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Prezzi carburanti: da marzo aumentano benzina e diesel

Come al solito ci risiamo; mancano i soldi e si aumenta il prezzo della benzina. Niente di nuovo o di non già visto. A partire da sabato 1 marzo l’accisa sulla benzina subirà infatti un incremento passando da 728,40 euro per mille litri a 730,80. Vale a dire,  un aumento di 0,24 centesimi al litro. Stessa sorte per il gasolio, la cui accisa salirà da 617,40 a 619,80 per mille litri anche qui con un + 0,24 centesimi al litro.
Un aumento già previsto da tempo, dall’agosto 2013 perla precisione, quando all’interno del noto ‘decreto del Fare’, ovvero la legge n.98 “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia” tale aggravio era stato previsto come copertura finanziaria per alcune voci, tra cui la legge Sabatini sui finanziamenti alle PMI. Aggravio che, sempre in base a quella legge, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2014.
Automobilisti ancora una volta utilizzati come bancomat; e non è una novità considerando che sui carburanti incide una doppia tassazione: ovvero l’iva più le accise per l’appunto. Il prezzo della benzina è sostanzialmente composto da 3 fattori: costo del prodotto e margine di guadagno, che incide al 31.33% sul prezzo complessivo; accise, vale a dire tutte le imposte di carattere locale, regionale o statale di cui il prodotto è gravato e che incidono per il 52,00% sul prezzo complessivo; Iva,  che incide per il 16,67% sul totale pagato.

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L’aumento del prezzo dei carburanti:

Un aumento al quale gli italiani hanno ormai fatto l’abitudine, se è vero il dato fornito in queste ore dalla Cgia di Mestre; ovvero che negli ultimi quattro anni le accise sono state ritoccate per dieci volte e l’Iva per due volte. Dal 2010 al 2014 quindi, facendo un esempio pratico, un’automobile a benzina che percorre 15mila chilometri costerà 257 euro in più, mentre una diesel ne costa 388 in più. Oltre 130 euro di incremento nel giro di quattro anni.
Un aumento del prezzo dei carburanti che si abbatterà, come ovvio, sulle categorie più fragili socialmente quali le famiglie meno abbienti, ma anche su determinate categorie professionali che utilizzano il mezzo di trasporto per lavoro: dai tassisti agli autotrasportatori passando per noleggiatori d’auto ed agenti di commercio.  
L’ennesimo incremento del prezzo della benzina potrebbe scoraggiare ulteriormente i cittadini dall’utilizzo dell’automobile; non più tardi di alcune settimane fa i petrolieri italiani avevano messo in evidenza una situazione piuttosto critica in materia di carburanti: problematiche relative al calo dei consumi di energia oltre che, per l’appunto, all’eccessivo peso delle tasse sui carburanti.
Una componente fiscale che è arrivata ad incidere per il 60% sul prezzo finale dei carburanti e che continua tuttavia ad aumentare facendo lievitare costantemente le spese necessarie al mantenimento del’automobile. In materia di carburanti l’Italia può ‘vantare’ il peso fiscale più alto d’Europa.

 

I consumatori corrono ai ripari:

I rimedi che i consumatori mettono in atto contro il caro-benzina sono sempre i medesimi: rifornirsi ai punti ‘fai da te’ o nei distributori ‘no logo’, dove si riesce a risparmiare qualche centesimo di euro; utilizzare con più frequenza soluzioni alternative per gli spostamenti, come i mezzi pubblici o, ove possibile, la bicicletta; idee innovative come ad esempio il car sharing, ovvero condividere la propria automobile con altre persone per risparmiare sulle spese.
Ciò può avvenire in maniera drastica, ovvero lasciando che la macchina venga utilizzata da altri quando non se ne ha bisogno; o, in modo più soft, offrendo passaggi in cambio di un contributo sulla benzina. Un’idea vecchia come il mondo ma che la rete ha rilanciato rendendola innovativa: non a caso un sito  come blablacar, community che mette in contatto conducenti e passeggeri per offrire e trovare passaggi in auto, sta letteralmente spopolando.

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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