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Le ragioni oscurate della protesta in piazza

Doveva essere una protesta pacifica. Ed in parte lo è stata, nonostante i principali media nazionali abbiano riservato un posto d’onore solo all’aspetto violento dell’ evento: quello dei black bloc che riescono a mettere a ferro fuoco una città come Roma, per la seconda volta.
Il circuito tradizionale dell’informazione si è fermato qui: davanti a ragazzi incappucciati che senza difficoltà lanciano estintori, sradicano cartelli stradali per sfondare le vetrine dei negozi, bruciano automobili e cassonetti.
Immagini dal notevole impatto mediatico che non hanno reso giustizia al vero corteo: quello composto dagli italiani per bene e indignati, scesi in piazza in modo civile per manifestare il proprio sdegno nei confronti di un’intera casta politica corrotta e lontana dai reali bisogni del Paese.
Un corteo, per l’appunto, senza troppe bandiere politiche e in cui sono confluiti gli studenti, gli occupanti del Teatro Valle, i precari, i pensionati, i lavoratori e in generale tutte quelle centinaia di persone che sabato hanno voluto lanciare un messaggio di indignazione generale (per altro condiviso dall’Europa intera per via della profonda crisi e della non equa ripartizione dei beni tipiche del nostro tempo).

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Manifestanti veri e frangia violenta:

Moltissimi, infatti, sono stati gli striscioni che ieri pomeriggio hanno accompagnato il corteo degli indignati: ”stiamo andando a puttane”, ”contro lo schifo imperituro”, ”meno banche più banchi, più piazza meno affari”, ”l’Italia non è un bordello”, ”no al reddito precario”, ”un altro mondo è possibile”: slogan che per buona parte racchiudono il senso più vero della protesta. Tuttavia è soprattutto la rete a raccogliere, il giorno dopo, la reale indignazione dei cittadini e a ricostruire, tramite i social network, le tappe principali del corteo.
Su Facebook si rincorrono infatti senza sosta commenti, post, fotografie e testimonianze dei manifestanti, che ricostruiscono il senso pacifico della manifestazione dissociandosi dalla frangia violenta, l’unica che, a quanto pare, è riuscita a catturare l’attenzione dell’ opinione pubblica. Moltissimi sono del resto i messaggi di condanna nei confronti dei telegiornali, colpevoli di aver dato spazio nei loro servizi soltanto alla minoranza violenta del corteo, e tante restano le domande a cui i cittadini vorrebbero trovare giustamente una risposta.
Perché l’1% dei teppisti ha oscurato il 99% degli indignati? Perché Piazza San Giovanni, che doveva ospitare una pacifica protesta contro la costruzione oligarchica della società, è diventata un luogo guerriglia urbana? (soprattutto se,come ha detto il sindaco Alemanno, si sapeva da settimane)? Perché è accaduto solo in Italia? (per la seconda volta, considerando i fatti dello scorso Dicembre)? Chi sono i black bloc che sabato pomeriggio hanno dato origine a una guerriglia urbana?

Black bloc e forze dell’ordine:

Ugualmente numerosi sono del resto i commenti di utenti convinti che i black bloc sarebbero teppisti infiltrati appositamente per distogliere l’attenzione della massa, per creare un qualunquismo fuorviante nei confronti dei manifestanti, senza i dovuti distinguo.
Tanta solidarietà è stata espressa invece nei confronti delle forze dell’ordine, anch’esse colpite dalla crisi, per aver fronteggiato con responsabilità una vera e propria battaglia. E’ stata proprio la polizia, tramite le dichiarazioni del segretario generale dell’Ugl, Walter Mazzetti, a sottolineare ”la grave sottovalutazione della manifestazione da parte del Ministro degli Interni, Maroni, poichè da tempo si sapeva che il corteo degli indignati sarebbe stato imponente e avrebbe potuto sfociare anche in violenze. I feriti registrati sono l’ennesimo tributo che le forze dell’ordine stanno pagando ai teppisti di professione. I fatti di Roma dimostrano che mentre il governo continua a tagliare i fondi e le risorse al comparto sicurezza e agli operatori, i poliziotti e gli altri appartenenti alle forze dell’ordine vengono costretti a fronteggiare violenti di tutti i tipi con mezzi e modalità operative palesemente inadeguati”.
Tutti i politici condannano apertamente la violenza che si è protratta indisturbata nel corso della manifestazione di sabato ma, quanto alle ragioni della protesta stessa, tacciono. L’indignazione dei cittadini, in questo modo, non potrà che aumentare.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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