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Falsi invalidi e responsabilità dei medici compiacenti

È successo di nuovo, a Roma, un copione piuttosto noto; una truffa ai danni dello stato che supera i 3 milioni e mezzo di euro e che è stata scoperta dai carabinieri delle scorse ore. Stiamo parlando dei falsi invalidi (nello specifico, si trattava di falsi ciechi) che percepiscono pensioni di invalidità che in realtà non gli spetterebbero. Truffa quindi non solo verso lo stato ma anche, aggiungiamo noi, verso chi è realmente invalido e quei di soldi della pensione avrebbe realmente bisogno.
Tornando al fatto di cronaca, i carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno smascherato 40 falsi ciechi, 18 donne e 22 uomini, che nella realtà ci vedevano benissimo; e sapevano anche farsi i conti dato che, insieme alla pensione, percepivano l’indennità di accompagnamento per un totale di 1.100 euro mensili ciascuno. Il totale delle indennità irregolarmente percepite ha causato allo Stato un danno erariale, di oltre 3.583.000, cifra che adesso dovranno risarcire.  
Erano stati tutti dichiarati non vedenti al 100%, eppure tra loro c’era chi guidava la macchina, il furgone, chi si dedicava al giardinaggio, chi andava al supermercato a fare la spesa, chi utilizzava senza difficoltà il proprio smartphone, chi faceva jogging nel parco e persino chi leggeva i giornali. Tutte attività che poco hanno a che fare con la vita quotidiana di un non vedente.
Ebbene dopo mesi di controlli, con tanto di pedinamenti e video che testimoniano il tutto, effettuati in tutta la Provincia di Roma su 759 persone che erano state dichiarate invalide per cecità assoluta e quindi beneficiarie di indennità da parte dell’Inps, i Carabinieri sono arrivati a scoprire i 40 falsi ciechi che prendevano la pensione senza averne diritto.

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Medici che stilano certificati falsi di invalidità:

Quello dei falsi invalidi è un problema piuttosto ricorrente nel nostro paese e capita spesso di leggere storie simili; la questione è che, vicende così gravi, sono spesso solo la punta di un iceberg e nascondono dietro altre problematiche.
Come ad esempio quella dei medici compiacenti. Perché, ed è piuttosto scontato evidenziarlo, se ci sono persone che vengono ritenute invalide pur non essendolo vi è, a monte, qualcuno che quella invalidità l’ha prescritta; sbagliando, verrebbe da dire volendo essere buoni, o volontariamente, si potrebbe affermare con più malignità.
In sostanza, dietro ogni falso invalido si nasconde un medico compiacente che stila un certificato medico falso; fatto aberrante che, oltre che fuori legge, va anche fuori da ogni etica professionale. E fatto che, in quanto reato, va punito alla stregua della persona che si finge disabile.
Per i medici scoperti ad attestare disabilità di persone in realtà sane, sono previste pene piuttosto pesanti, inasprite di recente a seguito della stretta sui falsi invalidi.

 

Pene e sanzioni per i medici compiacenti:

In base a queste, coloro che attestano falsamente uno stato di malattia o di handicap, al quale consegue il pagamento di trattamenti economici a titolo di prestazioni di invalidità civile, successivamente revocati per accertata insussistenza dei requisiti sanitari vedranno applicarsi pesanti sanzioni.
Il medico colto nell’esercizio di questi illeciti rischia una multa da 400 a 1600, la radiazione dall’albo professionale ed il licenziamento per giusta causa se dipendente da una struttura pubblica o la decadenza dalla convenzione se è convenzionato col Ssn.
Deve inoltre risarcire il danno patrimoniale provocato, ovvero il totale delle somme corrisposte per i trattamenti di invalidità, oltre che il danno di immagine subito dalla Pubblica Amministrazione. Fin qui la teoria; ma la pratica ci parla di altro e ben si conosce l’andamento delle questioni giudiziarie nel nostro paese. Secondo l ’Inps addirittura neanche l’1% dei medici coinvolti in queste vicende verrebbe poi sanzionato dall’Ordine dei medici.
Esiste poi la prescrizione dei reati, che fa si che i medici o le commissioni mediche (le commissioni mediche di verifica sono un organo istituito nel 2007 presso l’Inps proprio con l’intento di attestare e verificare l’invalidità) che hanno redatto i certificati falsi riescano, nell’ipotesi migliore per l’imputato, ad uscire puliti evitando carcere e radiazione dalla professione o dai pubblici uffici; oltre che il patteggiamento, tramite il quale si evita il processo concordando una pena (generalmente pecuniaria) con l’accusa.
Se è vero che, come si dice, ogni problematica va affrontata a monte, per tentare di arginare il fenomeno dei falsi invalidi si potrebbe pensare ad inasprire le pene (e soprattutto a far si che queste siano poi effettive) per i medici compiacenti; magari esponendoli anche alla gogna mediatica, come giustamente già avviene per i falsi invalidi una volta che vengono smascherati.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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