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Superbonus e stop alle cessioni credito. Cosa succederà?

Il Governo Meloni ha deciso, stop alle cessioni dei crediti per tutti i bonus edilizi ed energetici: una stretta che nasce dall’esigenza di bloccare la cessione del credito per lavori eseguiti sulla propria abitazione e che, secondo l’attuale Governo, sarebbe costata oltre 100 miliardi, ovvero 2mila euro per ogni cittadino italiano. Una misura che ha messo in allarme buona parte del paese, a partire dalle aziende (che fin qui hanno fatto affari d’oro, in alcuni casi anche in modo illecito) oltre che i cittadini che avevano magari avviato l’iter per la richiesta e si trovano ora in una situazione di totale incertezza.

Cosa è il Superbonus

Il superbonus è un’opportunità che può portare grandi vantaggi a chi intende effettuare interventi di ristrutturazione edilizia. Si tratta di una misura che prevede un incentivo fiscale per chi effettua lavori di ristrutturazione edilizia e di efficientamento energetico. Questo incentivo consiste in una detrazione fiscale del 110% sulle spese sostenute per i lavori.
Il tutto tramite la cosiddetta cessione del credito, un meccanismo che consente di trasferire ad un terzo la detrazione fiscale spettante per i lavori di ristrutturazione edilizia. In questo modo, chi effettua i lavori può ricevere subito il denaro, senza dover attendere il rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Lo stop alla cessione del credito

Con la legge di bilancio è stato introdotto uno stop alla cessione del credito per il superbonus. Questo significa che chi effettua i lavori non può più cedere il credito a terzi, ma deve utilizzarlo direttamente in compensazione con le imposte. La principale conseguenza dello stop alla cessione del credito è che chi effettua i lavori non può più avere a disposizione subito il denaro. Inoltre, se il contribuente non ha un debito fiscale da saldare, non potrà utilizzare il credito e dovrà attendere la successiva dichiarazione dei redditi per ottenere il rimborso.

Gli effetti del superbonus sull’economia

Il Superbonus è stato introdotto, come detto, per incentivare la ristrutturazione edilizia e l’efficienza energetica, contribuendo allo sviluppo sostenibile dell’economia. Secondo uno studio condotto da Nomisma, i benefici economici del Superbonus possono essere suddivisi in tre categorie:

  1. Effetti diretti: il Superbonus ha generato un incremento degli investimenti nella ristrutturazione edilizia, con un aumento del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ciò ha portato alla creazione di nuovi posti di lavoro e al rilancio del settore edilizio.
  2. Effetti indiretti: il Superbonus ha avuto un impatto positivo sull’indotto economico, attraverso l’aumento della domanda di materiali da costruzione e servizi connessi alla ristrutturazione edilizia. Questo ha creato nuove opportunità per le imprese e i professionisti del settore, contribuendo a rafforzare il tessuto economico locale.
  3. Effetti indotti: il Superbonus ha stimolato la domanda di immobili, grazie all’aumento dell’efficienza energetica e alla riduzione dei costi di gestione. Ciò ha favorito la ripresa del mercato immobiliare, incrementando la domanda di mutui e favorendo l’accesso alla casa per le famiglie italiane.

In sostanza se lo stop al Superbonus dovesse essere confermato, verrebbero meno tutti questi requisiti e le conseguenze potrebbero riguardare vari settori della società.

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Scritto da

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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