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Copyright e diritti d’autore nella musica. Una guida all’uso

L’espressione musicale in Italia è un’attività fondamentale e centrale per la fascia adolescenziale e giovanile. I giovani suonano, da soli o in gruppo, per divertirsi, per stare insieme, per esprimersi, per creare cultura, per intraprendere un percorso che può portarli anche ad una professione e al lavoro.
In Italia l’attuale normativa di legge in materia di copyright riguardante le esibizioni di musica dal vivo e le produzioni musicali è obsoleta, inadeguata e in contrasto con gli elementari principi costituzionali e di diritto.
Un esempio è il permesso Siae: è da ritenersi anticostituzionale ai sensi degli articoli 21 e 33 della Costituzione, e illegittimo, perché la Siae richiede un permesso per effettuare spettacoli e il pagamento anticipato di eventuali diritti d’autore per esibizioni di musicisti non professionisti non iscritti che eseguono brani non depositati.

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Siae e diritti d’autore nella musica:

Inoltre sarebbe quantomeno lecito lasciare la libertà agli autori di scegliere di farsi corrispondere o meno i diritti sui brani di propria composizione, ovvero di non istruire la pratica Siae anche in presenza di brani depositati, visto che la gran parte delle somme versate non ritorna agli autori minori ma va in gran parte nelle tasche dei soci (gli autori più ricchi) e serve sostanzialmente a mantenere la struttura amministrativa della Siae. Siae e musica
E’ da ritenersi altresì anticostituzionale, ai sensi degli articoli 21 e 33 della Costituzione, e illegittimo, richiedere da parte dell’Enpals contributi previdenziali o agibiltà a musicisti che si esibiscono gratuitamente, non professionisti, non costituiti in società, o in esibizioni per beneficenza.
Dopo la convenzione Siae-Enpals per la riscossione dei contributi previdenziali durante gli spettacoli, tutti gli operatori del settore si stanno rendendo conto di quanta confusione, ignoranza e burocrazia esiste nel mondo dello spettacolo italiano.

Le retribuzioni dei musicisti dilettanti

Questa convenzione, legalmente e giuridicamente ineccepibile, ha semplicemente comportato un sensibile aumento nella burocrazia a carico di organizzatori e gestori di locali; una diminuzione nelle cosiddette “retribuzioni” (dei vergognosi rimborsi spese) ai musicisti dilettanti e semiprofessionisti; una diminuzione degli spettacoli.
Tutto ciò è preoccupante e molto negativo, anche perché sta provocando una netta flessione di tutte le attività legate allo spettacolo: corsi, lezioni, vendita strumenti musicali, noleggio services, noleggio sale prova, ecc..
Le attuali leggi e norme in materia di copyright nello spettacolo penalizzano fortemente ‘attività dilettantistica e semiprofessionale, danneggiano la creatività giovanile, limitano gli spazi e le possibilità di libera espressione artistica e culturale. Nello specifico, le percentuali Iva, Siae, Enpals che insistono sulle misere retribuzioni dei musicisti sono assolutamente esorbitanti, ben sapendo che quelle persone non vedranno mai né diritti d’autore (in quanto non iscritti alla Siae) né pensione Enpals (in quanto le giornate minime di lavoro per percepirla ammontano a circa 4000, 120 all’anno per 35 anni circa di contributi).

Trattamenti pensionistici degli artisti

La chimera della ricongiunzione dei contributi Enpals con quelli di altri enti previdenziali è ridicola: potrebbe aumentare la nostra futura pensione di qualche euro al mese, mentre oggi dobbiamo pagare il 33% sui compensi. Quindi perché pagare se i contributi Enpals andranno solo in minima parte a formare la nostra pensione?
E’ necessario un intervento urgente e puntuale per modificare in modo sostanziale il trattamento di tutte quelle forme artistiche e culturali, che in Italia sono la netta maggioranza, che non hanno o non hanno ancora implicazioni professionali definitive, ovvero tutti quei gruppi teatrali e musicali che agiscono senza obbiettivi di professione o non ancora. Sappiamo bene quanto in Italia sia difficile mantenersi con l’attività artistica.
Siamo uno dei paesi più indietro nella tutela della creatività e dell’espressione e chi vuole intraprendere una carriera nel settore dello spettacolo non è aiutato, non è supportato, non è tutelato.

