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Economia illegale in Italia, calano prostituzione e droga

Scende il valore dell’economia illegale in Italia. A rilevarlo è l’Istat, che pubblica il report “L’economia non osservata nei conti nazionali, Anni 2017-2020”, come riporta il giornale Redattore Sociale.
“L’economia non osservata è costituita dalle attività produttive di mercato che, per motivi diversi, sfuggono all’osservazione diretta, la cui misurazione pone particolari problemi – precisa l’istituto -. Essa comprende, essenzialmente, l’economia sommersa e quella illegale. L’economia illegale include sia le attività di produzione di beni e servizi la cui vendita, distribuzione o possesso sono proibite dalla legge, sia quelle che, pur essendo legali, sono svolte da operatori non autorizzati. Le attività illegali incluse nel Pil dei Paesi Ue sono la produzione e il commercio di stupefacenti, i servizi di prostituzione e il contrabbando di sigarette”.

Le attività illegali nel nostro paese

Nel 2020, le attività illegali considerate nel sistema dei conti nazionali hanno generato un valore aggiunto pari a 17,4 miliardi di euro, pari all’1,2% del Pil; tale valore include l’indotto, ossia il valore dei beni e servizi legali utilizzati nei processi produttivi illegali. Si è registrata una contrazione del 10,5% del valore aggiunto, pari a 2,0 miliardi di euro, in controtendenza rispetto al 2018 e 2019, quando l’economia illegale era cresciuta, rispettivamente, di 341 e 174 milioni. “Il calo significativo è da ricondursi agli effetti della pandemia da Covid-19 e delle relative misure restrittive”, afferma l’Istat.
I consumi finali di beni e servizi illegali sono risultati pari a 19,6 miliardi di euro (corrispondenti al 2,0% del valore complessivo della spesa per consumi finali), in deciso calo di 2,4 miliardi rispetto al 2019. Tra il 2017 e il 2020 le attività illegali hanno fatto registrare un decremento pari a poco più di 1,5 miliardi sia per il valore aggiunto sia per la spesa per consumi finali delle famiglie, con una decrescita media annua del 2,8% e del 2,5% rispettivamente; il periodo considerato è fortemente influenzato dal calo del 2020, pari al 10,5% e 10,8% per i due aggregati.

Contrazione dell’economia illegale in Italia

La contrazione dell’economia illegale è determinata per una parte rilevante dal traffico di stupefacenti, il cui valore aggiunto scende a 13,3 miliardi di euro nel 2020 (-1,6 miliardi rispetto al 2019), mentre la spesa per consumi si attesta a 14,8 miliardi di euro (-1,8 miliardi rispetto all’anno precedente) – sottolinea l’Istat -. Nel quadriennio precedente, al contrario, per il traffico di stupefacenti si era registrato un incremento medio annuo del 2,1% per il valore aggiunto e del 2,6% per i consumi, riconducibile soprattutto alla dinamica dei prezzi. Nello stesso periodo anche la decrescita dei servizi di prostituzione è stata rilevante. Nel 2020 il valore aggiunto e i consumi finali sono diminuiti rispettivamente del 15,3% e del 16,3% (attestandosi a 3,5 e 4,0 miliardi di euro)”.

Indotto connesso alle attività illegali

Considerando l’insieme delle attività illegale, il contrabbando di sigarette nel 2020 rappresenta una quota del 3,7% del valore aggiunto (0,6 miliardi di euro) e del 4,3% dei consumi delle famiglie (0,8 miliardi di euro). Nel periodo 2017-2020, l’indotto connesso alle attività illegali, principalmente riferibile al settore dei trasporti e del magazzinaggio, è diminuito: il valore aggiunto si è attestato a 1,2 miliardi da 1,3 miliardi. Anche in questo caso la diminuzione è concentrata nel 2020 (-170 milioni rispetto al 2019).

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Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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