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Poker online: la nuova droga degli italiani

“Se dopo i primi venti minuti non sai chi sia il pollo al tavolo, allora sei tu”: per molte persone il significato di questa frase potrebbe sfuggire inizialmente ad una sua corretta interpretazione, ma per i giocatori di poker equivale quasi a una filosofia di vita.
La recita Matt Damon in Rounders, il celebre film uscito nel 1998 dove l’attore interpreta la parte di un brillante studente universitario che, ad un certo punto della sua vita, decide di fare carriera nei bassifondi della città per dedicarsi anima e corpo al gioco, sfogando così la sua vera natura di instancabile giocatore di poker. Non sembrerebbe in fin dei conti una storia così lontana dalla realtà.

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Poker e giochi online: i numeri in Italia

In Italia i numeri del gioco d’azzardo si sono rivelati negli ultimi anni in costante crescita; quello del poker online è un mercato che anche nel nostro Paese sta iniziando ad essere sempre più regolamentato, pur soffrendo ancora di vuoti legislativi ed interpretazioni varie.
Gli ultimi dati relativi in generale alle percentuali del gioco d’azzardo in Italia presentati dall’Aams (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) si rivelano infatti decisamente clamorosi, soprattutto considerando il periodo di crisi che sta attraversando il Paese.
I giochi online, nel loro insieme, raccolgono un successo senza precedenti: nel 2009 è più che raddoppiata la percentuale dei giochi pubblici su internet, passando dal 3,1% del 2008 al 6,8% dello scorso anno, con un incremento del 153,7% rispetto al 2008. Alla fine del 2004 l’Italia era al 3º posto fra i paesi che giocano di più al mondo, preceduta solo da Giappone e Regno Unito. Sei anni fa il mercato italiano già rappresentava il 9% di quello mondiale: analizzando la spesa pro-capite, l’Italia aveva il primato mondiale con oltre 500 euro giocati a persona.

Il Gioco come causa ricorrente di debiti e ususa

A distanza di 4 anni, nel 2008, tale spesa procapite è ulteriormente salita, attestandosi a circa 790 euro annui: in alcune regioni come Sicilia, Campania, Sardegna e Abruzzo le famiglie investono attualmente nel gioco d’azzardo ben il 6,5% del proprio reddito.
Il fattore che colpisce di più, però, è un altro. A quanto pare la causa più ricorrente di debiti o usura, da qualche anno a questa parte, è proprio da attribuire all’azzardo, che oggi sembra far gola soprattutto ai giovanissimi.
A lanciare l’allarme in tal senso è l’ultimo studio condotto dal Codacons e dai Monopoli di Stato, focalizzato proprio sul rapporto che i giovani hanno oggi con il poker ed il gioco online.

Anche giovani e studenti si buttano sul gioco d’azzardo

Uno dei dati più significativi riscontrati nello studio è quello che riguarda la percentuale di studenti, tra i 15 e i 19 anni, che dichiarano di aver giocato in denaro almeno una volta negli ultimi 12 mesi: questa percentuale è aumentata dal 40% al 47% nell’ultimo anno e l’aumento maggiore si è notato fra le ragazze, passate dal 29 al 36%; i maschi invece dal 53 al 57%. Tra questi studenti, nonostante il divieto di legge, circa 550.000 sono minorenni.
Il dato ugualmente preoccupante è che il gioco d’azzardo cresce al ritmo del 13% all’anno, con 53 miliardi di euro giocati solo nel 2009. Che il numero di adolescenti che esagerano con il gioco online sia in costante crescita, lo confermano anche i dati di un altro studio, condotto su 40.000 studenti dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, secondo cui ad attirare i giovani, oltre al poker online, sono anche le scommesse sportive.

Mantenersi con il poker e rischio Ludopatia

L’Avvocato Carlo Rienzi, Presidente dell’ente Codacons, ha commentato questa situazione affermando: “la raccolta dei giochi negli ultimi sei anni è pari a 194 miliardi di euro. Sono dati davvero preoccupanti, soprattutto se si pensa a quanti giovani si stanno avvicinando ai giochi con il sogno di costruirsi un futuro attraverso i ricchissimi montepremi e lasciarsi alle spalle la crisi che attanaglia il nostro Paese. Il governo non può non intervenire per bloccare questa situazione”.
Giovani che, con molta probabilità, sognano cioè di mantenersi con il poker o il gioco d’azzardo, di ‘arrotondare’ con le vincite in attesa del classico colpo di fortuna. Nei casi estremi (cioè quando l’azzardo diventa un vizio costante di cui non si riesce più fare a meno) la frenesia del gioco prende il nome di Ludopatia: la malattia attualmente più diffusa fra i giovani tra i 18 e i 35 anni.

La Ludopatia, malattia da gioco

Può sembrare quasi incredibile, ma a quanto pare la proliferazione del poker online, e di tutti i giochi connessi come video poker e slot machine, sta generando una delle malattie che con molta probabilità risulterà fra le più caratteristiche del consumismo del nostro millennio. La Ludopatia per l’appunto
Alla luce di tutto questo Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), ha commentato i risultati del report “Lo sguardo degli italiani sul poker” condotto dall’Istituto di ricerca IPSOS, affermando: “è bene mettere in guardia i consumatori su alcune cautele da adottare nella scelta del sito”. Per giocare almeno in sicurezza occorre cioè sempre controllare che il sito scelto sia un ‘punto it’ ed esponga gli opportuni marchi e certificazioni di garanzia.
Bisogna anche leggere sempre con molta attenzione i termini e le condizioni di gioco, cercando di non esagerare per evitare investimenti o perdte di soldi troppo elevate. In poche parole: sarebbe opportuno evitare il più possibile di fare la figura del “pollo”.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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