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Draghi: un “Super Mario” per risolvere i problemi

L’ex capo della BCE Mario Draghi ha accettato di provare a formare un governo non politico (almeno così parrebbe, anche se in molti spingono per una soluzione politica) per guidare l’Italia attraverso le varie crisi che la attanagliano: quella della pandemia di coronavirus e la susseguente crisi economica. Il tutto dopo che le ultime negoziazioni tra i partiti politici non sono riuscite a produrre una valida coalizione di governo.
Il presidente italiano Sergio Mattarella ha incontrato Draghi, a cui si attribuisce il merito di aver salvato l’euro durante la crisi del debito in Europa, e gli ha conferito il mandato di provare a formare un nuovo governo per sostituire la coalizione giallorossa, quella formata da Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico guidata dal premier Giuseppe Conte.

La sfida che attende Draghi

Le prime parole di Draghi sono state piuttosto esplicative: accetta il mandato ben conscio del fatto che l’Italia deve affrontare le molteplici sfide di una crisi sanitaria, una campagna vaccinale nazionale e una recessione economica e allo stesso tempo avrà risorse “straordinarie” dall’Unione Europea per cercare di aiutare il rilancio dell’economia.
È un momento difficile“, ha detto Draghi, 73 anni ed un curriculum da fare invidia; se ne era parlato spesso in passato, evocato quasi come una sorta di manna dal cielo a più riprese ed in modo trasversale. Oggi la scelta è diventata realtà a causa della crisi, innescata dal ‘solito rottamatore’ Matteo Renzi, uno bravo a farsi i calcoli in ottica politica personale.
La sfida che attende Draghi è di quelle da far accapponare la pelle: a partire proprio dalla formazione di una coalizione di governo, fattore non così scontato visto che l’ex governatore della Banca Centrale Europea dovrà fare i conti con le avversità di molti partiti all’interno del parlamento.

le sfide che attendono Draghi

Per i 5 Stelle, un governo Draghi imposto da Mattarella pone un dilemma quasi esistenziale. Il movimento populista anti-establishment è emerso come una potente forza politica in parte come risposta all’ultimo governo tecnocratico italiano guidato da Mario Monti, tra il 2011 e il 2013.
Nel frattempo i mercati e gli analisti hanno reagito positivamente a un possibile mandato di Draghi, con il calo dei costi di finanziamento e l’indice FTSE MIB di riferimento della Borsa di Milano che ha registrato un rally del 2,7% nelle prime negoziazioni.
Gli stessi analisti di UniCredit hanno emesso una nota affermando che un governo potenziale presieduto da Draghi sarebbe visto “soprattutto dagli investitori di mercato, come una soluzione molto buona nel breve termine”. La speranza è che ciò si confermi anche nel futuro prossimo, che visto da qui non sembra essere propriamente roseo.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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