto e quali modifiche potrebbe apportare.
La prima novità riguarda Equitalia; il decreto appena licenziato prevede infatti importanti novità al riguardo quali la non pignorabilità della prima casa (a meno che non sia un immobile di pregio) e la rateizzazione per il pagamento dei debiti; aumenterà da due ad ottobre il numero massimo di rate inevase per mantenere comunque la rateizzazione del debito fiscale.

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Novità per università e imprese:

Altra novità introdotta nel decreto, quella relativa ad università e ricerca; per quel che riguarda le assunzioni salirà il turnover dal 20 al 50%. Saranno assunti 1500 professori ordinari ed altrettanti ricercatori. Previsti inoltre 19 milioni di euro in borse di studio per studenti diplomatisi con un punteggio da 95/100 a salire. A trarre benefici anche l’edilizia scolastica; saranno infatti stanziati 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016 per la manutenzione degli edifici scolastici al fine di aumentarne il livello di sicurezza.
Parlando di imprese, saranno messi a disposizione 5 miliardi di euro per rifinanziare la legge Sabatini sull’acquisto di macchinari per le piccole imprese. Sarà inoltre rafforzato il fondo di garanzia per le Pmi, per le quali sarà prevista anche una facilitazione per l’accesso al credito ed un risparmio di circa 450 milioni di euro legato ad una diminuzione di oneri (alcuni relativi alla sicurezza sul lavoro).

 

Giustizia civile e opere pubbliche: cosa cambia

Novità anche per quel che riguarda la giustizia civile; verranno intraprese nuove misure che nelle intenzioni dovrebbero consentire lo smaltimento di 1 milione e 200 mila pratiche arretrate. A questo si aggiungeranno ulteriori provvedimenti per cercare di rendere più veloci i processi; il tutto passerà anche dal ripristino della mediazione obbligatoria, eliminata dalla Corte Costituzionale, previo apporto di modifiche rispetto alla precedente versione.  
Il Decreto del fare porterà novità anche in materia di cittadinanza: lo ius soli che molti auspicano è ben lungi dal realizzarsi, tra le novità del decreto saranno previste una serie di semplificazioni per far acquisire la cittadinanza ai ragazzi stranieri nati in Italia che compiono 18 anni anche “in caso di eventuali inadempimenti di natura amministrativa” da parte dei genitori. Per poter dimostrare la propria presenza nel nostro paese sarà sufficiente presentare come prova anche solo certificati scolastici e medici.
Veniamo alle opere pubbliche, per le quali è previsto il cosiddetto sblocco-cantieri tramite uno stanziamento di circa 3 miliardi di euro per piccole, medie e grandi opere; un’iniezione di liquidità per tutti quei cantieri aperti e poi chiusi per mancanza di soldi quali l’asse viario del quadrilatero Umbria – Marche; linea C della metro di Roma, tratta Colosseo – Piazza Venezia; collegamento ferroviario tra Piemonte e Valle d’Aosta.

Internet wi-fi: verso la liberalizzazione

Importanti novità anche in materia di nautica: stop alle tasse per barche piccole (fino a 14 metri), dimezzamento per imbarcazioni medie sotto la soglia dei 18-20 metri. Rimane invece inalterata la tassa per le grandi barche.
Per quel che riguarda la Pubblica Amministrazione, il decreto stabilisce che le amministrazioni saranno ritenute responsabili dei ritardi; in caso di ritardi nei procedimenti le P.A. dovranno indennizzare le imprese,
Ultimo aspetto del decreto del fare, quello relativo ad internet ed alla Wi-Fi; si va sempre più verso una completa liberalizzazione della rete internet e nell’utilizzo pubblico della rete non sarà più richiesta l’identificazione degli utenti. I gestori avranno solo l’obbligo di assicurare la tracciabilità dell’ indirizzo IP del device, per il resto sarà tutto libero come già avviene in molti paesi europei.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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