Perchè è difficile mantenersi facendo l’artista

La convenzione Siae-Enpals in questo caso non aiuta, anzi peggiora la situazione. Fermo restando che per chi opera a livello professionale non è cambiato assolutamente nulla, è invece cambiato molto per i giovani, i dilettanti, gli emergenti, gli indipendenti, ovvero le categorie che hanno più bisogno di aiuto e sostegno.
Con questo non vogliamo costituire un albo dei gruppi emergenti o dilettanti: è una libera scelta di ogni individuo intraprendere la carriera professionale o meno. Uno stato democratico deve garantire a tutti la possibilità di esprimersi senza limiti d’età, di linguaggio, di forma artistica, anche percependo compensi che come sappiamo bene sono una minima e misera consolazione per chi invece contribuisce nel suo piccolo ad elevare il livello culturale ed artistico del nostro paese.

Proposte in materia diritti d’autore e musica:

Le proposte che seguono, viste in un prossimo computo finale di costi-benefici, non pesano sul bilancio dello Stato, anzi dovrebbero aumentarne le entrate e servono sostanzialmente a raggiungere alcuni obbiettivi di massima:

  • recupero del sommerso e del “nero” nel panorama dall musica dal vivo in Italia;
  • sostegno e promozione della musica giovanile, emergente e con obbiettivi di professionalità;
  • riforma di enti pubblici (Siae, Enpals) la cui legislazione è ferma al 1947 e la cui gestione sul territorio è totalmente discrezionale.

Produzione Musicale:

  1. provvedimenti legislativi in materia di musica e spettacolo orientati al sostegno dei musicisti giovani, emergenti, dilettanti e con obbiettivi professionali. Utilizzo del FUS con questi criteri;
  2. riduzione dell’Iva sui supporti fonografici (cd e dvd) dal 20% al 4% e sui concerti dal 20% al 10% (come già per la lirica);
  3. bonus sui proventi per i diritti d’autore Siae per gli autori e compositori al di sotto dei 35 anni;
  4. stanziamento di fondi per progetti che tendano alla promozione e al sostegno di giovani compositori o gruppi musicali (sottoforma di borse di studio, premi, ecc.). Maggiore informazione sull’utilizzo dei fondi UE in questo settore;
  5. interventi presso la Rai e gli altri network per dare spazi (dirette tv) ad iniziative (come il Premio Tenco, il Festival della Canzone d’Autore di Recanati, Il Premio Piero Ciampi, il Meeting delle Etichette Indipendenti, il festival Arezzo Wave, il Festival di Mantova) sedi naturali dei generi musicali che non trovano nel Festival di Sanremo la sede ideale per la loro promozione.

Musica dal vivo:

  1. nell’immediato: riconoscimento da parte di Enpals e Siae della normativa di legge (artt. 46 e 47 D.P.R. 445/2000) riguardante le autocertificazioni e le dichiarazioni sostitutive per le prestazioni gratuite, per le prestazioni di gruppi non professionisti e per le esibizioni non retribuite;
  2. defiscalizzazione e esenzione da contributi obbligatori (Iva, Siae, Irpef) per i locali o festival che organizzano concerti di gruppi musicali e teatrali emergenti, non professionisti (conseguente estensione della Legge 13/5/99 n.113, art. 25 e della Legge 342 21/11/2000, art. 37). Siae al 50% per i concerti di musica italiana originale. Siae gratis per i concerti di musica inedita;Musica dal vivo e Siae
  3. esenzione dalla contribuzione Enpals con un tetto annuo di 20 esibizioni esenti ogni artista con una media di 100 euro ad esibizione a titolo di rimborso spese ;
  4. adozione del sistema contributivo puro per i contributi Enpals e cumulo automatico in presenza di altri
    contributi. Adozione del criterio della “contribuzione prevalente” in presenza di altri versamenti contributivi;
  5. abbattimento della percentuale Enpals sulle retribuzioni (attualmente circa il 33%) e allineamento a quelle Inps per le collaborazioni parasubordinate (15%);
  6. abolizione della diversità di trattamento fra “iscritti” e “soci” Siae, e conseguente abolizione del cosiddetto “calderone” per una integrale distribuzione dei proventi;
  7. trasparenza nei resoconti semestrali Siae di corresponsione dei proventi (quanti concerti, quante copie vendute, quali proventi).

