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Ci si devono aspettare restrizioni Covid per Natale?

Con i tassi di ospedalizzazione Covid in aumento in Italia, ci si domanda quanto sia probabile che vedremo un ritorno delle restrizioni sanitarie durante le festività natalizie. I dati forniti dal ministero della Salute italiano continuano a segnalare, ogni settimana, un peggioramento della situazione, il che potrebbe far apparire all’orizzonte un ritorno al passato.
In particolare il pericolo potrebbe essere quello che alcune regioni possano essere nuovamente soggette a restrizioni nelle prossime settimane, il che ovviamente grava come una spada di Damocle su ciò che potrebbe essere il periodo di vacanze tra Natale e Capodanno.
A fronte di questo va comunque evidenziato che, da quanto si vede, un’eventuale ripresa della pandemia durante le feste di Natale avrebbe un impatto differente rispetto allo scorso anno in materia di restrizioni. Le feste natalizie del 2020 hanno visto le dure restrizioni delle zone “rosse” e “arancioni” che hanno fortemente limitato i viaggi, gli eventi e la socializzazione.

Non ci saranno restrizioni come lo scorso anno?

Quest’anno, che comunque vede la maggior parte della popolazione vaccinata, il ritorno di restrizioni così rigide sembra finora improbabile nonostante la curva in aumento in Italia (e non solo). Ad oggi il quadro è differente, con tassi di infezione e ospedalizzazione notevolmente inferiori al confronto e la stragrande maggioranza della popolazione vaccinata, come si diceva.
Il governo italiano sembra abbastanza fiducioso che non saranno necessarie ulteriori restrizioni durante le vacanze, con il ministro della Salute Roberto Speranza che ha dichiarato questa settimana che “sarà un Natale come un altro prima del Covid, se i reparti ospedalieri riusciranno a tenere il passo“.
Mentre ogni regione d’Italia è attualmente soggetta a regole di “zona bianca” a bassa restrizione, il paese non ha abbandonato il suo sistema a più livelli di misure sanitarie. Un ritorno alle regole della zona “gialla” significherebbe che le mascherine sarebbero necessarie all’aperto, oltre a nuove restrizioni su alcune attività come i ristoranti.

Cosa potrebbe accadere con eventuali nuove restrizioni

Ma se le regioni sono collocate nelle zone “arancioni” o “rosse” ad alto rischio, è probabile che ciò significhi chiusure di attività commerciali, restrizioni di viaggio e altre misure più severe. Da ricordare sempre che, ad oggi, l’Italia oggi ha uno dei più bassi tassi di casi di infezioni e ricoveri in Europa e il secondo più alto tasso di vaccinazione tra i più grandi Stati membri dell’UE, dopo la Spagna.
Il miglioramento della situazione sanitaria in Italia quest’anno è dovuto al ciclo di vaccinazioni effettuate, oltre a comportamenti virtuosi dei nostri connazionali che rispettano le regole su distanziamenti, uso mascherine, green pass, molto più che in altri paesi. In sostanza quello 2021 potrebbe essere un Natale caratterizzato da una maggiore socialità rispetto allo scorso anno. Sempre con misure di sicurezza da seguire, massima attenzione e green pass da esibire.

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