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Opg: ad un anno dalla chiusura 4 sono ancora attivi

È passato esattamente un anno: era il 31 marzo 2015 la data entro la quale lo stato italiano avrebbe dovuto mettere un punto definitivo sugli Opg, ovvero gli ospedali psichiatrici giudiziari dove sono reclusi gli autori di reato giudicati incapaci di intendere e di volere e che siano al contempo socialmente pericolosi.
Strutture definite per anni come i nuovi manicomi e nate nel 1978 a seguito della nota legge 180 (legge Basaglia) che sancì la definitiva chiusura dei manicomi veri e propri.
Data di chiusura che aveva già visto un ritardo se è vero che, in un primo momento, era stata indicata per il 31 marzo 2014 ma che era stata prorogata di un anno dopo che il decreto svuotacarceri del governo Monti aveva addirittura previsto la cancellazione degli Opg entro il 31 marzo 2013.
In sostanza oggi, a distanza di tre anni, siamo ancora qui a parlare di una chiusura che è avvenuta ma soltanto sulla carta.

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In Italia quattro Opg ancora attivi:

Si perchè, ad oggi, sono ancora 4 le strutture aperte con 90 persone detenute in modo illegale. In Italia gli Opg, ex manicomi giudiziari, erano 6: Barcellona Pozzo di Gotto, Aversa, Napoli, Montelupo Fiorentino, Reggio Emilia, Castiglione delle Stiviere.
Ad oggi 4, precisamente Montelupo Fiorentino, Reggio Emilia, Aversa e Barcellona Pozzo di Gotto, sono ancora attivi e ospitano 90 detenuti malgrado la legge 81 del 31 marzo del 2014 tramite la quale l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano definendoli luoghi di ‘estremo orrore’ ne sanciva la chiusura entro il 31 marzo 2015.
I perchè di queste strutture ancora operanti sono da ricercare, come sempre, nella burocrazia italiana e nella legge farraginosa.

 

Mancano ancora le nuove strutture:

La legge prevedeva infatti di trasferire tutte le persone detenute negli Opg presso nuove strutture appositamente nate. Si tratta delle cosiddette Rems, finanziate con 172 milioni da tutte le Regioni.
Strutture più accoglienti, più piccole, attrezzate per una riabilitazione e senza celle al loro interno come invece erano previste negli ospedali psichiatrici giudiziari.
Ebbene queste Rems (Residenze regionali per l’esecuzione della misura di sicurezza) dovevano essere predisposte dalle singole regioni; solo che non tutte hanno agito in modo tempestivo con il risultato che oggi alcune regioni non hanno ancora predisposto le Rems necessarie.

I ritardi delle singole Regioni:

È il caso ad esempio di Calabria, Abruzzo, Piemonte, Toscana, Puglia e Veneto; mancanza che ne ha portato al commissariamento. Al riguardo è stato nominato un Commissario unico per il superamento degli ex ospedali psichiatrici giudiziari, Franco Corleone.
A breve sono previste le aperture di Rems in Abruzzo, Piemonte e Calabria; in Veneto e Toscana verrà aumentata la capienza delle strutture attuali. Per quanto riguarda gli Opg ancora operanti, entro due mesi dovrebbe chiudere definitivamente Aversa, mentre per Reggio Emilia i tempi dovrebbero essere pù brevi; qualche settimana, anche se in questi casi il condizionale è sempre obbligatorio.
L’obiettivo finale, secondo le parole del Commissario unico per il superamento degli ex ospedali psichiatrici giudiziari, Franco Corleone, è quello di arrivare ad avere in Italia 30 Rems in tutto.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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