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Il lavoro del bidello: un mestiere spesso bistrattato

Quella del bidello è una delle figure professionali più caratteristiche del panorama lavorativo; una professione romantica, legata al passato e spesso e volentieri bistrattata o denigrata salvo poi dover ammettere la sua grande importanza per un funzionamento equilibrato del sistema scolastico.
La figura lavorativa del bidello rientra nella categoria del personale Ata, personale amministrativo, tecnico ed ausiliario definito nel contratto collettivo nazionale di lavoro con le seguenti caratteristiche: “Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario statale degli istituti e scuole di istruzione primaria e secondaria, degli istituti d’arte, dei licei artistici, delle istituzioni educative e degli istituti e scuole speciali statali, assolve alle funzioni amministrative, contabili, gestionali, strumentali, operative e di sorveglianza connesse all’attività delle istituzioni scolastiche, in rapporto di collaborazione con il dirigente scolastico e con il personale docente”.

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Le funzioni del bidello:

La figura del bidello, o collaboratore scolastico secondo una dizione nuova a più corretta, va a svolgere funzioni di addetto ai servizi generali della scuola con compiti di accoglienza e di sorveglianza degli alunni, (nei periodi di pausa dalle attività didattiche) di pulizia dei locali, degli spazi scolastici e degli arredi, di vigilanza e assistenza durante il pasto, di custodia e di sorveglianza generica sui locali della scuola e di collaborazione con i docenti.
Una figura storica nel panorama scolastico, un punto di riferimento che, nella mente degli alunni, si colloca a metà tra quel timore reverenziale esercitato da persone che hanno una qualche autorità e la complicità che inevitabilmente va a crearsi.
Sentimenti contrastanti quindi, come contrastanti sono talvolta le opinioni che circolano su questo mestiere: spesso trascurato o guardato dall’alto in basso, snobbato dalle generazioni attuali che non sembrano prendere in considerazione una simile ipotesi di lavoro il bidello si occupa del buon funzionamento dell’edificio oltre che della sicurezza di alunni e docenti.
Le attitudini caratteriali, inutile dirlo,devono essere delle migliori ed è richiesta una grande pazienza oltre che un buon approccio verso i bambini ed i ragazzi in generale, capacità di collaborazione e di risoluzione di problematiche varie, oltre che disponibilità a svolgere lavori manuali quali la pulizia dei locali scolastici. Come si capisce, non è facile e soprattutto non è una cosa da tutti.

Come diventare bidello:

Ma come si diventa bidello e cosa si deve fare per intraprendere la professione di collaboratore scolastico? Fermo restando che per diventare bidello non sono richiesti requisiti di massima dal punto di vista dei titoli di studio (basta il diploma di scuola media inferiore) le strade da intraprendere per accedere alla professione sono sostanzialmente due: il concorso pubblico o la cosiddetta asta.
Per quel che riguarda il concorso pubblico, la prima indicazione è quella di controllare periodicamente il sito del Miur (Ministero dell’Istruzione) per verificare l’eventuale presenza di nuovi bandi alla relativa sezione dedicata al personale Ata. Qualora dovesse esserci un bando aperto è necessario seguire le procedure indicate nel regolamento per parteciparvi.
La seconda opzione per accedere alla professione di collaboratore scolastico è quella relativa alle aste; il requisito fondamentale è di essere iscritti alle liste di collocamento obbligatorio del Centro per l’Impiego cui si appartiene, verificare le date in cui saranno stilate quelle relative al personale scolastico e, quindi, presentarsi di persona.

Accedere alle aste per bidelli:

Di grande importanza sarà anche l’anzianità di iscrizione nella lista di  collocamento, quindi prima ci si iscrive e meglio è. Le aste sono aperte a tutti i cittadini e residente nell’area UE ed è fondamentale presentarsi muniti di documento di riconoscimento e del modulo Isee, per rendere possibile la compilazione delle graduatorie che stabiliscono l’ordine di chiamata.
Tutto questo naturalmente è relativo al pubblico impiego; perché esiste anche un’altra strada per esercitare la professione del bidello, che è quella data dalla possibilità di rivolgersi ad una scuola privata o ad uno dei tanti istituti di formazione. In questi casi come ovvio, non vi sarà alcun concorso ufficiale cui partecipare e se si è fortunati si potrà comunque ottenere un lavoro. Snobbato da molti ma pur sempre ammantato da un certo fascino.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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