Il ruolo della Siae nella musica

La SIAE (Società italiana Autori ed Editori) fonda la sua esistenza sull’articolo 180 della legge 22 aprile 1941 n° 633 che le attribuisce in esclusiva l’intermediazione di alcuni diritti d’autore. A chi ha sollevato dubbi di legittimità costituzionale su tale legge, la Corte ha risposto (sentenza n° 65 del 1972 ) che la posizione attribuita alla SIAE dal legislatore trova piena e razionale giustificazione nell’esigenza di interesse generale, e quindi anche pubblico, di adeguata protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi.
Del resto l’esclusiva dell’attività di intermediario accordata dall’ art. 180 non preclude all’autore che ne abbia la volontà e la possibilità di protezione e l’esercizio diretto dei propri diritti, anche se particolarmente difficoltoso in certi settori, come ad esempio nella musica, ove non è certo agevole controllare le esecuzioni, che si svolgono nei luoghi più disparati e remoti, senza quella adeguata organizzazione di cui dispone la SIAE e che solo pochi autori particolarmente dotati e affermati potrebbero, sia pure in misura ridotta, permettersi.

Una posizione di monopolio

Sulla base di questo ragionamento in modo antidemocratico (anche gli eminenti togati della Corte Costituzionale possono sbagliare) viene legittimata la dittatura della SIAE ed aperta la strada a qualsiasi monopolio (per paradosso si potrebbe pensare che chiunque sia provvisto di un esercito organizzato in modo capillare e moderno come neanche lo Stato possiede, è legittimato ad imporre le proprie condizioni a tutti gli abitanti del territorio in cui opera).
Le norme comunitarie sulla concorrenza (in particolare gli artt. 86 e 90 del trattato CE, recepito dall’art.91.287/90) non consentono a nessun ente preposto alla riscossione dei proventi derivanti dai diritti d’autore di agire in regime di monopolio.
Per concludere aggiungiamo che dall’analisi dl bilancio 2007 della socità veniva evidenziato che i diritti distribuiti agli autori ammontavano complessivamente a 193 milioni di euro su 743 milioni incassati dai diversi comparti e attraverso le varie deleghe, nell’ultimo anno di attività.
109 milioni erano stati trattenuti dalle spettanze autoriali per competenze proprie inerenti i vari costi di gestione della sua elefantiaca struttura burocratica. E’ un monopolio, quello della SIAE, che rende molto bene, come si evince, sia in termini economici che di potere.

Proteste di autori e cantanti famosi:

(tratto dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri e datato 1 dicembre 2009)

Proteste artisti contro la SiaeUna lettera aperta di un gruppo di autori ed editori SIAE (l’intestazione della lettera cita “Autori ed editori che maggiormente contribuiscono alla determinazione delle poste attive del bilancio Siae”) mette in evidenza il contrasto forte verso un ente inutile e costoso e non certo “moderno” sull’impianto di un diritto d’autore che mostra sempre più la necessità di modifiche che anche i politici, di tutti gli schieramenti, chiedono ultimamente a gran forza.
Alle proteste che da anni lamentano gli utenti, le associazioni dei consumatori, la Corte di Giustizia Europea, la Corte di Cassazione Italiana, si uniscono oggi autori come Adriano Celentano, Paolo Conte, Claudio Baglioni, Andrea Bocelli, Peppino di Capri, Luciano Ligabue, Gino Paoli, Eros Ramazzotti, Peppe Servillo, Franco Battiato, e sigle industriali come SugarMusic, Clan Edizioni Musicali, C.A.M., Emi.

Quanto costa la Siae e quanti sono gli artisti iscritti?

La Siae è una macchina di potere, con 90.000 aderenti tra autori ed editori di ogni campo, 671 milioni di diritti incassati nel 2008 e 1.400 dipendenti e nonostante la pirateria e la crisi economica, il fatturato è alto, oltre 61 milioni provengono dall’equo (equo?!) compenso per copia privata ed oltre 62 milioni dal comparto multimediale.
Ma la macchina SIAE nel 2008 è costata al sistema cultura oltre 187 milioni di euro, il 50% del vertice della società è formato da «membri che non appartengono alla base associativa», ed il bilancio rischia sempre più di non coprire le perdite di gestione, facendo finire i soldi introitati in “tasche diverse” di chi ha prodotto quella ricchezza con l’inventiva e il lavoro.
La protesta espressa nel documento si rivolge non solo ai vertici appena rinnovati (il presidente Giorgio Assumma) ma anche gli interlocutori istituzionali, come il ministro Sandro Bondi e la presidenza del Consiglio e porta la necessità di un urgente e concreto dibattito.

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