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Bollo auto: quali novità in vista per il 2018

Novità sostanziali in vista del 2018 per quanto riguarda il bollo auto, ovvero uno dei tributi più invisi agli italiani. Quando si parla di bollo auto si fa riferimento ad una vera e propria tassa automobilistica che va a gravare direttamente su chiunque possieda un veicolo, tranne rari casi di esenzione.
Il bollo è un tributo da pagare annualmente e a prescindere dal fatto che il veicolo sia circolante o meno; una tassa sul possesso, né più né meno. Ebbene detto della definizione di bollo auto, andiamo a vedere quali novità su questo tema potrebbero riguardare gli automobilisti a partire dal prossimo anno, il 2018.

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Prescrizione più lunga

La notizia non renderà certamente felici coloro i quali non pagano il bollo auto, o non lo hanno pagato in passato, e temono di avere problemi legati a questa mancanza (che qualche volta può anche essere non voluta ma incidentale).
Ebbene, la prescrizione per bollo auto non pagato passa da 3 a 10 anni: una sentenza della Cassazione datata 2014 aveva stabilito che il mancato pagamento del bollo auto doveva cadere in prescrizione dopo 3 anni a patto che si facesse regolare causa.
Quindi, se a 3 anni dal mancato versamento del tributo, la cartella esattoriale ancora non era arrivata, l’utente poteva considerarsi salvo e l’esazione dell’importo non dovuta illegittima. A partire dal 2018 regole più chiare e ferre: a chi non pagherà il bollo auto potrà succedere di essere raggiunto da cartella anche dopo anni; 10, per la precisione, questo il limite massimo a partire dal quale scatterà la prescrizione.

Un provvedimento retroattivo

Cosa ancor più grave, il provvedimento avrà valore retroattivo: ciò significa che un bollo auto non pagato pochi anni fa e che, teoricamente, rientrava nella prescrizione in quanto passati i 3 anni, potrebbe ora presentarsi nuovamente come tributo da pagare.
Per fare un esempio: chi non aveva pagato un bollo auto nel 2015, avrebbe potuto considerarsi salvo a partire dal 1 gennaio 2018, data in cui si sarebbero scavallati i tre anni esatti. Ma non sarà così perché, con la nuova impostazione, i tempi sono allungati al 2025.
Da capire se questa modifica possa avere qualche profilo di incostituzionalità, come spesso quando si parla di retroattività e di diritti già acquisiti da un utente.

Esenzioni per il bollo auto

L’esenzione del bollo continua a spettare a determinate categorie di veicolo: si parla quindi di tutte le auto cosiddette storiche, ovvero quelle che abbiano almeno 30 anni di anzianità (fa fede la data di immatricolazione riportata sul libretto di circolazione o su un equivalente documento).
La legge in materia era già cambiata il 1 gennaio 2015 quando erano stati esclusi dall’esenzione i veicoli con almeno 20 anni di anzianità; e questo a prescindere dall’interesse storico della vettura.
Esenti dal pagamento del bollo anche invalidi con ridotte limitazioni permanenti della capacità motoria a patto che il veicolo sia a loro intestato e sia stato adattato alle esigenze del conducente con le dovute modifiche.
Tante novità ed alcune conferme per una delle tasse più discusse e odiate dagli italiani: il bollo auto.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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