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Perchè Berlusconi è tornato eleggibile

Ha destato grande clamore la riabilitazione di Silvio Berlusconi da parte del Trinunale di Sorveglianza di Milano. Un evento che rende nuovamente eleggibile il fondatore di Forza Italia e che, secondo alcuni addetti ai lavori, porrebbe una ipoteca non da poco sulla situazione politica italiana.
Proprio il fatto che attualmente Berlusconi sia fuori dal Parlamento, potrebbe infatti spingere il leader del centrodestra ad opporsi alla formazione di un governo e puntare magari su nuove elezioni, in autunno, per poter tornare a fare la parte del leone nel suo schieramento politico.
Naturalmente resta da capire se la Procura Generale di Milano deciderà a sua volta di impugnare la sentenza, chiamando ad esprimersi la Corte Suprema. A caldo, il Procuratore Generale Roberto Alfonso, interpellato dai cronisti su quanto accaduto, ha infatti affermato la necessità di leggere meglio le motivazioni della sentenza. Il termine ultimo per proporre ricorso è comunque fissato al 29 maggio. Fatto sta che la storia politica di Silvio Berlusconi si arricchisce di un nuovo capitolo.

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I perché della riabilitazione del Cavaliere

Nel frattempo, l’opinione pubblica si interroga sui motivi che hanno spinto il tribunale di Milano ad accogliere l’istanza di Berlusconi. A spiegarlo sono proprio le carte, a partire dalle relazioni delle Questure del capoluogo milanese e di Roma, tenute a pronunciarsi sulla buona condotta. I documenti prodotti, sono infatti andati ad attestare un comportamento del tutto privo di segnalazioni tali da avere rilevanza in negativo.
Anche per quanto riguarda i procedimenti giudiziari in cui è ancora implicato il Cavaliere, in particolare quello relativo ai suoi rapporti con Ruby e al ruolo che avrebbe svolto nelle stragi del 1993, non sarebbero un ostacolo apprezzabile.
Il Tribunale meneghino non ha poi mancato di rilevare come il tycoon di Mediaset abbia ottemperato ai suoi obblighi verso il fisco, versando all’Agenzie delle Entrate oltre 10 milioni di euro. Inoltre Berlusconi può vantare al suo attivo anche il periodo di affidamento in prova ai servizi sociali presso la struttura di Cesano Boscone in cui è stato chiamato a svolgere assistenza ai malati di Alzheimer.

Perché Berlusconi era stato dichiarato non candidabile nel 2013

Le denunce collezionate nel 2013, per diffamazione e scambio elettorale, sono state archiviate e quindi non più in grado di ostacolare la riabilitazione: il fatto che sia ancora in piedi il procedimento escort-Tarantini presso il Tribunale di Bari non ha creato ostacoli alla riabilitazione.
La somma di questi fattori, insomma, sarebbe alla base della riabilitazione, grazie alla quale il leader di Forza Italia non è più soggetto agli effetti della legge Severino, con la quale era stato dichiarato incandidabile per sei anni.
Proprio in forza di questa normativa, il Senato della Repubblica aveva votato sul finire del 2013 la decadenza dell’ex Presidente del Consiglio, escludendolo dal Parlamento. A causarla era stata la condanna a quattro anni di reclusione, coperti per un triennio da indulto, arrivata in capo al processo per la questione dei diritti televisi Mediaset.

Gli effetti della riabilitazione

Va anche ricordato come resti comunque in piedi il ricorso presentato dagli avvocati di Berlusconi presso la Corte Europea per i diritti dell’Uomo. La sentenza in questo caso arriverebbe nel corso dell’autunno, risultando però del tutto inutile, in quanto con il ripristino dell’agibilità politica, il Cavaliere potrebbe già essere tornato a svolgere le sue prerogative di leader.
Naturalmente restano da vedere gli effetti reali di quanto accaduto. Secondo alcuni osservatori Berlusconi potrebbe ora usufruire delle dimissioni di qualche parlamentare del suo partito per presentarsi in lizza nel collegio uninominale interessato, naturalmente in uno di quelli considerati blindati.

Come Berlusconi rientrerà in politica

Altri, però, paventano il rischio che il leader di Forza Italia decida di sfruttare la rinnovata agibilità politica per mandare all’aria la trattativa in corso tra M5S e Lega Nord. Un evento di questo genere aprirebbe le porte ad una nuova tornata elettorale, che vedrebbe anche Berlusconi in campo, addirittura con il ruolo di candidato Premier.
Un ruolo che però passerebbe attraverso il ridimensionamento di Matteo Salvini, che in questi ultimi mesi ha invece assunto sempre di più il ruolo di vero e proprio traino per lo schieramento che ha vinto le ultime elezioni politiche.
Anche il mondo della politica, si interroga quindi sugli effetti della sentenza milanese, proprio mentre M5S e Lega Nord cercano di trovare l’accordo sul prossimo governo, in modo da evitare un ritorno alle urne che potrebbe risultare traumatico per un Paese ancora in evidente difficoltà.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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