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Class action: cos’è e quando si può fare

Nei giorni scorsi il Tribunale di Milano ha dichiarato l’ammissibilità della prima “class-action” in Italia, ai sensi dell’art. 140 bis, comma 2, lettera c, del Codice del Consumo, che tutela “i diritti identici al ristoro del pregiudizio derivante agli stessi consumatori e utenti da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali”.
L’ordinanza è stata emessa a seguito di una class action avviata dal Codacons nei confronti di una casa farmaceutica, la Voden Medical Instruments Spa, che aveva commercializzato un prodotto (nello specifico un test fai da te contro l’influenza suina) le cui caratteristiche sarebbero state eccessivamente enfatizzate, in nocumento dei tanti consumatori che sulle caratteristiche del prodotto avevano fatto affidamento al momento dell’acquisto.

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Cos’è la class action:

Con il termine “class-action”, mutuato dal diritto statunitense, ci si riferisce alle azioni collettive introdotte dalla Legge Finanziaria 2008 e promuovibili dai consumatori, anche mediante associazioni o comitati, al fine di ottenere risarcimenti del danno e restituzioni di sorta.
Ai sensi del Codice del Consumo, l’azione collettiva, tutela sia i diritti contrattuali di una pluralità di consumatori e utenti che versano nei confronti di una stessa impresa in situazione identica, che i diritti identici spettanti ai consumatori finali di un determinato prodotto nei confronti del relativo produttore, indipendentemente dall’esistenza di un rapporto contrattuale diretto. Vengono altresì tutelati i diritti al ristoro del pregiudizio derivante agli stessi consumatori e utenti da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali.

Come presentare una class action:

L’azione collettiva o class action deve essere proposta a mezzo atto di citazione avanti al Tribunale competente che tipicamente, salvo alcune eccezioni, è quello avente sede nel capoluogo della regione in cui ha sede l’impresa nei confronti della quale si propone la domanda. Spetterà quindi al Tribunale decidere sulla procedibilità o meno della class action, ovvero stabilire se il giudizio può proseguire.
In caso affermativo, il Tribunale fissa con ordinanza i termini e le modalità della più opportuna pubblicità del provvedimento, in modo da consentire l’adesione tempestiva all’azione da parte degli appartenenti alla classe. In altre parole, vengono stabiliti i termini entro i quali i consumatori, o le associazioni di consumatori e i comitati, possono aderire al procedimento della class action.

Il caso Codacons:

Proprio ciò che è avvenuto nel caso dell’ordinanza emessa pochi giorni fa dal Tribunale di Milano, che consente ai tanti consumatori che avevano acquistato il prodotto eccessivamente enfatizzato dalla Voden Medical Instruments di aderire all’azione promossa dal Codacons, con l’obiettivo di ottenere un risarcimento. L’adesione costituisce un momento di particolare rilevanza nell’ambito della class action, ove si consideri che il consumatore che aderisce all’azione non potrà proporre azioni restitutorie o risarcitorie individuali fondate sul medesimo titolo.
Senza dubbio l’ordinanza del Tribunale di Milano rappresenta una novità nel nostro ordinamento, avendo dichiarato la procedibilità della prima class action, ma per comprendere la vera portata dell’azione collettiva occorrerà attendere la conclusione del giudizio che, si badi bene, potrebbe anche non accogliere le ragioni avanzate dal Codacons.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Gianfabio Florio

Scrittore tagliente ed ironico; avvocato e romanziere.

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