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Gioco d’azzardo in Italia: possibili soluzioni dall’ esperienza online

Alcuni giorni fa, in seguito all’ insediamento del governo Letta, si è parlato di come trovare una copertura al taglio dell’IMU e al blocco dell’aumento dell’IVA, previsto per luglio. Una delle voci che si sono subito diffuse è relativa all’aumento dei ricavi dal gioco d’azzardo, che ha però suscitato diverse polemiche, nonché un servizio della trasmissione Le Iene, che ha provato a fare il punto della situazione.
Il problema maggiore del gioco in Italia è che i suoi ricavi sono legati in buona parte alle slot machine dei bar e delle sale giochi, che sono anche tuttavia i giochi che creano maggiore dipendenza. Non c’è infatti nessun altro gioco che è in grado di generare giocatori compulsivi come le videoslot.
Vi è infatti un collegamento psicologico diretto tra il poter premere il pulsante, vedere i rulli girare e l’illusione di poter controllare il risultato di ogni giocata, che innesca una dipendenza molto forte, che ti fa entrare in un mondo parallelo rispetto a quello della realtà.

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Autoregolamentazione per chi gioca:

Come se non bastasse, le macchinette delle sale slot emettono suoni, amplificati nelle stanze, che insieme alle luci basse creano una atmosfera davvero surreale che induce le persone a giocare ancora. E se lo Stato ricava dal gioco d’azzardo circa 8 miliardi di euro, ne spende più di sei proprio per curare le dipendenze da gioco, senza mettere in conto i disagi sociali che questo fenomeno crea. Insomma, tutto questo non sembra convenire nemmeno allo Stato.
Le ludopatie sono quindi per lo più collegate alle videoslot e, come chiedono in molti, occorre trovare soluzioni che possano porre freno a questo fenomeno.
Prima di tutto bisognerebbe adottare un regolamento simile a quello previsto nei siti di gioco online, quelli in cui si può giocare la roulette ed altri giochi tipici dei casinò. In questi siti, al contrario delle macchinette videoslot, ogni giocatore può autoregolamentare i soldi che gioca: ad esempio stabilire un limite massimo di soldi da giocare al mese, raggiunti i quali il conto di gioco viene temporaneamente sospeso, fino al mese successivo.
L’utente può decidere anche di sospendere il proprio account temporaneamente, oppure anche di autoescludersi del tutto: i siti di gioco sono infatti collegati all’AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), che quindi riconoscerà il codice fiscale del giocatore che ha deciso di autoescludersi.

 

L’ esempio dei casinò online:

Lo stesso regolamento dei casinò online si dovrebbe quindi applicare alle videoslot: per giocare bisognerebbe dover inserire la propria tessera sanitaria con il codice fiscale ed il giocatore, quindi, può decidere di tutelarsi decidendo di autoescludersi. Inoltre negli ultimi mesi si é tornato a parlare dell’introduzione della tessera del giocatore, documento con tutte le generalitá, con la quale si puó controllare l’accesso ai luoghi di gioco aperti al pubblico di persone con problemi di dipendenza al gioco.
Allo stesso modo potrebbero essere bloccati i giocatori soggetti a ludopatie o essere impostati per legge dei limiti di gioco giornalieri. Rendendo obbligatorio l’uso del codice fiscale sarebbero inoltre limitati anche i fenomeni di riciclaggio del denaro che sono veicolati proprio attraverso l’uso incontrollato dei contanti. Insomma, tra la completa liberalizzazione ed il proibizionismo tout court ci possono essere soluzioni pragmatiche che abbiano al centro la tutela del giocatore.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

La Vera Cronaca

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